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Locri Epizefiri

Siti Archeologici > Calabria

Comune e provincia:
Locri (Rc)
Tipologia:
Sito Archeologico
Utilizzo:
Città
Civiltà:
Magna Grecia



Storia:
La colonia di Locri Epizefiri fu fondata, secondo una notizia di Strabone confermata anche dai riscontri archeologici, alla fine dell'VIII a.C., da coloni che provenivano dalla Locride di Grecia. In epoca classica i Locresi vivevano in due regioni distinte: la Locride Occidentale (Ozolia), affacciata sul golfo di Corinto e quella Orientale, sul Mar Egeo (Opunzia, o Epicnemidia).Questa distinzione ha creato, nelle fonti antiche e anche in epoche più recenti, una certa confusione sulla provenienza dei coloni di Locri, ma gli stretti rapporti tra le due Locridi hanno portato gli studiosi a ritenere che Locri Epizefiri sia stata una fondazione mista. Aristotele sostiene che i fondatori fossero in realtà dei servi fuggiti con le mogli dei loro padroni, impegnati con Sparta nella guerra contro i Messeni: tale asserzione, negata più tardi da Timeo (III a.C.), fu confermata da Polibio, che raccolse le testimonianze dirette dei discendenti locresi.
La fondazione della colonia avvenne in due momenti distinti. In un primo momento i coloni, sotto la guida dell' ecista (
capo della spedizione) Evante, si fermarono al capo Zefirio (attuale capo Bruzzano), che probabilmente già conoscevano per precedenti contatti commerciali, e dopo una cinquantina d'anni si spostarono 25 km. più a Nord, preferendo così un'area più adatta all'agricoltura, rispetto all'approdo commerciale di Capo Zefirio, di cui conservarono il ricordo nel nome della colonia: oi Lokròi oi Epizephyrìoi - una forma plurale che corrisponde, secondo un uso non raro nell'antichità, al nome degli abitanti: i Locresi che abitano presso lo Zefirio - stabilendo l'insediamento sul colle di Esopis, identificato nella zona centrale della città, sull'altura del colle Cusemi.
Al loro arrivo i Locresi strinsero patti di pace con gli indigeni, ma decisero ben presto di violarli. Secondo quanto ci tramandano le fonti, infatti, i Locresi si sarebbero impegnati con gli indigeni in un giuramento di convivenza pacifica ma con uno stratagemma ritennero di poter violare i patti senza essere spergiuri, annientando completamente l'abitato indigeno di Janchina.
Fin dall'antichità Locri è ricordata per l'attività legislativa di Zaleuco (660 a.C.), redattore del primo codice europeo di leggi scritte, che sembra essere rimasto in vigore per oltre duecento anni. Verso la fine del VII a.C. tensioni sociali sorte all'interno della colonia, forse per l'aumento demografico, spinsero l'aristocrazia locrese a cercare nuovi spazi sul Tirreno e vennero fondate le due subcolonie di
Hipponion (Vibo Valentia) e Medma (Rosarno). Poco prima del 550 a.C. sappiamo della vittoria che la città riportò, alleata con i Reggini, contro Crotone, nella battaglia della Sagra (odierno Allaro o Torbido): a questo proposito le fonti ricordano l'intervento miracoloso dei Dioscuri, protettori della città, che avrebbero aiutato i 10.000 Locresi ad avere il sopravvento sui 130.000 avversari.
Nel 477 a.C. Leofrone, figlio del tiranno di Reggio Anasilao, attaccò la
polis che, successivamente, si alleò con Siracusa. Dionisio I sposò una nobile locrese e concesse alla città ampliamenti territoriali ai danni di Reggio e Caulonia. Il figlio, Dionisio II, cacciato da Siracusa nel 356 a.C. si rifugiò nella città dando origine ad una dura tirannide, finita tragicamente con il massacro della sua famiglia da parte dei cittadini esasperati, che instaurarono un governo democratico.È questo un momento di fioritura edilizia con la costruzione, ad esempio, del teatro; di riordino economico - con le prime emissioni monetali; di riorganizzazione politico-sociale - ben attestata, tra l'altro, dalle tabelle bronzee del santuario di Zeus Olimpio. Dopo aver parteggiato per Pirro ed essere stata occupata da Annibale tra il 216 e il 215 a.C., venne riconquistata, nel 205 a.C., da Quinto Pleminio, luogotenente di Scipione, al quale le fonti attribuiscono un radicale saccheggio del santuario di Persefone. Locri entrò così nell'orbita romana e divenne municipium nell'89 a.C. In età imperiale, dal II secolo d.C., ebbe inizio l'organizzazione latifondistica delle proprietà nel territorio, con la fondazione, e l'ampliamento, dei nuclei originari di quei complessi agricolo-artigianali-residen­ziali che furono le ville ben presenti nel territorio locrese. Divenuta sede vescovile, Locri tra il VII e l'VIII secolo d.C. fu progressivamente abbandonata dagli abitanti che diedero vita a Gerace, situata nell'entroterra in posizione dominante.

 
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