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La Circumnavigazione dell'Africa

Storia > Storia moderna > Le Grandi Scoperte Geografiche

Tutte queste esplorazioni erano avvenute battendo percorsi più o meno noti, sempre via terra, ma mai avventurandosi per rotte marittime ignote. Il primo tentativo, in questo senso, venne compiuto dai fratelli genovesi Ugolino e Guido Vivaldi, che tentarono di circumnavigare l'Africa per giungere alle Indie, senza però mai ritornare. Però furono i primi a riproporre questa rotta, già tentata nell'antichità. Successivamente l'interesse per questa rotta aumentò sempre di più per tre motivi fondamentali:
1. Il desiderio di togliere ai Veneziani il monopolio dei commerci con i paesi orientali, in particolare per quanto riguardava le spezie, che giungevano a Costantinopoli, porta di accesso all'Europa, con cui Venezia aveva rapporti commerciali di favore dopo aver battuto la concorrenza di Genova.
2. La sempre maggiore richiesta dei beni di lusso provenienti dall'Oriente.
3. La conquista da parte dei Turchi di Costantinopoli nel 1453, della zona del Bosforo, e della penisola balcanica meridionale, quindi l'impossibilità del passaggio delle merci via terra dall'Asia all'Europa attraversando lo stretto del Bosforo. Le spezie, in particolare, erano prodotte solo in Asia, per cui era necessario ovviare subito a questo problema perché esse erano ormai diventate di fondamentale importanza per le abitudini alimentari degli europei.

Fu proprio a partire dalla seconda metà del ‘400, cioè dalla conquista dei Turchi di quei territori nominati in precedenza, che l'interesse per la circumnavigazione dell'Africa per giungere alle Indie divenne sempre più concreto. Inoltre l'invenzione della caravella (una nave con lunghezza variabile dai 22 ai 24 metri, che poteva andare sia di poppa (cioè con vento a favore) che di bolina (cioè risalendo il vento contrario) ad una grande velocità, dovuta ad una particolare conformazione della chiglia (cioè della parte immersa della barca), molto stretta e che opponeva minore resistenza all'acqua) fu di fondamentale importanza perché permise ai navigatori di disporre di un mezzo capace di coprire distanze impensabili anche solo un secolo prima.
Così il re del Portogallo Enrico I, detto non a caso Il Navigatore, compresa l'importanza della via marittima delle Indie, finanziò due spedizioni che avevano come scopo proprio quello di arrivare in Oriente circumnavigano l'Africa. Il primo a tentare tale impresa fu Bartolomeo Diaz nel 1488, ma si fermò al Capo di Buona Speranza, punta estrema dell'Africa, battezzato per questo Capo di Cattiva Speranza. Successivamente Vasco de Gama, portoghese anche lui, nel 1498 riuscì a doppiare il Capo di Cattiva Speranza, che venne ribattezzato per questo di Buona Speranza, e a giungere in India.
Il perfezionamento di questa rotta permise al Portogallo di impiantare delle basi commerciali lungo la costa africana e indiana, che gli permettevano il controllo totale di questa rotta commerciale, anche se essi non divennero mai delle colonie vere e proprie a causa dell'ostilità delle popolazioni locali.


 
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