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Ivan Stepanovich Konev

Biografie

IVAN STEPANOVICM KONEV nacque a Lodeino, piccolo villaggio nei pressi di Kirov, ai confini della Siberia, il 28 dicembre 1897. Di famiglia contadina, lasciò presto il duro lavoro dei campi per arruolarsi, nel 1916, nell'artiglieria zarista, con la quale prese parte al primo conflitto mondiale, guadagnandosi in meno di un anno i galloni di sergente. Dopo la pace di Brest-Litovsk e la smobilitazione, si iscrisse al Partito comunista, entrando nell'Armata Rossa nel 1918. Commissario politico del treno corazzato n.102 (con il quale compì numerose ed efficaci incursioni in Siberia e nel Transbaikal) e del distretto di Nikolsk, scalò rapidamente i vertici delle neonate truppe sovietiche, ottenendo presto il comando di una propria brigata, sempre operante nel settore siberiano. Prese quindi parte alla soppressione della ribellione di Krondstadt e, dopo un altro periodo trascorso in Oriente, ancora come commissario politico, con il compito, fra l'altro, di contribuire a sedare i disordini in atto in Manciuria, si iscrisse, nel 1926, ai corsi dell'accademia militare Frunze. Fra il 1937 e il 1940, assunse, infine, in rapida successione, il comando di un Corpo d'armata in Bielorussia, del 57° corpo speciale nella Mongolia Esterna, e della neocostituita 2° Armata indipendente dell'Estremo Oriente Bandiera Rossa. Nel giugno del 1940 assunse, con il grado di tenente generale, il comando del distretto militare del Transbaikal, dal quale venne trasferito, nel gennaio del 1941, a quello del distretto militare del Caucaso Settentrionale, con incarico interinale. Dopo l'invasione tedesca passò, nel settore di Vitebsk, alla guida della 19° Armata (cui era affidata l'estrema difesa di Mosca), che lasciò il 12 settembre successivo per sostituire Timoshenko quale comandante in capo del fronte occidentale. Già il 10 ottobre, però, dopo le gravi sconfitte di Vyazma e Bryansk, venne rimosso e trasferito per un certo periodo al settore di Kalinin. Ritornato presso il fronte occidentale il 24 agosto 1942, lo lasciò nuovamente alla vigilia della grande offensiva d'inverno, venendo trasferito dapprima al settore nord-ovest, quindi, nel giugno del 1943, al comando del Fronte della Steppa, riserva strategica dei reparti operanti nella zona di Kursk, dove ebbe modo di dimostrare a tutti le sue qualità di comandante operativo. Promosso generale d'armata il 26 agosto 1943, il 20 ottobre venne trasferito al comando del 2° Fronte ucraino, divenendo, nel febbraio del 1944, Maresciallo dell'Unione Sovietica. Durante la cosiddetta "offensiva del fango" della primavera del 1944, con la possente avanzata lungo l'ansa del Dnepr, spezzò la resistenza della 1° Panzerarmee tedesca. Trasferito in maggio al comando del 1° Fronte ucraino, penetrò quindi in Bessarabia, in Polonia e nei Carpazi, conquistando in luglio Lublino, Sandomierz e la testa di ponte di Baranov, sulla Vistola, dove si attestò per l'inverno, in attesa di lanciare, nella primavera successiva, le proprie truppe su Leopoli, Przemysl, Breslau (conquistata il 15 febbraio 1945) e, oltre il Niesse, verso il cuore della Germania. Avanzò su Berlino da sud, attenendosi agli ordini di Stalin, che aveva deciso di riservare la preda più ambita a Zhukov. Attraversata la Forst penetrò quindi a Potsdam, Beelitz, Schoneberg e Wilmersdorf, prima di incontrarsi con le avanguardie di Zhukov a Ketzin e marciare verso l'Elba, per congiungersi con i reparti angloamericani. Al termine del conflitto assunse il comando delle forze di occupazione sovietiche in Austria e in Germania. Nel luglio del 1946 divenne comandante in capo delle forze sovietiche di terra, incarico che lasciò nel 1950 per quello di ispettore capo delle forze armate sovietiche, comandante del distretto militare della Transcarpazia (1952-1955), e responsabile della riorganizzazione delle forze armate della repubblica cecoslovacca. Nuovamente comandante in capo delle forze sovietiche di terra fra il 1955 e il 1956, in quell'anno divenne anche comandante in capo delle forze del neocostituito Patto di Varsavia. Caduto in disgrazia, nel 1960 venne trasferito all'ufficio ispettorato. Nonostante un breve ritorno in auge fra il 1961 e il 1962 (periodo durante il quale venne nominato comandante in capo delle forze sovietiche in Germania) questo trasferimento segnò la sua definitiva uscita di scena. Due volte Eroe dell'Unione Sovietica, si ritirò dal servizio nel 1964 con il titolo onorifico di ispettore generale del Ministero della difesa, morendo nella sua dacia di Arkangelskoe, presso Mosca, il 21 maggio 1973.

 
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