La Guerra dei Trent'Anni 4° Parte - MondoStoria

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La Guerra dei Trent'Anni 4° Parte

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I tentativi di egemonia francese in Europa
Quanto detto sulla Germania nelle suddette premesse vale, in un certo senso, anche per la Francia, le cui manie di grandezza si scontrarono sempre con un'accanita e vittoriosa resistenza da parte di altre forze europee. Ma vediamo cosa successe in Europa dopo la pace dei Pirenei.
Nel 1660 Luigi XIV sposava la cugina germana, l'infanta di Spagna Maria Teresa, figlia di Filippo IV di Spagna e di Elisabetta di Francia, come stabilito in appendice agli accordi del trattato dei Pirenei: quindi, nel caso di estinzione della linea maschile degli Asburgo di Spagna, i Borboni avrebbero avuto dei diritti al trono spagnolo o ad una parte dell'eredità. Per scongiurare questa minaccia, il governo spagnolo aveva ottenuto la rinuncia da parte di Maria Teresa ai diritti sulla corona di Spagna, impegnandosi, in cambio, a pagare a Luigi XIV una gigantesca dote di 500 mila scudi d’oro. Il cardinale Mazzarino sapeva bene che questa somma sarebbe stata superiore alle possibilità del bilancio spagnolo e quindi la Francia avrebbe potuto esigere compensi territoriali, oppure considerare non valida la rinuncia di Maria Teresa alla corona spagnola.
Prima di muovere guerra contro la Spagna Luigi XIV, a partire dal 1661, varò una serie di provvedimenti interni, aventi come scopo la completa liquidazione degli ugonotti. Le persecuzioni e la mancanza di diritti costringevano non pochi ugonotti a passare al cattolicesimo, altri invece a fuggire dalla Francia. Poiché emigravano in prevalenza borghesi e artigiani, l’industria francese ne subì un grave danno. Nel 1685 agli ugonotti venne inferto il colpo decisivo: l’editto di Nantes fu completamente revocato, suscitando reazioni negative anche da parte dei cattolici (giansenisti). Cominciarono persino ad affiorare i primi germi dell'ateismo (Gassendi, Bayle, Fontenelle, Meslier).
La politica estera francese cominciò ad acquistare un carattere aggressivo e predatorio: Luigi XIV pretendeva di assumere il ruolo, a cui sino a non molto tempo prima aspiravano gli imperatori germanici, di monarca “paneuropeo”. Egli affermava che il suo potere risaliva a una potenza più antica e vasta che non l’impero degli Ottoni, cioè all’impero di Carlo Magno, e poneva la propria candidatura per l’elezione a imperatore del Sacro Romano Impero. La Francia assolutistica mirava, in sostanza, ad assoggettare la Germania occidentale, ma aveva intenzione di occupare anche i Paesi Bassi spagnoli e aspirava a porre l’Inghilterra sotto il suo controllo, sostenendo finanziariamente e diplomaticamente gli Stuart.
Dopo la morte del sovrano spagnolo Filippo IV, avvenuta nel 1665, il governo francese pretese in cambio della dote non pagata i Paesi Bassi meridionali. Di fronte al rifiuto del governo spagnolo, Luigi XIV decise di prendere con la forza la propria parte di “eredità”. Nel 1667 ebbe inizio la guerra franco-spagnola, chiamata di “devoluzione” (passaggio di un diritto o del possesso o godimento di un bene da una persona all’altra, in virtù di un contratto, di un trattato o di una legge).
I possedimenti spagnoli dei Paesi Bassi, nelle Fiandre e nel Brabante, bottino straordinariamente allettante per la Francia dal punto di vista economico, militarmente erano del tutto indifesi: essi non avevano un proprio esercito, e la flotta spagnola era malridotta al punto da non poter trasportare nei Paesi Bassi le truppe spagnole.
Ma inaspettatamente accorsero in aiuto della Spagna l’Olanda, la Svezia e l’Inghilterra: queste ultime due preoccupate per l’aggressività della Francia, mentre gli olandesi erano indignati per le alte tariffe doganali francesi del 1667, che avevano minato il loro commercio, e non disposti a trovarsi in diretto contatto con la bellicosa Francia assolutistica, qualora questa avesse conquistato i Paesi Bassi meridionali. La borghesia olandese preferì perciò stringere un’alleanza col suo secolare nemico, la monarchia spagnola, e riuscì ad attirare nella coalizione anche la Svezia e l’Inghilterra.La formazione di questa coalizione fu aiutata anche dal fatto che il Parlamento inglese costrinse il re Carlo II Stuart a mutare radicalmente la propria politica, interrompendo la guerra con l’Olanda e a contrarre con essa un’alleanza diretta contro la Francia. Era evidente che la guerra non aveva avuto una preparazione diplomatica da parte francese, e sebbene le truppe francesi riuscissero ad occupare rapidamente una parte delle Fiandre, nonché la Franca Contea, e fossero pronte a marciare sulla Spagna e la Germania, Luigi XIV fu costretto a interrompere in gran fretta la guerra nell’anno successivo (1668). Con la pace di Aquisgrana la Francia mantenne soltanto alcune città delle Fiandre, fra cui Lilla.La diplomazia francese allora si mise subito all’opera per preparare una nuova guerra, tentando di spezzare la coalizione antifrancese. Non vi era però alcuna speranza di un avvicinamento con l’Olanda, poiché i contrasti commerciali e politici erano troppo acuti. Generosi sussidi in denaro ricondussero invece la Svezia e l’Inghilterra a una alleanza con la Francia. Nel 1672 l’esercito francese attaccò i Paesi Bassi meridionali e, dopo aver occupato una serie d’importanti fortezze, le truppe francesi si spinsero nel cuore dell’Olanda. Allora il comando olandese decise di rompere le dighe, per cui l’acqua allagò un grande territorio e costrinse le truppe francesi a ritirarsi. Contemporaneamente la Francia fu costretta ad inviare una parte delle truppe contro gli Asburgo d’Austria nel Palatinato (in Germania). Nel 1674-75 l’Inghilterra uscì dall’alleanza con la Francia, che venne a trovarsi in una situazione internazionale sfavorevole.Nondimeno, facendo leva sulle vittorie ottenute e sulla fama del proprio esercito, il governo di Luigi XIV nel 1678 firmò la vantaggiosa e onorevole pace di Nimega, in base alla quale la Spagna dovette cedere la Franca Contea e alcune città dei Paesi Bassi meridionali. Fu questo il primo accordo internazionale, redatto non in latino, come si era soliti fare in Europa, ma in francese. Il prestigio della Francia assolutistica in Europa aveva raggiunto il suo apice e tutti tremavano di fronte alla sua potenza, specialmente i piccoli principi tedeschi, che cercavano umilmente d’ingraziarsi la corte francese. Gli appetiti di Luigi XIV crescevano: egli ormai pretendeva l’Italia settentrionale e la corona dell’imperatore germanico. Sfruttando il fatto che l’imperatore Leopoldo I era impegnato nella lotta contro la Turchia, Luigi XIV, senza incontrare ostacoli, spadroneggiava nella Germania occidentale: speciali “camere di riunione”, con ogni sorta di cavilli giuridici, proclamavano i diritti del re francese su varie località e interi territori, tra cui Strasburgo, mentre i principi tedeschi si sottomettevano di fatto al protettorato francese. La Francia assolutistica raggiunse il massimo della sua potenza nel 1684, quando l’imperatore e il re spagnolo, in base al trattato di Ratisbona, avallarono tutte le sue conquiste. Ben presto però (1686) sorgeva la Lega di Augusta, un’alleanza difensiva di molti Stati europei (Impero, Spagna, Olanda, Svezia ed altri) per respingere ulteriori pretese territoriali della Francia. Il colpo di stato del 1688 contro l'ultimo sovrano cattolico inglese, Giacomo II Stuart, rese possibile l’entrata dell’Inghilterra in questa coalizione, dal momento che il principale organizzatore della Lega di Augusta, il governatore dell'Olanda, Guglielmo III d’Orange, divenne contemporaneamente re d’Inghilterra, Scozia e Irlanda.Proprio in questo periodo Luigi XIV si gettò in una nuova aggressione contro il Palatinato. I membri della Lega d’Augusta, in base agli impegni presi, intervennero contro la Francia, dando inizio a una grande guerra europea, combattuta sulla terraferma e sul mare.Nonostante i numerosi nemici, i francesi mantennero la supremazia militare nella guerra sulla terraferma, sul Reno e nei Paesi Bassi, in Italia e in Spagna, ma sul mare la flotta inglese inflisse loro pesanti sconfitte. La pace di Rijswijk del 1697 ristabilì l’assetto esistente prima della guerra con alcuni insignificanti mutamenti.Nel 1700 era morto l’ultimo rappresentante del ramo spagnolo degli Asburgo, Carlo II, senza alcun erede maschio. Oltre ai Borboni potevano avanzare pretese su questa eredità soltanto gli Asburgo d’Austria. Gli intrighi della diplomazia francese avevano ottenuto che Carlo II, poco prima della morte, lasciasse in eredità tutti i suoi possedimenti al pretendente francese, il nipote di Luigi XIV, Filippo d’Angiò, a condizione, comunque, che la corona francese e quella spagnola non fossero mai riunite in un solo regno. Luigi XIV non aveva però alcuna intenzione di osservare questa clausola. Non appena suo nipote, con il nome di Filippo V, fu proclamato a Madrid re di Spagna, egli prese a governare di fatto la Spagna e le sue colonie.Egli inoltre respinse le richieste dell’Inghilterra e dell’Olanda perché fossero loro accordati privilegi commerciali nelle colonie spagnole e nei possedimenti francesi in India. Allora l’Inghilterra e l’Olanda appoggiarono le pretese dell’imperatore Leopoldo al trono di Spagna, dando inizio alla guerra di Successione spagnola (1701-1713), nella quale la Francia si trovò contro una coalizione che comprendeva quasi tutte le potenze dell’Europa occidentale, subendo pesanti sconfitte: le truppe francesi furono cacciate dalla Germania, dalla Spagna, dall’Olanda e dalle città di confine e dovettero cedere anche una parte di territorio francese alle forze della coalizione. I campi incolti e abbandonati, la crisi delle manifatture e del commercio, la disoccupazione, il generale impoverimento del popolo, le epidemie e la fame, lo sfacelo finanziario erano i tratti del quadro desolante, che si aggiungeva alle sconfitte militari, al termine del regno di Luigi XIV, che fu costretto a firmare la pace con l’Inghilterra e l’Olanda nel 1713 ad Utrecht; con l’Impero, invece, nel 1714 a Rastadt. Il trono spagnolo rimase a Filippo V di Borbone, ma con la perdita per sé e per i suoi successori di ogni diritto sulla corona francese.L’Inghilterra rafforzò il proprio predominio marittimo, conservando le basi commerciali e strategiche conquistate (Gibilterra e l’isola di Minorca); inoltre essa ottenne il diritto d’esclusiva sull’importazione di schiavi negri dall’Africa e sul loro trasporto nelle colonie spagnole d’America, e il possesso dell’Acadia e di Terranova, che divennero le basi di lancio per l’ulteriore penetrazione inglese nel Canada. Gli Asburgo d’Austria ottennero i Paesi Bassi spagnoli, il ducato di Milano, Mantova, il regno di Napoli e la Sardegna. La Sicilia e una parte del milanese andò ai Savoia.La fine della guerra di Successione spagnola vide la Francia privata di fatto in Europa di quella egemonia che aveva conquistato alla fine della guerra dei Trent’anni. La guerra aveva messo a nudo la debolezza interna e lo sfacelo del regime assolutistico-feudale, che si nascondeva dietro la fastosa facciata del regno del "Re Sole", Luigi XIV.

Postilla sul ruolo dell'Italia
Dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559) alcuni piccoli Stati italiani, che avevano appoggiato la Spagna durante le guerre d’Italia, avevano ottenuto delle annessioni territoriali a spese dei vicini: il ducato di Savoia aveva ricevuto gran parte del Piemonte, e il ducato di Mantova il marchesato del Monferrato.Questo fece sì che durante la prima fase della guerra dei Trent'anni fu forte l’indecisione del duca di Savoia a scegliere tra la Francia e la Spagna.Durante la fase danese si verificarono degli scontri minori in nord Italia tra il 1620 ed il 1630, riguardanti il controllo della Valtellina, la successione al ducato di Mantova e il possesso del Monferrato.Prima fonte delle tensioni fu la rivolta della popolazione cattolica della Valtellina, che insorse nel 1620 contro i protestanti dietro sollecitazione della Spagna, per la quale la valle rappresentava un fondamentale punto di transito lungo la via spagnola che dalla Liguria conduceva ai Paesi Bassi.Dopo il massacro la Spagna occupò la Valtellina con il pretesto di difenderne gli abitanti cattolici contro una eventuale reazione protestante. Per rispondere a questa nuova iniziativa spagnola, venne formata una lega tra Francia, Ducato di Savoia e Repubblica di Venezia, che tuttavia, a causa dei problemi interni alla Francia, non riuscì a far nulla.Nel 1627 si aprì la questione del controllo del territorio di Mantova e del Monferrato, a seguito dell'estinzione della linea diretta della famiglia Gonzaga. La successione era stata risolta a favore della casa Gonzaga-Nevers, francese; tale risoluzione, che poneva sotto il controllo della Francia due territori strategici per il controllo del nord Italia, non poteva essere accettata dalla Spagna, che appoggiò invece la candidatura al ducato del ramo dei Gonzaga di Guastalla, filo-spagnolo.Truppe spagnole, provenienti dai territori di Milano, invasero il territorio di Mantova e del Monferrato, appoggiati da truppe sabaude; la Francia, impegnata sul fronte interno contro gli ugonotti, al momento non poté intervenire, ma, debellata la fazione ugonotta, alla fine del 1628 un esercito francese entrò in Italia, costringendo il duca di Savoia Carlo Emanuele I a scendere a patti e il governatore di Milano a togliere l'assedio di Casale.La situazione si capovolse alla fine del 1629, quando intervenne un poderoso esercito imperiale, che pose l'assedio a Mantova, costretta a capitolare e sottoposta a un brutale saccheggio. Nel frattempo, una terribile epidemia di peste, probabilmente veicolata dalle truppe tedesche, dilagò in tutto il nord Italia, colpendo particolarmente la città di Milano, che vide dimezzata la propria popolazione. Il sentimento della popolazione al passaggio dei lanzichenecchi e la tragedia dell'epidemia di peste sono efficacemente descritte da Alessandro Manzoni nei suoi Promessi Sposi.Successivamente con la Germania minacciata da una invasione svedese, venne stilata una serie di accordi a Ratisbona, poi ratificati nel trattato di Cherasco, che riconosceva la successione alla casa Gonzaga-Nevers e il possesso di Pinerolo alla Francia, che otteneva quindi un'importante vittoria.Nel 1635 ai principali partecipanti alla guerra contro gli Asburgo, la Francia e la Svezia, si unirono l’Olanda, Mantova, i Savoia e Venezia.
A Westfalia furono riconosciuti ai Savoia Alba, Torino e altre terre del Monferrato.

Conclusione
La guerra dei Trent'anni porterà all'egemonia non solo della Francia, ma anche della Svezia sul continente europeo. Quest'ultima infatti dimostrò di possedere la più moderna organizzazione bellica presente in Europa, e fu in grado di trasformare il mar Baltico in un proprio "lago commerciale", fino a quando, agli inizi del XVIII secolo, la Russia la sostituirà nel suo ruolo di potenza nell'Europa del nord. La guerra aveva provocato una generale crisi economica in tutto l'impero e la popolazione era passata, a causa delle carestie e delle epidemie provocate dalle devastazioni, dai circa 21 milioni del 1618 a un totale di circa 14-15 milioni nel 1650. Ci vorrà oltre un secolo prima che la Germania si riprenda: le zone più colpite furono la Pomerania, il Meclemburgo, il Brandeburgo e il Württemberg, mentre le regioni nord-occidentali furono in gran parte risparmiate. Tutta l'Europa centrale, che pur era un'area manifatturiera e commerciale sviluppata, tornerà ad essere un'area agricola arretrata.La maggiore conseguenza, dal punto di vista politico, fu la conferma della frammentazione della Germania, che ora veniva a essere formata da una miriade di Stati indipendenti. Tuttavia dal 1640 iniziava la crescita politica-militare della Prussia-Brandenburgo sotto la guida del Grande Elettore Federico Guglielmo. Con la pace di Westfalia la Prussia si trovò rafforzata con l'acquisizione della Pomerania orientale. Venne instaurato un sistema di potere basato sull'assolutismo. L'unificazione nazionale avverrà però solo nel 1871, dopo una vittoriosa guerra contro la Francia.Da un punto di vista più generale, la guerra segnò la fine dei conflitti religiosi nell'Europa occidentale (1511-1648); dopo Westfalia nessuna grande guerra europea fu giustificata da motivazioni confessionali. Quella pace viene ancora oggi considerata come uno dei cardini della concezione dello Stato sovrano e il primo trattato stipulato tra pari. Dopo di allora sarà l'Inghilterra a porsi come grande rivale della Francia: la potenza marittima contro quella continentale, lo Stato mercantile contro quello centralizzato. Ma saranno solo la rivoluzione francese del 1789 e l'avventura napoleonica che costituiranno una vera minaccia al trattato di Westfalia.

Note
(1) Nel 1613 aveva sposato Elisabetta Stuart, figlia del re d'Inghilterra Giacomo I. Questo il motivo per cui si aspettava un appoggio da parte degli inglesi, che però non gli venne mai concesso.
(2) La massiccia presenza tedesca in Boemia e Moravia sarà la causa scatenante dell'occupazione della Cecoslovacchia da parte dei nazisti nella II guerra mondiale.
(3) In Italia nessun prelato cattolico si sarebbe mai comportato come Richelieu, a meno che l'unificazione nazionale non fosse stata fatta sotto lo Stato pontificio. Se un qualunque Principato italiano avesse voluto fare l'unificazione, la chiesa glielo avrebbe impedito. Inoltre in Italia il papato non fu mai tollerante coi protestanti, proprio perché non voleva che il proprio temporalismo (politico ed economico) venisse messo in discussione. In Francia invece la chiesa fu sempre uno strumento nelle mani della monarchia. Persino Richelieu e Mazzarino, che pur ebbero un enorme potere come primi ministri, non misero mai in discussione questa subordinazione.
(4) In particolare la Francia volle che lungo le due rive del Reno e nelle province adiacenti, il commercio e il trasporto dei beni fosse totalmente libero di transitare per tutti gli abitanti, e che sul Reno non fosse più permesso d'imporre nessun nuovo dazio, tassa o esazione di sorta.

 
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