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Tropea

Borghi > Calabria

Affacciata sul Tirreno dall'orlo terrazzato e dirupato dell'altopiano granitico del monte Poro, tra i golfi di Sant'Eufemia e di Gioia Tauro, su una costa frastagliata e punteggiata di bianchi arenili sabbiosi, Tropea è cittadina universalmente nota per il qualificato turismo balneare, al quale fa da cornice un patrimonio artistico di tutto rispetto. Chiari riferimenti alle sue origini traspaiono dal toponimo dell'ottocentesca piazza Ercole, cuore pulsante del borgo storico, nel quale si conserva la memoria del vicino Portus Herculis ricordato da Strabone e da Plinio, primo nucleo dal quale si sviluppò l'abitato, che conobbe il suo periodo di maggiore fioritura in epoca angioina e aragonese, cioè dalla seconda metà del Duecento agli inizi del Cinquecento. Fulcro della vita religiosa è la cattedrale, innalzata in epoca normanna (XI secolo), rifatta dopo il 1160 con l'inversione dell'orientamento della facciata, e rimaneggiata sia in epoca barocca che dopo il devastante terremoto del 1783. In parte ripristinata negli anni Venti del Novecento, la chiesa custodisce numerose opere d'arte plastica, tra le quali un grande crocifisso quattrocentesco scolpito in legno scurissimo (detto appunto Crocifisso nero), la tardorinascimentale Madonna del Popolo, in marmo, e un ciborio della seconda metà del Quattrocento, sopra il quale campeggia la Madonna della Libertà, statua marmorea cinquecentesca di scuola siciliana. Il percorso devozionale all'interno della chiesa contempla l'adorazione della veneratissima Madonna di Romania, tavola bizantineggiante di incerta datazione (forse trecentesca) coperta da una lamina d'argento, nella quale è raffigurata la protettrice della città. Dalla piazza del Duomo, seguendo via Bolano, alla quale fanno ala numerosi palazzi sei-settecenteschi con fastosi portali in pietra e leggiadri balconi barocchi, si giunge alla chiesa di San Francesco, sorta come oratorio sullo scorcio del Duecento e pesantemente rimaneggiata nel Seicento, al cui interno sopravvivono frammenti di affreschi medievali. Arroccata su un massiccio dal quale la vista spazia su fondali di un intenso blu cobalto, Tropea ha una suggestiva appendice nell'antistante (ex) isoletta di Santa Maria, gagliarda rupe oggi unita alla terraferma ma un tempo separata da un minuscolo braccio di mare; sulla sua sommità sorge un santuario fondato dai Benedettini nell'Alto Medioevo e più volte rimaneggiato, fino alla ricostruzione della facciata in seguito al terremoto del 1905.

 
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