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Konstantin Konstantinovič Rokossovskij

Biografie

KONSTANTIN KONSTANTINOVICH ROKOSSOVSKY nacque a Vilikiye Luki il 21 dicembre 1896, da madre russa e padre polacco, ferroviere. Trasferitosi con la famiglia a Varsavia nel 1900, rimase orfano dieci anni dopo e iniziò a lavorare come scalpellino. Nel 1914, allo scoppio del primo conflitto mondiale, si arruolò volontario nei dragoni dell'esercito zarista e si guadagnò ben presto i galloni di sergente. Nonostante questo, e nonostante l'ammissione come cadetto alla prestigiosa scuola militare S. Andrea di Pietroburgo, nel 1919 si iscrisse al partito comunista combattendo, durante la guerra civile, nella forza di cavalleria della Guardia Rossa in Mongolia e nella regione di Omsk. Deciso a proseguire la carriera delle armi frequentò nel 1921 il corso base dell'accademia militare Frunze, nel 1923 il corso accelerato di cavalleria e nel 1929, nuovamente alla Frunze, il corso superiore di comando. Fra il 1929 e il 1930 resse il comando della 5° brigata di cavalleria del Kuban. in Manciuria, passando nel 1936 a quello del 5° Corpo di cavalleria. Nell'agosto del 1937, durante le grandi purghe staliniane, Rokossovsky venne arrestato con l'accusa di svolgere attività controrivoluzionarie, accusa accreditata, da una parte, dalla sua amicizia con Tukachevsky (già direttore della Frunze), dall'altra dalla simpatia dimostrata per i vertici (caduti in disgrazia) del decapitato partito comunista polacco. Trascorse più di due anni in campo di concentramento, venendo rilasciato solo nel marzo del 1940, su esplicita richiesta del generale Shaposhnikov, e reintegrato nel comando del 5° Corpo pochi mesi prima di essere trasferito a quello del neocostituito 9° Corpo meccanizzato. Nel giugno del 1941 combatté nel settore di Smolensk, passando in agosto al comando della 16° Armata con la quale, durante l'offensiva tedesca, protesse gli approcci nordoccidentali di Mosca (settore di Volokolamsk). Gravemente ferito l'8 marzo 1942, dopo tre mesi passati in ospedale assunse il comando del Fronte di Bryansk, che resse stabilmente sino all'inizio, in autunno, delle operazioni nel settore di Stalingrado. Nel settembre del 1942 assunse il comando del Fronte del Don, proprio a nord di Stalingrado, reggendolo sino alla primavera successiva, quando la controffensiva sovietica (operazione Uranus, cui prese parte comandando l'ala settentrionale dello schieramento offensivo) ebbe inizio. Il 15 gennaio 1943 venne promosso colonnello generale, assumendo un mese dopo il comando del Fronte centrale. Il 28 aprile venne nuovamente promosso, questa volta a generale d'armata, prendendo parte, in luglio, alla battaglia di Kursk, nel corso della quale riportò una netta vittoria difensiva sulla 9° Armata tedesca. Dopo aver attraversato il Dnepr, penetrò nel settore nordorientale degli stagni di Pripet, mentre l'unità ai suoi ordini veniva ridenominata dapprima Fronte della Bielorussia (20 ottobre 1943), quindi 1° Fronte della Bielorussia (febbraio 1944). Il 24 giugno 1944 venne promosso maresciallo dell'Unione Sovietica, dando inizio il giorno stesso a una grande offensiva nel settore settentrionale. Dopo aver accerchiato i reparti della 9° Armata nella zona di Bobruisk (27 giugno), guidò così l'ala meridionale della tenaglia destinata a intrappolare nel settore di Minsk le forze della 4° Armata (3 luglio), lanciando quindi i suoi reparti, su colonne parallele, attraverso la Bielorussia. Occupò Lublino il 23 luglio e Brest-Litovsk il 28 luglio, raggiungendo il primo agosto la Vistola, poche miglia a sud di Varsavia, ove si arrestò in attesa di ricostituire le proprie linee di rifornimento, mentre in città i reparti tedeschi sopprimevano nel sangue l'insurrezione del generale Komorowsky. Il 16 novembre assunse, infine, al posto del dimissionato Zhakarov, il comando del 2° Fronte (attivo in Pomerania e nella Prussia Orientale contro le residue sacche di resistenza tedesche), incarico che mantenne sino al 10 giugno 1945, poco più di un mese dopo il termine del conflitto. Dopo la guerra fu comandante delle forze sovietiche in Polonia fra il 1945 e il 1949, divenendo successivamente maresciallo di Polonia e comandante in capo delle forze armate polacche, ministro della difesa e primo ministro polacco. Nel 1956, costretto a lasciare la Polonia, riparò a Mosca, ove ricoprì, fra il 1956 e il 1962, gli incarichi di ispettore capo delle forze armate e di viceministro della difesa, con una breve parentesi (fra il 1957 e il 1958) al vertice del distretto militare del Transcaucaso. Furono questi i suoi ultimi incarichi. Congedatosi, morì infatti a Mosca il 3 agosto 1968, a settantadue anni, venendo successivamente tumulato (insieme a Zhukov ed a Konev) nelle mura del Cremlino.

 
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