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Władysław Anders

Biografie

WLADYSLAW ANDERS nacque a Blonie (Varsavia) l'11 agosto 1892. Dal 1911 al 1914 studiò presso il politecnico di Riga e allo scoppio della prima guerra mondiale divenne aspirante della riserva nel reggimento dei dragoni russi. Decorato con la Croce di San Giorgio, frequentò i corsi dell'accademia di stato maggiore a San Pietroburgo fino al febbraio 1917. Allo scoppio della rivoluzione russa, a seguito della unione delle unità polacche, comandò dapprima il 1° reggimento dei lancieri, e in seguito venne promosso alla carica di capo di stato maggiore della 1° divisione fucilieri. Nella guerra russo-polacca del 1919-1921. Anders comandò il 15° reggimento lancieri e venne poi per le sue gesta insignito della più alta decorazione al valore polacca. Nel settembre 1939, al momento dell'attacco tedesco, Anders era al comando della Nowogrodzka Brygada Kawalerii e combatté contro i tedeschi. All'entrata in guerra dell'URSS contro la Polonia (17 settembre 1939), il reparto di Anders combatté contro i sovietici dal confine orientale della Polonia fino alla Polonia meridionale (Sambor). Questi tuttavia riuscirono a tagliargli la via di ritirata verso l'Ungheria. Dopo essere stato ferito tre volte, Anders venne infine catturato dai sovietici il 29 settembre 1939, e portato a Mosca. Qui passò venti mesi nelle prigioni della Lubjanka e di Butyrki, dei quali sette in isolamento. Dopo l'accordo tra Stalin e il governo polacco in esilio. Anders venne finalmente rilasciato dalla sua prigionia, in precarie condizioni di salute, con pochi cenci ma determinato a continuare a combattere. Il 10 agosto 1941 venne promosso al grado di generale di divisione, e assunse il comando delle forze polacche in URSS. In questo periodo Anders formò, tra mille difficoltà, un'Armata polacca reclutando uomini tra quei cittadini polacchi deportati in URSS: in seguito, grazie a un accordo tra Mosca e Londra, essi evacuarono (insieme alle loro famiglie) in Iran. Dal settembre 1942 Anders divenne quindi comandante dell'Armata polacca nel Medio Oriente, e in seguito prese il comando del 2° Corpo polacco nel luglio 1943. In tale veste diresse tutte le operazioni delle sue unità sino alla conclusione della campagna d'Italia, distinguendosi in modo particolare nel corso dell'ultima battaglia di Cassino e negli ultimi combattimenti sulla Linea Gotica. Anticomunista come la maggior parte dei suoi ufficiali e soldati, rifiutò, a guerra conclusa, di tornare in Polonia, dove si era insediato un governo strettamente legato a Mosca, e rimase in Gran Bretagna. Morì a Londra il 12 maggio 1970.

 
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