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Le Truppe Corazzate in Ungheria

Storia > Storia trasversale > Truppe Corazzate nella Seconda Guerra Mondiale

Raramente, parlando dello sviluppo e dell'evoluzione dei mezzi corazzati, viene citata anche l'Ungheria: eppure in questo paese sono stati realizzati diversi veicoli da combattimento di notevole interesse. A causa del trattato del Trianon, essa non potè dotarsi che di pochi mezzi, principalmente autoblinde, fino al 1937, epoca in cui denunciò il trattato di pace e cominciò a riarmarsi apertamente. Infatti, subito dopo la Prima Guerra Mondiale, all'Ungheria erano stati concessi soltanto una dozzina di veicoli blindati per operazioni di ordine pubblico e di polizia. Si trattava di Ehrardt M17 (E-V/4), di blindo Bianchi italiane e di modelli russi Fiat a doppia torretta del 1916, tutti armati di sole mitragliatrici. Molte di queste macchine, all'inizio degli anni trenta, furono radiate e sostituite da Vickers inglesi, con torrette a cupola e lunghi cofani, realizzate su specifiche ungheresi. Tuttavia, nonostante le restrizioni del trattato di pace, nel 1930 l'Ungheria acquistò i primi carri armati. Si trattava di piccoli Carden Loyd ad una sola torretta armata di mitragliatrice. Qualche anno dopo fu anche sperimentata un'auto-blinda ad ruote Vickers-Guy, ma sembra senza seguito. Verso il 1935, un ingegnere ungherese, di nome Straussler, iniziò a progettare autoblinde per l'esportazione. Diversi suoi modelli furono costruiti e sperimentati in Gran Bretagna: esternamente essi erano tutti piuttosto simili, ed alcuni esemplari (Alvis-Straussler Type A.C.3D) del 1937 furono acquistati dalla R.A.F. per la difesa degli aeroporti e dall'Olanda per l'impiego nelle Indie Orientali, ed introdotte nel 1938-39. Nel 1938, intanto, denunciato il trattato, l'Ungheria iniziò la produzione di un tipo Straussler per impiego nazionale denominato CSABA; quest'autoblinda aveva un peso approssimativo di 6 tonnellate ed era armata di un cannoncino oppure di una sola mitragliatrice pesante. La sua apparenza non si discostava molto dalle attuali AML francesi. Sempre nel 1938 l'Ungheria produsse i suoi primi carri armati su licenza della società svedese Landswerk. Essi erano una variante, denominata TOLDI dai magiari, del modello svedese Strv 33 (Landswerk 60). Il peso era di circa 8 tonnellate e l'armamento consisteva in un cannoncino in torretta. Prima del 1938 erano stati introdotti una sessantina di carri leggeri Fiat-Ansaldo L 3, che vennero riarmati con abbinamento di mitragliatrici ungheresi e modificati, nella versione comando, con l'aggiunta di una piccola torretta fissa quadrangolare per il capocarro. Tuttavia la necessità di disporre di un carro medio moderno indusse gli ungheresi a realizzare un loro veicolo partendo dallo scafo del carro sperimentale céco T-21 fornito dai tedeschi nel 1940. Nacque così il primo carro della serie TURAN: esso pesava 16 tonnellate ed era armato con un cannone da 40 mm. Nel 1941 fu introdotto un modello migliorato, il TURAN II, armato con pezzo da 75 mm in torretta girevole. Sempre nel 1940, i magiari costruirono un carro contraereo su scafo di modello svedese. Questo veicolo di 9 1/2 tonnellate, chiamato NIMROD, era dotato di un Bofors contraereo da 40 mm a canna lunga. Per completare la gamma, era stato anche realizzato un carro leggero anfibio, il V-4 di Straussler, armato con cannoncino in torretta. Sia detto per inciso che in pochi anni l'Ungheria venne a disporre in tal modo di una serie di veicoli molto più aggiornata di quanto non si avesse in produzione in Italia, nonostante le ben diverse possibilità industriali. E furono questi i mezzi che, insieme con alcuni carri di tipo cecoslovacco e francese, costituirono la spina dorsale delle modeste forze corazzate dell'Ungheria quando questa si affiancò alla Germania al momento dell'attacco alla Russia, nel giugno 1941. Furono veicoli come questi che difesero i fianchi di una armata che combatteva a Stalingrado, e non era certo il coraggio dei loro equipaggi che poteva arginare le masse di T-34 e di KV I e II sovietici che li investirono nel novembre del 1942. Allo scopo di rimediare ad alcuni di questi svantaggi, gli ungheresi ricorsero ad una soluzione analoga a quella escogitata dagli italiani con i loro semoventi: sullo scafo del carro TURAN venne montato un pezzo da 105 mm in casamatta. Il peso di questo nuovo veicolo, denominato ZRINYI, fu di sole 12 tonnellate. Successivamente, le forze corazzate ungheresi furono riequipaggiate con materiale germanico (cannoni d'assalto mod. 3° e carri mod. 4°).

 
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