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Rossano

Borghi > Calabria

La città, suggestivamente definita "capitale bizantina della Calabria", corona un rilievo di arenaria sul versante settentrionale della Sila Greca, a pochi chilometri dal litorale ionico. Aggregata nell'VIII secolo al patriarcato di Costantinopoli insieme a tutte le altre diocesi della Calabria, per alcuni secoli Rossano fu una delle città più importanti della regione ( sede dello Strategós, il governatore bizantino ) nobilitata dal sorgere di numerosi edifici di culto greco ortodosso che ancora oggi testimoniano una fervida vita religiosa articolata in sette monasteri "basiliani" (di rito greco ortodosso) e in numerose "laure", eremitaggi caratterizzati da un certo numero di celle sparse di anacoreti, aventi però la chiesa in comune. Tra l'VIII e il X secolo la fiorente comunità monastica locale assurse agli onori della tonaca per aver dato i natali a un papa, Giovanni VIII, a un antipapa, Giovanni XVI, e a un santo, Nilo ( fondatore della badia di Grottaferrata, vicino a Roma ) incarnazioni di una temperie religiosa di grande spessore e intensità. Malgrado i gravi danni subiti per il terremoto del 1836, la cittadina conserva importanti documenti di epoca bizantina, dei quali si fa emblema il Codex Purpureus Rossanensis (VI secolo) conservato al Museo diocesano: si tratta di un evangelario di 376 pagine in pergamena purpurea, illustrato da sedici miniature sulla vita di Cristo, con i vangeli di Matteo e Marco scritti in caratteri onciali greci d'oro e d'argento. Di epoca bizantina è anche l'immagine più venerata del paese, una leggendaria icona affrescata con la Vergine cosiddetta Achiropita, cioè "non dipinta da mano umana" (VIII secolo): essa è racchiusa in un altare barocco alloggiato all'interno della cattedrale, un edificio gotico voluto da Roberto d'Angiò nella prima metà del Trecento e rimaneggiato tra il XVI e il XVIII secolo. A breve distanza da questo sorge la Panaghìa, chiesetta bizantina del X-XI secolo dedicata alla Vergine "Tutta santa", decorata con frammenti di affreschi di poco posteriori. Su una rupe all'estremità sud-orientale dell'abitato si incontra la chiesa di San Marco (X secolo), uno dei capolavori dell'arte bizantina in Calabria; costruzione a pianta centrale con tre absidi e cinque cupolette, conserva sulle pareti brani di affreschi purtroppo perduti. A qualche chilometro da Rossano, la chiesa del Pathirion è ciò che resta di un cenobio basiliano (XII secolo); di architettura normanna, ha all'interno uno splendido pavimento musivo di gusto arabo.


 
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