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L'Arma Blindata Francese nella Seconda Guerra Mondiale

Storia > Storia trasversale > Truppe Corazzate nella Seconda Guerra Mondiale

Quando, verso la metà degli anni trenta, le prime nubi offuscarono i rapporti di precario equilibrio che il trattato di Versailles aveva stabilito in Europa, l'Esercito francese aveva ancora in servizio i carri armati con cui aveva concluso la prima Guerra Mondiale. Erano in uso veicoli leggeri (tipo Renault F.T.), medi (tipo Mark V) e pesanti (tipo 2 C). I criteri di impiego rimanevano quelli della passata guerra. L'Istruzione del 1921 diceva che «i carri erano destinati ad aumentare là potenza offensiva della fanteria, facilitando la sua avanzata sul campo». I carri leggeri, in particolare, «avevano lo scopo di accompagnare la fanteria e di combat-tere a stretto contatto con essa»; quelli pesanti erano «desti-nati a far breccia alla fanteria ed ai carri leggeri, infrangendo con la loro massa e col fuoco la resistenza nei punti più saldamente tenuti». Nè si facevano progressi a livello superiore: nel 1931, l'Istruzione provvisoria sull'impiego tattico delle Grandi Unità francesi confermava che «i carri d'assalto facilitavano l'avanzata della fanteria spezzando gli ostacoli passivi e le resistenze attive opposte dal nemico». I particolari dell'impiego furono codificati in una Istruzione sull'impiego dei carri armati apparsa nel 1930, e tutto finì lì. Intanto il materiale rimaneva quello di cui si è detto. Solo all'inizio degli anni trenta venivano introdotti in modesto numero i nuovi carri medi D, unici ad apparire tra il 1921 ed il 1935. A questa data (giugno 1935), vi erano in totale circa 3.000 carri Renault, tutti antiquati e privi di una sufficiente protezione. Tale veicolo era l'unico tipo di carro leggero in distribuzione. Circa i prototipi, ve ne era uno molto buono di carro pesante (tipo B) e due di carri leggeri della Renault. Era stato anche realizzato un buon cannone anticarro da 25 mm. Si passò pertanto ad ordinare un certo numero di carri leggeri con cui sostituire i vecchi F.T.: furono perciò ordinati 300 Renault 35 il 4 novembre 1935 e 200 Hotchkiss 1'8 gennaio 1936. Il programma del Generale Gamelin del 1936 prevedeva, per quanto concerneva le forze corazzate, la disponibilità di 12 battaglioni di carri B, 4 di carri D, 50 di carri R, H ed FCM, dipendenti dalla Direzione della Fanteria; la Direzione della Cavalleria avrebbe dovuto allestire, per le sue 3 divisioni meccanizzate, 6 battaglioni del nuovo carro Somua e 6 di carri H. Le divisioni meccanizzate (Division Légère Mécanique, o D.L.M.) erano state le prime grandi unità moderne ad essere costituite in Francia dopo un esperimento condotto nel 1933 con un «distaccamento» comprendente 35 carri D, alcuni B, dei Renault F.T., delle cingolette 1931 R ed una batteria da 75 motorizzata. La prima D.L.M. apparve nel 1935, la seconda nel 1938; seguì una terza nel 1939, per trasformazione di una G.U. di cavalleria. Una quarta era in via di costituzione all'inizio della guerra. Come organico, queste divisioni erano paragonabili alle prime divisioni corazzate tedesche; non così nell'impiego, che rimaneva quello precipuo della cavalleria del XX secolo: esplorazione strategica e sicurezza. Le Divisioni Corazzate, ciascuna delle quali doveva possedere 6 battaglioni di carri tipo B, erano state previste sin dal 1935, ma non videro la luce che nel 1939. Anch'esse non erano idonee ad una guerra di movimento, ma piuttosto a poderose azioni di rottura, dato anche l'armamento. Lo sfruttamento del successo, secondo le ultime vedute, sarebbe stato compito della D.L.M., il cui reggimento carri nella sua ultima edizione (1940) comprendeva due sezioni su due squadroni ciascuna (ognuno su 4 plotoni di 5 carri). La prima sezione era equipaggiata con carri 35S e la seconda con carri H. Mentre si procedeva all'ammodernamento delle forze corazzate, si provvedeva ad elaborare un piano (il piano 1937-40) per il riequipaggiamento dell'intero Esercito francese. Secon-do il piano, dovevano essere introdotti 8.000 cannoni da 25, 4.000 mortai da 60, 5.000 automezzi a cingoli, 50 battaglioni di carri leggeri e 12 di carri pesanti B, 51 unità anticarro, 30 gruppi da 105 L, 20 da 105C, oltre a gruppi di cannoni automotori, di artiglieria pesante, 32 batterie moderne DCA e 59 per la difesa contraerea territoriale. Ma rimaneva un notevole deficit: mancavano infatti 1/3 dei cannoni da 25 e metà di quelli da 47 (ve ne erano complessi-vamente 700); per quanto concerneva le artiglierie divisionali, erano deficitari 1/4 dei 105 corti ed 1/3 dei 105 lunghi. Con lo scoppio della guerra, mentre febbrilmente venivano costituite le prime «Divisions Cuirassées» (D.C.R.), che furono completate nel 1940, la produzione dei mezzi corazzati venne spinta al massimo, fino a raggiungere, al maggio 1940, il gettito mensile di 534 macchine (52 carri B l, 64 S35, 206 R35 o 40, 122 H39/40 e 90 autoblinde 178A). Tuttavia, circa 120 di questi carri erano privi di torretta, dato che gli stabilimenti FIVES di Lilla erano già in mano ai tedeschi. Si era potuta costituire tuttavia una terza divisione corazzata, ed impiantarne una quarta, superando cioè le previsioni del piano 1937-40 che erano limitate a 3 D.L.M. ed a solo due D.C.R. A detta degli stessi ufficiali francesi, l'insieme del materiale era eccellente, la corazzatura efficace, l'armamento di prim'ordine (salvo i cannoni da 37, di modello antiquato). La velocità era soddisfacente, e così anche la resistenza al logoramento. Il raggio d'azione dei carri, che si aggirava sulle 5 ore, era invece troppo ristretto, e si sentiva la mancanza, nelle divisioni corazzate, di carri cisterna, allora inesistenti. Altro neo era rappresentato dalle apparecchiature radio, dei tipi più diversi, che non avevano una portata sufficiente. Al momento della stretta finale (10 maggio-11 giugno 1940), la situazione delle truppe blindate francesi non era delle più felici poichè esse erano disperse su vastissimi fronti (a parte quelli di oltremare). La forza totale era rappresentata da 3.160 veicoli blindati (di cui 293 in Africa e nel Levante), rispetto ai 2.484 carri disponibili al 1° settembre 1939, più 500 autoblinde. Le forze corazzate tedesche erano nel complesso sopravvalutate, specie nel 1939. I servizi d'informazione francesi davano infatti a disposizione dei tedeschi 4.200 carri per il 1° settembre 1939, ed addirittura 7-8.000 al 10 maggio 1940. In realtà, come si saprà poi, i tedeschi avevano nella seconda decade di maggio 1940, in condizione di pronto impiego sul fronte occidentale, appena 2.683 carri e 728 blindo. Lo schieramento dell'Armée faceva sì che il maggior numero di battaglioni carri per fanteria (Bataillons Organiques) fossero dislocati in settori inattivi del fronte, e che si trovassero a fronteggiare la Wehrmacht (Gruppo Armate A, con 3 Corpi corazzati), soltanto la I a, 2a, 7a e 9a Armate francesi. I corazzati tedeschi sfondarono nel settore di Sedan-Monthermé, tenuto dalla debole 9a Armata (Corap), la cui unica divisione corazzata ( l a D.C.R.) fu impegnata troppo tardi e sprecata in azioni e manovre locali. La 6a Armata era una grossa unità di riserva che entrò in azione sulla linea difensiva dell'Aisne durante le operazioni di giugno. La 2a D.C.R. fu impiegata principalmente a spizzichi per attaccare o difendere teste di ponte lungo la Somme, e perse tra il 13 ed il 20 maggio ben 54 Hotchkiss e 45 B 1. Solo la 4a D.C.R. (De Gaulle) riuscì a sferrare un efficace contrattacco nel settore di Montcornet, ma non fu appoggiata dalla fanteria e non potè sfruttare il successo conseguito. Fu anche impegnato, tra la 7a e la l a Armata, il Corpo di Spedizione Britannico, con 600 mezzi corazzati, ma che non riuscì, con un contrattacco effettuato insieme a parte della 3a D.L.M. francese, a ristabilire la situazione. E da notare, tuttavia, che la 4a Armata tedesca attaccante godeva di una notevole superiorità locale (2.300 mezzi corazzati contro i quasi 500 della 9a Armata francese). Soltanto un inspiegabile «alt» imposto dall'alto ai corazzati germanici impedì il totale annientamento degli anglo-francesi e consentì a Dunkerque il reimbarco di oltre 300.000 combattenti, un terzo dei quali francesi. Così dopo un tentativo di opporre i 250 carri moderni ancora a loro disposizione al Gruppo Armate B dell'Esercito tedesco, i capi dell'Armée furono costretti alla resa. Era il 20 giugno 1940.

 
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