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La Costituzione Americana - Le Vicende

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Ottenuta l'indipendenza, scoppiarono subito forti disordini tra le fila dell'esercito americano, che da troppo tempo era rimasto senza paga. Il congresso però decise di scioglierlo.
Viceversa la borghesia mercantile trasse grandi vantaggi dalla guerra, sia con le forniture all'esercito, sia con la pirateria ai danni dei mercantili inglesi, sia ricevendo sussidi dallo Stato, sia producendo merci che prima si era costretti a importare dagli inglesi, sia acquistando a basso prezzo le terre confiscate ai lealisti, costretti a ritornarsene nella madrepatria. La prima banca nordamericana fu creata nel 1781.
Sconfitta politicamente e militarmente, l'Inghilterra reagì gettando sul mercato americano grossi quantitativi di merci sottocosto, acquistabili con crediti a lunga scadenza, al fine di ostacolare lo sviluppo delle manifatture locali, che in effetti cominciarono a indebitarsi sempre più.
Il peso di queste contraddizioni veniva scaricato sulle fasce più deboli, con l'aumento delle tasse, tanto che nel 1786 la popolazione povera di alcuni Stati si trovò ad essere enormemente indebitata e quindi costretta a minacciare una rivolta antifiscale.

Vista la cecità politica della borghesia, molti farmers, nel 1786, decisero di occupare gli edifici dei tribunali per bloccare la riscossione dei debiti e delle tasse, liberando i detenuti per debiti. Essi chiedevano una radicale redistribuzione delle terre ed erano disposti, per ottenere questo, a riprendere le armi, ma questa volta contro i loro stessi compatrioti più agiati. E addirittura 15.000 di loro, capeggiati da D. Shays, lo fecero, ma furono sconfitti dalle truppe del generale Lincoln.
Molti problemi attendevano i governanti del nuovo Stato: era necessario unificare dei territori assai gelosi della propria indipendenza; versare le paghe e le pensioni promesse ai combattenti, creare una moneta stabile, elaborare una costituzione che doveva soddisfare esigenze contraddittorie ecc. Certamente il complesso dei territori era molto ricco e le rovine della guerra relativamente limitate.
Non esisteva un vero potere esecutivo. Il congresso era una semplice assemblea di delegati, in cui era richiesta l'unanimità per le decisioni: esso presiedeva alla guerra, agli affari esteri ecc., ma non aveva alcun diritto sugli Stati singoli, che restavano sovrani.
Questi rifiutavano di imporre diritti fiscali o doganali per garantire entrate al Tesoro. Inoltre si facevano tra loro concorrenza economica, e ci furono persino degli scontri armati tra il Connecticut e la Pennsylvania. Gli inglesi ne approfittavano per smerciare i loro prodotti e manufatti, a detrimento della piccola industria americana creata durante la guerra d'Indipendenza.
Occorreva inoltre risolvere il problema dell'Ovest, dove i pionieri si insediavano sempre più numerosi.
Nel 1787 l'Ovest fu proclamato proprietà federale e diviso in territori: quelli che avevano meno di 5.000 abitanti erano amministrati dal congresso; quelli compresi tra i 5.000 e i 60.000 abitanti avevano il diritto di eleggere delle assemblee; oltre i 60.000 abitanti potevano formare uno Stato, che sarebbe entrato a far parte dell'Unione. La vittoria del principio federale doveva assicurare l'avvenire degli Stati Uniti e la loro prodigiosa espansione.
Quasi tutti gli Stati, nel corso della lotta per l'indipendenza, si erano dati costituzioni particolari e differenti, ma non esisteva ancora né governo né costituzione a livello federale e ogni Stato continuava a fare la propria politica interpretando talvolta a proprio modo il trattato firmato con l'Inghilterra.
La prima Costituzione americana era stata votata dal Congresso nel 1777. Essa conservava la sovranità di ogni Stato come unità statale autonoma. L’unità era in funzione della difesa contro un comune nemico.
Il Congresso si componeva di una Camera eletta per un anno (con lo stesso numero di rappresentanti per ogni Stato, a prescindere dal numero degli abitanti). La carica di presidente (capo del potere esecutivo) non esisteva.
Il Congresso non aveva diritto alla riscossione delle tasse. Gli Stati conservavano la propria moneta e le proprie leggi doganali.
Per coprire le spese il Congresso ricorreva all’emissione di banconote non coperte né da oro né da argento, per cui si rimetteva alla volontà dei singoli Stati.
Insomma gli Stati delle colonie non volevano alcuna forma di centralizzazione, né di monarchia, né di burocrazia, né di esercito permanente o di polizia.
Questa fu la ragione per cui la guerra contro gli inglesi si protrasse per molto tempo.
Alla seconda Costituzione ci si arrivò dopo aver vinto gli inglesi e dopo che la borghesia e gli agrari delle colonie videro che i loro contadini, artigiani e operai volevano maggiore democrazia interna, più diritti per i lavoratori. I ceti possidenti volevano una Costituzione federale che favorisse un governo centrale molto forte, garantendo nel contempo la piena autonomia ai singoli Stati.
Si formarono due correnti: quella dei federalisti, favorevoli ad un unione tra gli Stati sulla base di un forte presidenzialismo, e quella dei repubblicani, sostenitori delle autonomie dei singoli Stati.
In realtà le differenze politiche erano assai relative rispetto agli interessi economici. Infatti imprenditori e piantatori fecero blocco comune contro i lavoratori e provvidero, con una sorta di colpo di stato, a modificare la Costituzione.
A Filadelfia nel 1787 convocarono, sotto la presidenza di George Washington, una Convenzione Nazionale che prese a riscrivere alcuni capitoli fondamentali della Costituzione, senza che fossero interpellate le assemblee legislative dei rispettivi Stati, le quali, sin dalla prima Costituzione, avevano posto il divieto di modificare quel testo senza il loro consenso preventivo.
Le sedute si svolgevano a porte chiuse, senza protocolli ufficiali, all'insaputa dell'opinione pubblica e senza rappresentanti politici di orientamento radicale. Gli esponenti del Congresso volevano por fine alla democrazia popolare.

Il compromesso raggiunto fu il seguente:

1) Non si votava più a suffragio universale ma per censo patrimoniale (il cui importo andava deciso da ogni Stato); di 3 milioni di abitanti solo 120.000 ottennero il diritto di voto (i maschi maggiorenni bianchi che avevano delle proprietà o pagavano le tasse da un certo livello in su; poi fu esteso a tutti i cittadini maschi che pagassero le tasse). Solo nel 1870 ai neri fu concesso il diritto di voto, ma molti Stati emanarono leggi locali che cercavano in ogni modo di impedire loro di votare (come il superamento di un esame di lettura e scrittura). Da notare che i neri schiavizzati rappresentavano un sesto della popolazione totale. Anche gli indiani furono esclusi da qualsiasi esercizio politico.
2) Il Congresso
(Senato e Camera dei Deputati) aveva il potere d’imporre tasse; aveva il potere di disporre di tutte le terre nazionalizzate nel nord-ovest; di mantenere un esercito e una flotta; di regolamentare il commercio; di coniare monete; di richiedere prestiti all’estero; di ammettere nuovi Stati a condizione che avessero più di 60.000 abitanti. Il Congresso esercita un controllo politico sull’attività del suo Presidente, cioè poteva metterlo in stato d'accusa e destituirlo.
3) Due Camere esercitano il potere legislativo: la Camera dei rappresentanti
e il Senato. Le due Camere votano le leggi, ma le leggi finanziarie devono essere presentate anteriormente alla Camera dei rappresentanti, mentre il Senato ha certe prerogative in materia di politica estera. Inoltre il Senato può trasformarsi in Alta Corte per giudicare i cittadini messi sotto accusa dalla Camera dei rappresentanti. La Camera resta in carica per due anni ed è formata da cittadini eletti in proporzione al numero degli abitanti dello Stato. Il Senato, in carica per sei anni con rotazione di un terzo di senatori ogni due anni, era formato da due senatori per ogni Stato.
4) Sopra alle leggi, all'interpretazione della Costituzione e agli uomini stessi, c'è la Corte Suprema
, i cui sette giudici (poi nove) sono nominati a vita dal presidente, per assicurare loro una completa indipendenza. La Corte Suprema è il vertice delle corti federali di tutti gli Stati, giudica se le leggi sono conformi alla Costituzione e ai diritti naturali; essa risolve i contrasti tra gli Stati e i conflitti tra cittadini e amministrazione.
5) Il presidente del Congresso
veniva eletto da un collegio di speciali elettori e non da tutti i cittadini (gli elettori venivano a loro volta eletti in ogni Stato); egli aveva diritto di veto sui decreti legislativi del Congresso non approvati da almeno i 2/3 dei parlamentari; era comandante supremo dell’esercito e della flotta; designava a vita, con l'assenso del Senato, i sette giudici della Corte Suprema, che giudica se le leggi sono conformi alla Costituzione; essa risolve i contrasti tra gli Stati e i conflitti tra cittadini e amministrazione; sceglieva personalmente i ministri del governo e gli ambasciatori (i ministri, che sono scelti al di fuori del Congresso, non sono responsabili di fronte ad esso: in questo modo si assicurava la separazione tra il legislativo e l'esecutivo); si attribuiva il diritto di considerare incostituzionale una qualunque legge; veniva eletto per quattro anni, col diritto ad essere rieletto una seconda volta (dal 1951 con il 22 emendamento è permessa una sola rielezione).

In sostanza il presidente degli Stati Uniti aveva poteri superiori a quelli del re e del primo ministro inglesi messi insieme.

La ratifica di questa seconda Costituzione avvenne senza forti opposizioni solo in cinque Stati; negli altri otto si chiese la convocazione di una nuova Costituente.
Col tempo tuttavia, e in seguito a molte proteste popolari, la maggior parte degli Stati pretese di ratificare la seconda Costituzione a condizione che vi fossero inclusi dieci articoli del Bill of Rights
, relativi alla libertà di parola, di stampa, di associazione, di petizione, di porto d'armi, di separazione tra Stato e chiesa, di tribunali basati su giurie popolari ecc. Il Bill of Rights fu approvato dal Congresso nel 1789-91.
Il congresso scelse infine il distretto di Columbia come sede della capitale federale.
Ispirata alle idee di Montesquieu sulla separazione dei poteri, la Costituzione assicurava la forza dell'esecutivo grazie al regime presidenziale. Era così nata una repubblica presidenziale, democratica e federale. L'elezione di George Washington a primo presidente degli Usa, nel 1789, rafforzò ulteriormente il prestigio della carica.


 
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