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Walter Model

Biografie

WALTHER MODEL nacque a Gentheim, presso Magdeburgo, il 24 gennaio 1891, in una famiglia della piccola borghesia luterana. Il suo incontro con la professione delle armi fu nel 1908, allorché riuscì a entrare nel 6° battaglione brandeburghese del 52° reggimento di fanteria, reparto presso il quale (dopo avere frequentato, fra il 1909 e il 1910 la Kriegschule di Neisse) ricoprì dapprima l'incarico di aiutante di battaglione, quindi quello di aiutante di reggimento, e con il quale prese parte alle fasi iniziali del primo conflitto mondiale sul fronte occidentale, prima di essere destinato, nell'aprile 1916, al corso accelerato per ufficiali di stato maggiore generale, e iniziare un rapido turn-over che l'avrebbe portato, fra l'altro, a ricoprire, nel corso del conflitto, incarichi a livello di brigata e di stato maggiore generale, a comandare la sua prima compagnia e, nel 1917, a svolgere anche una breve missione in Turchia. Capitano ed eroe di guerra (fra l'altro, era stato due volte decorato, con Croce di ferro di prima classe nel 1915, dopo essere stato gravemente ferito in azione, e con la Ritterkreutz nel 1917), con una vasta esperienza alle spalle, al termine delle ostilità entrò nella Reichswehr, presso la quale ricoprì vari incarichi di stato maggiore e di reparto. Nell'ottobre 1925, ricevette il comando della 9° compagnia, 8° reggimento di fanteria, presso la quale sarebbe rimasto sino al settembre 1928. Fra il 1928 e il 1933 fu invece a Berlino, dapprima presso lo stato maggiore della 3° divisione di fanteria quindi, promosso maggiore, presso lo stato maggiore generale, sezione 4, reparto addestramento. Nel 1933, con il grado di tenente colonnello, tornò a un incarico operativo, quale comandante di battaglione presso il 2° reggimento di fanteria, di cui l'anno dopo, promosso colonnello, assunse il comando. Fra il 1935 e il 1938 fu nuovamente a Berlino, come capo della sezione 8 dello stato maggiore generale, prima di essere trasferito, nel novembre 1938, dopo la promozione a maggior generale, al IV Corpo d'armata come capo di stato maggiore, incarico che ancora ricopriva allo scoppio del secondo conflitto mondiale. Nell'ottobre 1939, dopo aver preso parte con il IV Corpo d'armata all'invasione della Polonia, venne trasferito alla 16° Armata, come capo di stato maggiore. Combatté in Francia, e nel novembre 1940, promosso tenente generale, assunse il comando della 3° Panzerdivision, alla testa della quale prese parte all'operazione Barbarossa guidando l'avanzata tedesca in Ucraina e l'accerchiamento di Kiev. Nuovamente promosso (questa volta a General der Panzertruppen) e nuovamente trasferito, nell'ottobre 1941 assunse il comando del XLI Panzerkorps. Insuperato maestro della difesa, fra il gennaio 1942 e il gennaio 1944 fu infine alla guida della 9° Armata, sempre sul fronte orientale, in uno dei momenti più critici per le forze tedesche quando, dopo le pesanti sconfitte inizialmente subite, i reparti dell'Armata Rossa cominciarono a riorganizzarsi e a contrattaccare vittoriosamente. Nemmeno la grave sconfitta di Kursk (nella quale ebbe non poche responsabilità) riuscì, comunque, a offuscare la sua immagine. All'inizio del 1944, dopo aver ricevuto il bastone di maresciallo, assunse in rapida successione i comandi del Gruppo d'armate Nord (fra gennaio e marzo), del Gruppo d'armate Nord Ucraina (fra marzo e giugno), del Gruppo d'armate Centro (fra giugno e agosto), del settore ovest, cumulando in sé anche quelli dei Gruppi d'armate B e D (fra agosto e settembre) e, infine, sul fronte occidentale, del Gruppo d'armate B (fra il settembre 1944 e l'aprile 1945, assumendo per alcuni giorni anche l'incarico di Oberkommander West al posto di von Kluge), riuscendo quasi sempre, nonostante la costante superiorità nemica, a stabilizzare i fronti a lui affidati. Quello del Gruppo d'armate B fu, però, il suo ultimo comando. Evacuata la Francia, riparò con i suoi reparti in Olanda e in Belgio, ove prese parte alle operazioni per la difesa dei ponti di Arnhem e Nimega durante il tentato aviosbarco alleato (operazione Market Garden); successivamente, nel corso dell'inverno 1944-1945, fu impegnato, con Dietrich e von Manteuffel, nella disperata controffensiva delle Ardenne, prima di prendere parte, in primavera, all'ultima difesa della linea del Reno. In seguito al cedimento della sacca della Ruhr ordinò lo sbandamento delle truppe rimaste ai suoi ordini, suicidandosi, infine, il 21 aprile 1945, una volta appresa la notizia di essere stato accusato dai sovietici di crimini di guerra (probabilmente ingiustamente), e di andare incontro, in caso di cattura, a una sicura condanna a morte.

 
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