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Sparta e Atene

Storia > Storia antica > Antica Grecia > L'Età Arcaica (VIII-VI Secolo a.C.)

Tra l'VIII e il VI secolo a.C. Sparta e Atene emersero come i centri più potenti della Grecia, dopo aver unito in una confederazione, sotto la loro guida, le città vicine. Sparta, città-stato aristocratica a carattere militare, affermò la sua supremazia con la forza. L'unificazione dell'Attica fu invece raggiunta attraverso accordi pacifici da Atene, che riconobbe la cittadinanza ateniese agli abitanti delle città minori.
Sparta aveva un ordinamento costituzionale antichissimo (VIII-VII secolo a.C.) la cui natura strettamente oligarchica si mantenne costante nel tempo; la tradizione fa addirittura risalire la costituzione spartana al mitico legislatore Licurgo. A capo dello stato vi erano due re, discendenti delle nobili famiglie degli Agiadi e degli Europontidi, che governavano collegialmente. Accanto a loro fungeva da organo consultivo la gherusía
, ristretto consiglio di ventotto anziani eletti dai cittadini liberi – gli spartiati – riuniti nell'apélla (assemblea di "uguali"). Importante fu anche la presenza di cinque efori, originariamente ministri del culto, che assunsero sempre più funzioni di natura politico-giudiziaria.
Ad Atene e nella sua area di influenza la monarchia venne abolita all'inizio del VII secolo a.C. dall'aristocrazia, i cui esponenti (i cosiddetti eupatridi) esercitarono il potere attraverso la carica di arconte; nove arconti, eletti dall'ecclesía, si avvicendavano annualmente e governavano col concorso dell'areopago, consiglio di ex arconti che fu organo custode delle leggi e tribunale per i reati più gravi. Nel 621 il legislatore Dracone pubblicò il primo codice scritto di leggi, limitando la discrezionalità del potere giudiziario dei nobili. Successivamente l'arconte Solone nel 594 a.C. riformò il codice draconiano, dividendo il corpo civico timocraticamente (cioè in base al censo) in quattro classi, che furono, in ordine di ricchezza: i pentacosiomedimni (gli unici che potessero aspirare all'arcontato), i cavalieri, gli zeugiti, i teti. All'areopago affiancò la bulé
, consiglio di quattrocento nominati per sorteggio dalle prime tre classi, e il tribunale popolare dell'eliéa.
Durante il regno del tiranno Pisistrato (560-527 a.C.), che salì al potere facendo leva sul malcontento del ceto medio-basso, alcuni caratteri democratici delle istituzioni ateniesi vennero ulteriormente accentuati in chiave demagogica. Ippia e Ipparco, suoi figli ed eredi, si rivelarono molto più dispotici del padre e, dopo l'uccisione di Ipparco, Ippia venne cacciato da un'insurrezione scoppiata nel 510 a.C.: la memoria collettiva di Atene associò questa fase alla figura dei due "tirannicidi" Armodio e Aristogitone, gli uccisori di Ipparco nel 514 a.C., salutati dalle generazioni successive come campioni della democrazia.
Ne seguì una lotta politica che vide vincitore, contro una fazione oligarchica, il partito democratico guidato da Clistene, che promulgò ad Atene una nuova costituzione basata su principi democratici e isonomici (cioè di uguaglianza politica), la cui entrata in vigore nel 502 a.C. segnò l'inizio del periodo di maggior splendore della storia ateniese. Alla base di essa ci fu un complesso meccanismo di ripartizione territoriale dell'Attica, suddivisa in tre regioni: città, costa, entroterra. All'interno di queste furono previste ulteriori circoscrizioni amministrative: le trittíe
e i démi.
Ma la vera novità fu la "mescolanza" del popolo, che si ottenne con l'istituzione di dieci tribù, cui venivano iscritti cittadini di vari démi
di ognuna delle tre grandi regioni, che avrebbero dovuto fornire l'esercito di Atene, ciascuna sotto la guida di uno stratega. Gli arconti divennero dieci, e i loro poteri furono ridotti, come quelli dell'areopago, ora unicamente tribunale per i reati di sangue; la bulé (che si ampliò a cinquecento membri) e l'ecclesía accrebbero invece le loro funzioni, diventando il fulcro della vita politica di Atene: la prima come sede di proposte di provvedimenti legislativi, la seconda come luogo della loro discussione ed eventuale approvazione. A garanzia dell'istituzione democratica fu inoltre introdotto l'ostracismo.
Attraverso il progressivo sviluppo dell'agricoltura e del commercio, Atene divenne il centro più importante di cultura artistica e del bacino del Mediterraneo.

 
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