Strage delle Fosse del Frigido - MondoStoria

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Strage delle Fosse del Frigido

Storia > Storia contemporanea > Nazismo e Fascismo > Stragi di Civili in Italia

Il Castello Malaspina che sovrasta Massa era usato come carcere giudiziario. Nel 1944 il carcere penale che si trovava presso la stazione ferroviaria venne sgombrato a seguito dei continui attacchi dei partigiani e per il timore che i bombardamenti alleati alla ferrovia potessero favorire la fuga dei prigionieri.
Il castello si trovò insomma ad essere l'unico carcere cittadino.
Da una parte i carcerati che provenivano dal vecchio carcere penale erano essenzialmente vecchi e malati, ovvero tutti quelli che non erano riusciti ad approfittare degli assalti partigiani per prendere l'iniziativa e scappare. Dall'altra i cosiddetti "politici", ovvero antifascisti di varia estrazione. La situazione era ovviamente terribile: niente acqua corrente né tantomeno potabile, cibo del tutto insufficienti, sporcizia ovunque. E il sovraffollamento era insopportabile.
L'avvicinarsi del fronte fece cambiare le cose, con le SS che a breve avrebbero dovuto lasciare il posto alle truppe regolari. Il 14 e il 15 agosto vennero improvvisamente liberate 65 persone fra i carcerati "politici". La notizia sembrava sottintendere che si fosse deciso di rilasciare parte dei prigionieri e organizzare un trasferimento per gli altri. In realtà si stava facendo posto ad altri detenuti provenienti dal sud.
Nei primi otto giorni di settembre arrivarono 80 prigionieri: personalità in vista dell'antifascismo livornese, pisano e lucchese e molti religiosi provenienti soprattutto dalla Certosa di Lucca.
Alcuni dei prigionieri erano stranieri, patrioti greci, albanesi e arabi.
Il motivo di questo movimento fu chiaro pochi giorni dopo: i tedeschi avevano deciso che i prigionieri erano un peso per la propria ritirata e che nessuno doveva sopravvivere.
Domenica 10 settembre 74 detenuti politici vennero prelevati a scaglioni uno dopo l'altro e portati in luoghi non lontani per essere fucilati e sepolti in fosse comuni improvvisate.
Il 16 di settembre fecero salire i restanti prigionieri su dei camion lasciando credere che si trattasse di un trasferimento del carcere in Italia settentrionale. In realtà vennero portati a poca distanza: sulle rive del torrente Frigido.
L'uso dei camion si giustifica con l'intenzione di rendere credibile la menzogna del trasferimento e per la necessità di spostare molti prigionieri che erano costretti su delle barelle o che non potevano camminare senza l'ausilio di stampelle.
Sui bordi di tre crateri scavati da un bombardamento alleato vennero allineate 159 persone, falciate poi dai mitragliatori.
Solo tre si salvarono, erano gli inservienti del maresciallo delle SS: l'infermiere, il cameriere e l'autista. Vennero risparmiati in virtù dei loro buoni servigi.


 
Torna ai contenuti | Torna al menu