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Le Truppe Corazzate Sovietiche nella Seconda Guerra Mondiale

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Fra tutti gli Eserciti europei, quello dell'Unione Sovietica fu quello che durante la Seconda Guerra Mondiale vide il maggiore impiego ed incremento delle sue già poderose formazioni corazzate. Dopo le modestissime prove fornite dalle truppe sovietiche durante la campagna di Finlandia, si provvide ad una larga riorganizzazione, in cui grande importanza fu attribuita alla nuova arma. Si ordinò la costituzione di ben 21 corpi corazzati, ciascuno su tre divisioni con un complesso di un migliaio di carri. Nel contempo si procedeva anche all'unificazione del materiale, decidendo di ridurre i modelli in servizio a tre (un carro leggero, uno medio ed uno pesante) più qualche tipo speciale. Quelli già in servizio sarebbero stati radiati entro il 1941, quando si prevedeva potessero essere distribuiti i nuovi tipi. Tuttavia, al momento dell'attacco germanico, i sovietici potevano allineare soltanto una modesta percentuale di carri moderni T-60 (leggeri), T-34 (medi) e KV (pesanti). Questo fatto, in aggiunta allo scarso valore della maggior parte dei comandi e degli effettivi, permise le fulminee vittorie iniziali dei tedeschi. Ciò portò allo scioglimento delle grandi unità corazzate ed alla formazione di brigate e battaglioni autonomi. Allo stesso tempo veniva spinta al massimo (anche per colmare le spaventose perdite subite nei primi mesi) la produzione carrista, concentrandola sui modelli già approvati. L'apparizione del T-34, che i sovietici furono costretti a lanciare in battaglia prima di disporne in gran numero, sorprese i tedeschi e permise i primi parziali successi. Ai primi del 1942 essi non si erano ancora riavuti dal colpo ricevuto, anche se ormai disponevano di munizionamento atto a battere questo nuovo tipo di carro. Il T-34 veniva intanto perfezionato nell'armamento dotandolo di un cannone più lungo e quindi di una torretta maggiormente protetta. Si può dire che con l'evacuazione degli stabilimenti per la costruzione dei carri negli Urali ed in Siberia, e la ripresa della produzione su vasta scala, ebbe fine il lungo periodo di crisi dell'Armata Rossa. Anche gli aiuti in fatto di materiale corazzato ricevuto dagli anglo-americani (che inviarono dapprima prevalentemente Matilda e Valentine, e quindi un forte numero di M3 ed M4) contribuirono a ristabilire la situazione, cosicchè per il 1942 le truppe sovietiche poterono passare all'offensiva nel settore di Stalingrado. Contemporaneamente si procedeva ad adottare i primi semoventi SU (su scafo di carro leggero e medio). Le prime unità armate con questo materiale entrarono in linea nel 1943, epoca in cui l'Armata Rossa disponeva nuovamente di oltre un centinaio di brigate carri. Già nel 1942 si erano potute ricostituire unità superiori, corpi corazzati e meccanizzati dotati rispettivamente di 540 e 200 carri, riuniti a gruppi di 3 (2 corazzati ed 1 meccanizzato) in armate. Vi erano anche unità carri per fanteria. Nella terza fase del conflitto, e cioè dopo la battaglia di Kursk, entrarono in linea i nuovi T-34 armati con il cannone da 85 mm prolungato ed i nuovi carri pesanti tipo Stalin, nonchè una serie di semoventi (o meglio, cannoni d'assalto) su tali scafi. Il numero delle Grandi Unità corazzate sovietiche aumentò sempre di più, raggiungendo al giugno 1944 i 25 corpi (tra corazzati e meccanizzati) e molte unità d'appoggio. I carri leggeri erano praticamente spariti e le truppe corazzate erano arrivate a comprendere oltre 250 brigate con carri medi e pesanti affiancati da semoventi. Ogni brigata ebbe un numero variabile da 53 a 107 carri, cui venivano spesso aggiunti di rinforzo «reggimenti» autonomi pesanti su 23 carri, o unità semoventi. La tendenza sovietica fu di migliorare finchè fosse possibile i carri già in servizio all'inizio della guerra, perfezionandone al massimo le caratteristiche tattiche. Soltanto in fatto di carri pesanti si realizzò un tipo del tutto nuovo, dato che il KV non era suscettibile di ulteriori miglioramenti. I risultati furono eccellenti. Il materiale sovietico si dimostrò eccezionalmente rispondente all'impiego e superiore, sotto molti aspetti, a quello tedesco ed alleato. In genere, i carri sovietici erano ben sagomati e fortemente protetti, disponevano di un potente armamento, di elevata velocità e di notevole efficienza. Essi difettavano tuttavia nel comfort per l'equipaggio ed in tutti quegli accessori per una buona condotta del veicolo e per un accurato puntamento. Poca attenzione veniva dedicata alle rifiniture per quanto era possibile rinunciarvi e ciò contribuiva ad accrescere il ritmo di produzione. Quest'ultimo raggiunse infatti, verso le fasi finali della guerra, livelli altissimi. La seguente tabella riassume nelle sue cifre l'imponente sforzo dell'industria pesante sovietica, a partire dalla vigilia della guerra fino alla sua conclusione. Dal computo sono esclusi i mezzi blindati a ruote (peraltro prodotti in scarso numero) ed i lanciarazzi multipli autoportati, privi di corazzatura. A queste cifre si devono infine aggiungere i carri forniti dagli alleati (Matilda, Churchill e Tetrarch inglesi, Stuart, Grant e Sherman americani ed i 1.390 Valentine VI e VII canadesi). Complessivamente, in base alla legge Affitti e Prestiti, la Russia ricevette circa 12.000 carri, adoperati in gran parte per compiti secondari.

Mezzi Corazzati Prodotti in U.R.S.S. dal 1 Gennaio 1940 al 30 Settembre 1945

ANNO

PERIODO

TOTALI

1940

1941

1942

1943

1944

1945

Carri

Leggeri

2.794

1.596***

5.100

2500

-

-

87.200

Medi

4.266

5.921

16.500

17.000*****

16.148

Pesanti

728

-

-

-

Cannoni d'assalto

-

-

-

4.000****

12.000******

9.300

25.300

TOTALE ANNO

2.794*

6.590

24.668

24.000

29.000

25.448

112.500

* Di cui 115 T-34 medi e 243 KV pesanti
** Di cui 1.110 T-34 medi e 393 KV pesanti
*** Di cui 48 T-50 leggeri e 1.548 T-60 leggeri
**** Di cui 35 cannoni d'assalto SU 122 ed SU 152
***** Di cui 11.778 carri medi T-34/85 e 2.250 carri pesanti IS
****** Di cui 500 cannoni d'assalto SU 100 e 2.510 tra ISU 122 ed ISU 152

 
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