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La Grecia Sotto l'Impero Bizantino

Storia > Storia antica > Antica Grecia > L'Età Romana e Bizantina

Alla metà del III secolo d.C. (267-268) i goti invasero la Grecia, saccheggiando Atene, Argo, Corinto e Sparta. Dopo il 395 l'impero romano fu però governato da due imperatori: uno nell'Occidente latino, l'altro nell'Oriente greco. Quando nel 476 l'impero d'Occidente cadde, quello d'Oriente – detto bizantino dalla sua capitale Bisanzio – non solo resistette, ma iniziò una fase di grande fulgore politico: vi erano sottomesse, fra l'altro, tutta la Grecia e la regione egea. L'impero bizantino fu caratterizzato da una mescolanza di cultura greca e orientale, dall'assunzione del diritto romano e dall'affermazione del cristianesimo. E mentre l'Occidente, patria della romanità, si disgregava nei regni romano-barbarici e perdeva progressivamente l'esperienza della cultura politica romana e l'uso della lingua latina, l'impero bizantino e la lingua greca perpetuavano l'eredità di Roma e del mondo classico.
Quando crollò l'impero d'Oriente (1453), i territori che lo costituivano, Grecia compresa, caddero in mano ai turchi ottomani di Maometto II il Conquistatore. Ma gli abitanti della penisola ellenica, pur sottomessi a un'aspra e lunghissima dominazione, che impose loro modelli politici, culturali, religiosi, linguistici estranei alla loro tradizione, trovarono proprio nell'essere "elleni", cioè eredi della Grecia antica e dell'impero bizantino, il modo per mantenere una propria identità. Ancora una volta, come era successo molte volte nel corso della storia greca, la comunanza di lingua (il greco), di religione (la fedeltà alla Chiesa cristiana ortodossa), di valori (l'aspirazione alla libertà) fecero sentire i greci un solo popolo, a prescindere dal tipo di organizzazione politica cui furono soggetti.


 
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