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Paleolitico

Storia > Preistoria

Il Paleolitico (dal greco palaios, "antico", e lithos, "pietra", ossia "età della pietra antica" e per antico si intende antico modo di lavorare la pietra ossia la scheggiatura) fu il primo periodo in cui si sviluppò la tecnologia umana con l'introduzione dei primi strumenti in pietra da parte di diverse specie di ominidi (circa 2.5 milioni di anni fa), e terminando con l'introduzione dell'agricoltura, con il Mesolitico, o, nelle zone di precoce neolitizzazione, con l'Epipaleolitico.
Il termine fu inventato dallo studioso di preistoria John Lubbock nel lt 1865 in opposizione al termine "Neolitico".
Tra le ere geologiche corrisponde a quella del Pleistocene (da 2 milioni a 10.000 anni fa)
Durante il paleolitico si sono avute una serie di glaciazioni (quelle alpine di Günz, di Mindel, di Riss e di Würm). Durante le epoche glaciali i ghiacci avevano coperto il continente europeo e gran parte del Mar Mediterraneo. Avvenivano quindi contatti tra gli abitanti della penisola iberica e di quella italica. Con la fine dell'ultima glaciazione, tra 15000 e 10000 anni fa, con l'alzarsi delle temperature i ghiacciai si sciolsero e il livello dei mari si rialzò nuovamente.
Vita nel paleolitico
I gruppi umani, prevalentemente nomadi o a sedentarizzazione periodica, erano caratterizzati da un economia di caccia e raccolta, che si andò evolvendo con lo sviluppo di forme di caccia specializzata e con l'apparizione della pesca.
Alcune teorie sostengono che soprattutto le donne con i bambini andavano a raccogliere erbe, radici e frutti selvatici. Invece gli uomini organizzavano battute di caccia in gruppo per animali di grossa taglia o si dedicavano alla pesca.
Le abitazioni, inizialmente semplici ripari naturali, a cui si aggiunsero capanne costruite con pelli di animali.
In questo periodo si iniziò a controllare il fuoco e poi ad accenderlo. Il fuoco venne utilizzato come protezione dagli animali, ma anche per illuminare e per cucinare.
Industria litica del paleolitico
Il paleolitico è caratterizzato dalla realizzazione degli strumenti in pietra con la tecnica della pietra scheggiata. Questa tecnica fu ancora utilizzata nei periodi successivi, ma mescolata ad altre di più recente introduzione.
La classificazione dei manufatti può seguire le liste tipologiche di Bordes (suddivisa in strumenti su scheggia, nuclei e bifacciali), di Broglio-Kozlowski (suddivisa in pre-nuclei e nuclei, strumenti e armature) e di de Sonneville Bordes-Perrot.
Le tecniche di scheggiatura possono essere: "a percussione diretta", "a percussione indiretta", "a percussione su incudine", "a percussione bipolare", "a pressione".
Nel paleolitico inferiore gli utensili sono realizzati con ciotoli scheggiati (cultura dei ciotoli, o "Pebble Culture") o manufatti a forma di mandorla (bifacciali o amigdale; nel paleolitico medio con la lavorazione delle schegge staccate da un nucleo e nel paleolitico superiore con la lavorazione delle lame.
Paleolitico inferiore
Da circa 2,5 milioni di anni fa a circa 120.000 anni fa, corrisponde al Pleistocene inferiore e medio e alle glaciazioni di Günz, Mindel e Risscon i periodi interglaciali intermedi. in questo periodo si diffondono l'
Homo habilis e l'lt Homo erectus.
Olduvaiano (Pebble Culture), 2.500.000-750.000 anni fa circa: manufatti su ciotoli appena scheggiati ("choppers" e "chopping tools"). Il nome deriva dal sito delle "gole di Olduwai (o Olduvai, Tanzania). In Italia, sono stati ritrovati reperti risalenti a questo periodo, ad esempio nella zona di Monte Poggiolo, nel forlivese.
Acheuleano, 750.000-120.000 anni fa circa: manufatti litici a forma di mandorla e lavorati su due lati in modo simmetrico ("bifacciali" o "amigdale") associati a diversi strumenti ricavati da schegge (raschiatoi e punte). Il nome deriva dal sito di Saint-Acheul, (presso Amiens, Francia). Geograficamente esiste una suddivisione tra "acheuleano classico" (Francia settentrionale e Inghilterra) e "acheuleano meridionale" (Francia meridionale e Spagna).Viene suddiviso cronologicamente in due principali fasi:
acheuleano antico" o "arcaico", che tende a sostituire i termini di Abbevilliano, dal sito di Abbeville, e di Chelleano, dal sito di Chelles, entrambi in Francia):
una seconda fase più articolata, comprendente: "acheuleano medio", "evoluto" e "superiore", che continua nel paleolitico medio con l'"acheuleano finale".
Clactoniano: manufatti litici derivati da grandi schegge con piano di percussione obliquo. Secondo alcuni non si tratterebbe tuttavia di una cultura distinta dalll'Acheulano, a cui è in parte contemporaneo. Il nome deriva dal sito di Clacton-on-Sea (contea di Essex, Gran Bretagna). A volte suddiviso in "antico", "medio" e "recente".
Tayaziano: manufatti di tipo clactoniano associati ad altri di tipo musteriano, con basse percentuali di bifacciali. Non è chiaro se si tratti di una cultura autonoma e in quali rapporti sia con l'acheuleano. Il nome deriva dal sito di Les-Eyzies-de-Tayac in Dordogna, Francia.
Paleolitico medio
Da circa 120.000 a circa 40-35.000 anni fa, corrisponde a parte del Pleistocene superiore comprendente il periodo interglaciale di Riss-Würm e parte del periodo glaciale di Würm. In questo periodo si diffonde in Europa l'
Homo neanderthalensis.
Fasi finali dell'acheuleano ("acheuleano finale" e "micocchiano" (130.000 -70.000 anni fa circa), dal sito di La Micoque in Dordogna, Francia.
Musteriano, da circa 120.000 a circa 40-35.000 anni fa: manufatti caratterizzati da un perfezionamento delle tecniche di lavorazione (scheggiatura "levalloisiana" o "levallois", dal sito di lt Levallois, differenziazione dei strumenti su scheggia, aumento degli strumenti derivati da lama). Il nome deriva dal sito di lt Le Moustierin Dordogna, Francia. Si suddivide in:
"musteriano di tradizione acheuleana"
'musteriano laquiniano, dal sito di La Quina, o charentiano, dal dipartimento francese della Charente in cui si trova il sito citato.
"musteriano tipico"
"musteriano denticolato" o "a denticolati".
Paleolitico superiore
Da circa 40-35.000 a circa 10.000 anni fa; corrisponde a parte del Pleistocene superiore comprendente parte del periodo glaciale di Würm. In questo periodo si diffonde in Europa l'odierno
Homo sapiens sapiens.
Castelperroniano (40.000 - 34.000 anni fa circa) in Francia e Spagna nord-occidentale, dal sito di Châtelperron in Francia (considerata da alcuni "perigordiano inferiore"), e Uluzziano (38-36.000 - 33-30.000 anni fa circa) nell'Italia centro-meridionale, dal sito della baia e della grotta di Uluzzo, in Puglia, rappresentano culture di transizione dalle culture musteriane, ad opera ancora dei neanderthaliani e con il perdurare della tecnica levalloisiana. Un'altra cultura di transizione è il Szeletiano (o "Szeliano", 40.000 - 30.000 anni fa circa) nell'Europa centrale, dal sito della grotta Széléta in Ungheria.
Aurignaziano (o "aurignaciano") (39-34.000 - 26-21.000 anni fa circa), con manufatti litici ricavati soprattutto da lame e microlamine e la diffusione dei manufatti in osso. Dal punto di vista geografico è suddiviso in "occidentale", "centro-europeo e balcanico", "italiano" e "orientale". Il nome deriva dal sito di Aurignac in Francia. Cronologicamente suddiviso in:
"aurignaziano arcaico" (o "pre-aurignaziona o "proto-aurignaziano")
"aurignaziano classico" ("antico", I e II, ed "evoluto", III e IV,)
"aurignaziano tardivo" (V).
Gravettiano (o "perigordiano superiore") (29-28.000 - 22-20.000 anni fa), caratterizzato da bulini, punte ritoccate (punte gravettiane) e armi da lancio in osso. A questa cultura appartengono molte delle più note veneri paleolitiche. Dal sito di La Gravette, presso Bayac, in Dordogna, Francia. Viene suddiviso in:
"gravettiano antico"
"gravettiano evoluto"
"gravettiano finale".
Solutreano (21-20.000-18.000 anni fa circa), caratterizzato dalla tecnica di scheggiatura a pressione, che consente di ottenere manufatti di grande raffinatezza. Viene utilizzato anche l'osso (aghi) e il corno. Compaiono i primi esempi di arte rupestre (pitture nelle caverne). Il nome deriva dal sito di Solutré, presso Mâcon, in Francia. Viene cronologicamente suddiviso in:
"proto-solutreano"
"solutreano inferiore"
"solutreano medio"
"solutreano superiore".
Magdalienano (o "maddaleniano") (18-17.000 - 11-10.000 anni fa, verso la fine dell'ultimalt  glaciazione), caratterizzato dalla lavorazione di lame e nelle fasi intermedie di manufatti di piccole dimensioni ("microliti"). Si diffonde la lavorazione dell'lt avorio e dell'osso, con raffinata decorazione e vengono realizzate collane con denti di carnivori. A questo periodo appartiene la fioritura dell'arte rupestre (pitture nelle caverne) Il nome deriva dal sito di La Madeleine, presso Tursac, in Dordogna, Francia. Viene suddiviso, non unanimemente, in
"magdaleniano antico" (I-III)
"magadaleniano recente" (IV-VI)
"magdaleniano terminale", o "aziliano", dal sito di Le_Mas-d'Azil nei Pirenei francesi, secondo alcuni già nel Mesolitico.
In Italia mancano il solutreano e il magdaleniano: il periodo tra 20.000 e 10.000 anni fa vede una tarda evoluzione del "gravettiano, l'Epigravettiano. Viene cronologicamente suddiviso in
"epigravettiano antico"
"epigravettiano evoluto"
"epigravettiano finale".

 
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