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Otto Skorzeny

Biografie

OTTO SKORZENY nacque il 12 giugno 1908, a Vienna, dove trascorse la giovinezza senza segnalarsi per alcun particolare motivo. Completati gli studi tecnici (ingegneria) nella città natale, si unì al movimento dei Freikorps e, nel 1930, si iscrisse al Partito nazionalsocialista. Amico del suo concittadino Ernst Kaltenbrunner, che aveva conosciuto ai tempi dell'Anschluss, nel 1939 giunse a Berlino ed entrò nella Leibstandarte Adolf Hitler passando l'anno seguente nella SS Panzerdivision Das Reich. Dopo aver combattuto in Francia e in Olanda, nel 1941 venne inviato sul fronte orientale, dal quale fu rimpatriato nel dicembre 1942. Dopo aver effettuato dei servizi sedentari, nell'aprile 1943 venne destinato all'ufficio VI (Sicherheitsdienst - servizio informazioni delle SS) del RSHA (Reichssicherheitshauptamt - Ufficio centrale per la sicurezza dello stato); qui gli venne affidato l'incarico di organizzare una piccola unità commando (Friedenthaler Jagdverbande) con il compito di sviluppare la condotta di azioni di guerra sul modello dei Commando britannici, e che quindi si doveva affiancare ai già esistenti reparti Brandenburg dell'Abwher. Le sue prime missioni nel Medio Oriente e in Russia fallirono, sia a causa del mancato supporto sia del cambiamento di opinione soprawenuto da parte politica. Dopo il 25 luglio 1943, Skorzeny venne inviato in Italia da Himmler con l'incarico di coadiuvare il generale Kurt Student, cui Hitler aveva affidato l'incarico di condurre l'operazione Eiche - ovvero di cercare il luogo in cui Mussolini era tenuto prigioniero e di liberarlo. I suoi compiti si esaurirono di fatto nel momento in cui venne scoperta la prigione di Mussolini sul Gran Sasso, e anche se egli prese parte all'operazione (condotta il 12 settembre da paracadutisti del Fallschirmjager Lehr Bataillon), lo fece solamente come osservatore. Tuttavia, dal momento che era previsto che almeno un uomo dovesse accompagnare Mussolini all'aeroporto di Pratica di Mare, e da lì in Germania, il fatto che questo uomo sia stato Skorzeny lo catapultò in una massiccia operazione di propaganda che lo rese il protagonista dell'operazione a danno dei veri liberatori di Mussolini. Questo fatto non mancò di generare malumori tra i Fallschirmjager, che tuttavia poco poterono fare per opporsi alla macchina propagandistica di Goebbels e che, ancora oggi, tentano di fare luce sulla vicenda. Promosso e decorato con la Croce di Cavaliere, a Skorzeny venne quindi affidato il comando della sezione S (operazioni speciali) del Sicherheitsdienst. Nell'aprile 1944 collaborò con Himmler alla pianificazione dell'operazione (successivamente fallita) per la cattura di Tito. Egli poté mettersi di nuovo in mostra a seguito del fallito attentato di von Stauffenberg a Hitler del 20 luglio 1944, quando organizzò una unità speciale delle SS che a Berlino appoggiò gli ufficiali rimasti fedeli al Fuhrer e collaborò alla repressione. In ottobre, infine, con un altro colpo di mano, rapì a Budapest il figlio del reggente d'Ungheria, ammiraglio Horthy, occupando la sede del governo magiaro e impedendo a quest'ultimo di siglare un accordo di armistizio con le forze sovietiche. Per questo ennesimo successo il 22 ottobre, a Rastenburg, venne promosso SS Obersturmbannfurher (tenente colonnello) e incaricato, nel quadro dell'operazione Wacht am Rhein, di occupare i ponti di Amay, Huy e Ardenne, sulla Mosa (operazione Greif), con un'unità da lui stesso organizzata e diretta, la Panzerbrigade 150, composta interamente da soldati tedeschi in uniforme americana e con mezzi americani catturati o cammuffati in modo da assomigliarvi. Dopo il fallimento dell'operazione Greif (che prevedeva, fra l'altro, l'utilizzo di una quinta colonna denominata Einheit Stielau operante oltre le linee statunitensi) combatté con la sua Panzerbrigade agli ordini della 1° SS Panzerdivision, nel settore di Malmédy e a sostegno della 12° SS Panzerdivision e del Kampfgruppe Peiper. Fu questa, comunque, la sua ultima azione di rilievo. Il 15 maggio 1945. dopo la resa del Reich, si consegnò agli Alleati. Arrestato e processato per crimini di guerra, venne assolto e rilasciato due anni dopo. Rinchiuso nuovamente nel campo di internamento di Darmstadt, ne evase nel 1948 per riparare all'estero. Stabilitosi a Madrid, riuscì ad avviare una fortunata attività di import-export, alla quale si dedicò con successo sino alla morte, sopravvenuta il 5 luglio 1975.

 
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