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Nikolaj Fëdorovič Vatutin

Biografie

NIKOLAJ FEDOROVICH VATUTIN nacque nel piccolo villaggio rurale di Chepukhino, nella regione di Belgorod, il 16 dicembre 1901. Di umili origini, si arruolò nell'aprile 1920 nell'Armata Rossa, terminando due anni dopo un primo ciclo di studi con il diploma presso la scuola di fanteria di Poltava. Nel 1937, dopo aver frequentato i corsi dell'accademia militare Frunze (1929) e dell'accademia di stato maggiore, divenne capo di stato maggiore del distretto militare di Kiev. Fra il settembre e il novembre del 1939 fu quindi in Polonia, con Timoshenko, alla testa dello stato maggiore del Fronte dell'Ucraina, prima di essere trasferito a Mosca quale capo ufficio operazioni dello stato maggiore generale. Tenente generale all'epoca dell'invasione tedesca, nel giugno del 1941 ricopriva ormai da oltre un anno l'incarico di vice capo di stato maggiore generale ed era considerato uno fra i più promettenti dei giovani ufficiali dell'Armata Rossa. In seguito all'attacco tedesco, dopo aver ricoperto per pochi giorni l'incarico di capo di stato maggiore generale ad interim durante l'assenza di Zhukov, venne trasferito, sempre in qualità di capo di stato maggiore, presso il comando del Fronte nordoccidentale. Formalmente, mantenne questo incarico sino al maggio 1942. La sua carriera fu, però, assai più movimentata. In settembre venne infatti distaccato al Fronte di Leningrado, nella duplice qualità di rappresentante dello Stavka (il supremo organismo militare sovietico) e di membro dello stato maggiore di Voroshilov. Successivamente, in seguito al trasferimento di Konev al Fronte di Kalinin (ottobre 1941), venne distaccato presso quest'ultimo, anche in questo caso in una duplice veste, ovvero, da una parte, in qualità di capo di stato maggiore, dall'altra quale comandante di un gruppo operativo formato da quattro divisioni di cavalleria e di fanteria e da una brigata corazzata. Infine, dopo l'inizio della prima, vittoriosa, controffensiva sovietica, fece ritorno al Fronte nordoccidentale, ove prese parte alle operazioni per la riduzione del saliente di Demyansk. All'inizio del maggio 1942 venne richiamato a Mosca, nuovamente presso lo stato maggiore generale, ove rimase pochi mesi prima di essere destinato al comando del critico Fronte di Voronez. Nonostante le pesanti sconfitte subite, in luglio venne promosso colonnello generale e, nel quadro della riorganizzazione strategica che accompagnò la controffensiva di Stalingrado, nominato comandante del Fronte sudoccidentale. Assunse questo comando nell'ottobre del 1942, lanciando già in novembre una prima di una serie di fortunati attacchi contro i reparti italiani e rumeni e penetrando quindi profondamente, nel corso della grande offensiva d'inverno, nel bacino del Donetz, attraversando il fiume nei pressi di Voroshilovgrad nonostante la strenua difesa delle forze della 4° Panzeramee dipendente dal Gruppo d'armate Don di von Manstein. Promosso generale d'armata, il 17 marzo 1943 assunse infine, nuovamente, il comando del Fronte di Voronez (ridenominato, nell'ottobre successivo, 1° Fronte dell'Ucraina), combattendo, fra l'altro, a Kharkov, Orel, Kursk e Kiev. Ferito nel corso di un'imboscata il 29 febbraio 1944, nella zona di Korostan, 120 chilometri circa a nord di Kiev, il 15 aprile 1944 morì. Le circostanze dell'imboscata non furono mai del tutto chiarite e ancora oggi la morte di Vatutin lascia aperti numerosi interrogativi.

 
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