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Le Truppe Corazzate degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale

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Soltanto nel 1940 l'Esercito americano potè costituire le sue due prime divisioni corazzate. Ciascuna di esse disponeva di una brigata corazzata (2 reggimenti carri leggeri M3, 1 carri medi M3). L'unità era completata da un reggimento di fanteria e da uno di artiglieria con semoventi da 105 mm, e contava complessivamente 108 carri medi e 273 leggeri. In un secondo tempo, i carri furono ridotti a due reggimenti (1 reggimento leggero ed uno medio) mentre i battaglioni fanteria ed i gruppi artiglieria da 2 divenivano 3. Era previsto che al momento dell'impiego, la divisione corazzata operasse scissa in due raggruppamenti tattici pluriarma. Tuttavia, le tendenze generali non erano molto favorevoli alle grandi unità corazzate (ad esempio, i corpi d'armata comprendevano 1 sola divisione corazzata contro 2 di fanteria) e, a partire dal 1943, i carri furono assegnati prevalentemente alle divisioni di fanteria come battaglioni autonomi. Nello stesso anno infatti anche le divisioni corazzate furono ridotte di forza, perdendo 2 battaglioni carri leggeri ed 1 carri medi, tranne due dislocate in Europa che furono chiamate «pesanti». Aumentarono però di numero: al 1945 ne esistevano ben 16, per un totale di una cinquantina di battaglioni carristi. Per l'appoggio alla fanteria esistevano inoltre non meno di 60 battaglioni ed una larga percentuale dei 68 battaglioni cacciacarri armati con veicoli simili ai carri armati (dotati di cannoni da 76,2 mm e da 90 mm). Molto limitata, invece, sebbene fossero stati studiati moltissimi modelli sperimentali, fu l'evoluzione del materiale durante la guerra. L'equipaggiamento si basò infatti sui carri già in servizio (medi M4, e leggeri M3 ed M5), via via migliorati per quanto possibile. I nuovi modelli adottati nella seconda fase della guerra (leggeri M24 e pesanti M26) entrarono in linea soltanto alla fine delle operazioni ed in numero esiguo. I perfezionamenti e gli studi avevano però avuto inizio ancor prima di Pearl Harbor, quando commissioni tecniche furono inviate in Egitto per esaminare da vicino il comportamento dei mezzi corazzati delle due parti nelle effettive condizioni di impiego. Si trattava anche di materiale americano, dato che già nel 1941 gli inglesi facevano uso di carri leggeri M3, cui nel 1942 seguirono i primi carri medi M3 ed M4, e ancor prima che un solo soldato americano mettesse piede in quel teatro d'operazioni. L'M4, chiamato dagli inglesi Sherman, si comportò abbastanza bene ad El Alamein, e gli organi tecnici americani ne spinsero al massimo la produzione facendo concentrare su questo modello, che in realtà come vedremo non meritava tanto, i due terzi delle loro possibilità industriali. Soltanto nel febbraio 1944 si iniziò a migliorarne l'armamento, passando dal cannone da 76 mm corto a quello lungo, e fu questo l'unico progresso importante prima dell'adozione dell'M26 con cannone da 90 mm. Le truppe corazzate americane furono impegnate sia nello scacchiere europeo che nel Pacifico. Fu tuttavia in Europa che esse trovarono più intenso impiego, specie dal 1944 al 1945. Dopo i primi cruenti scontri in Tunisia, in cui la Divisione Corazzata sbarcata in Algeria subì un duro scacco a Kasserine prima di sopraffare (insieme all'8° Armata britannica) le forze italo-tedesche, la campagna d'Italia che seguì non fece registrare azioni di rilievo per le truppe corazzate. Diverso fu invece il loro peso e la loro importanza nella costituzione della testa di sbarco in Normandia e nella successiva conquista della Francia. Arrestatesi per ragioni logistiche ai confini tedeschi, le unità corazzate americane, rappresentate principalmente da 8 «Armored Divisions» (solo un'altra ne era rimasta in Italia) dovettero duramente resistere nell'inverno 1944-45 ai tentativi controffensivi tedeschi. Il loro equipaggiamento si basava sempre sullo Sherman, e in particolare sulla efficienza e sulla disponibilità numerica della macchina. Essi avevano già dovuto incontrare, facendone le spese, i Tigre in Tunisia ed i primi Pantera in Italia, alle porte di Roma. Sempre presso Roma, ad Anzio, avevano conosciuto i cacciacarri da 88. Cosicchè, per proteggersi dalle artiglierie tedesche, dovettero fare ricorso, come già gli Italiani in Africa, ai sacchi di sabbia disposti frontalmente od agli elementi di cingolo di ricambio, almeno finchè non apparvero i primi Sherman superprotetti. Ma in combattimento essi potevano aver ragione dei mezzi tedeschi unicamente «fissandoli» con azioni dimostrative frontali ed attaccandoli sui fianchi, dov'erano più vulnerabili. Oppure si doveva ricorrere a massicci concentramenti di artiglieria. I primi M4 a cannone lungo furono impiegati verso la metà del 1944 dalla 2a Divisione Corazzata, e se riuscivano ad avvicinarsi a 300 m, potevano anche sperare di perforare la corazza anteriore del Pantera. Tuttavia, nei combattimenti più accaniti, come quello della piana di Roer (autunno 1944), solo l'intervento dei cacciacarri da 90 mm, che i carristi statunitensi avevano battezzato «apriscatole», poteva impedire il totale massacro degli M4 da parte dei Tigre e dei Pantera tedeschi. Anche nella successiva battaglia della foresta di Hurtgen, ancora sulla Linea Sigfrido, ed in quella delle Ardenne, sempre più manifesta apparve l'inferiorità degli Sherman. Al passaggio del Roer, si cercò di utilizzare il materiale più potente a disposizione (cacciacarri da 90 mm, carri leggeri M24 e carri medi M4 del tipo a cannone lungo ed a corazza più spessa). Ciò nonostante, durissimo sarebbe stato lo scotto pagato dagli americani se l'aviazione tattica non avesse paralizzato i movimenti tedeschi ostacolandone ogni rifornimento e mettendo così fuori uso i loro ultimi Tigre e Pantera. Peraltro, neanche il nuovo cannone da 90 mm del cacciacarri e dell'M26 riusciva a perforare la corazza frontale del carro Tigre, e la guerra finì senza che gli americani potessero vantare non diciamo la superiorità, ma almeno un equilibrio qualitativo in fatto di mezzi corazzati da combattimento. Nel Pacifico invece gli Stati Uniti poterono superare i giapponesi non solo per numero, ma anche per qualità dei carri impiegati. I tipi più importanti adoperati in quello scacchiere furono naturalmente i carri leggeri M3 ed i medi M4. Quest'ultimo modello si rivelò particolarmente utile nella versione lanciafiamme verso la fine del conflitto. Anche il Corpo della Fanteria di Marina fece largo impiego di mezzi corazzati, e particolarmente di carri anfibi derivati dal mezzo da sbarco cingolato LVT.

Produzione di Mezzi Corazzati negli Stati Uniti dal 1940 al 1945

Tipi di Veicoli

Anno

Totali

1940

1941

1942

1943

1944

1945

Carri

Leggeri

-

4.050

10.957

8.497

17.565

-

57.027

Medi

-

14.000

21.000

9.558

Pesanti

-

2

40

-

2.000**

Totale Carri

331

4.052

24.997

29.497

17.565

11.558

88.000*

Semoventi e Cacciacarri

-

-

-

-

-

-

13.481

Trasporti Blindati a Ruote

-

-

-

-

-

-

16.438

Idem Semicingolati

-

-

-

-

-

-

41.170

Mezzi da Sbarco LVT

-

-

-

-

-

-

18.620

Autoblinde

-

-

-

-

-

-

16.158***

TOTALE

-

-

-

-

-

-

193.867

* di cui 49.234 carri medi Sherman (M4)
** carri Pershing (M26)
*** di cui 8.523 autoblinde M8 , 3791 autoblinde M20 e 3.844 autoblinde Staghound

 
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