Ittiti - MondoStoria

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Ittiti

Storia > Storia antica > La Penisola Anatolica

Le origini
Gli Ittiti (o Hittiti) di origine indeuropea, comparvero in Anatolia agli inizi del Il millennio a.C. e si scontrarono con una popolazione autoctona insediata da più secoli, gli Hatti, e allo stesso tempo con le colonie commerciali assire stabilite dalla metà del III millennio a.C. nella regione.
L'invasione di popolazioni indeuropee comprese, oltre agli Ittiti, i Luviti o (Luvii) insediatisi a Sud, e i Palaiti, stanziatisi a Nord-Ovest. Gli Ittiti si stabilirono nella zona centrale.
Nella storia ittita si distinguono in genere due fasi:
un Regno Antico (1650-1430 a.C.) e un
Periodo Imperiale (1430-1200 a.C.) terminato con la sparizione dello stato.
Già dal XIX sec. a.C. l'Anatolia centrale era frazionata in un gran numero di principati ittiti.
Il paese fu riunificato da Anitta, come sappiamo da un testo trovato ad Hattusa. Hattusili I dovette affrontare ribellioni interne (guidate dai suoi figli) e combattere contro gli Urriti che, dopo essersi stanziati in Siria, avevano invaso i territori ittiti. Gli successe sul trono il figlio Mursili I (1620 a.C. circa), che conquistò il regno di Aleppo e, alleatosi con i Cassiti, prese Babilonia nel 1595 a.C., ma, prelevato il suo bottino, lasciò la regione a questi ultimi, per proseguire la lotta contro gli Urriti. Alla sua morte, avvenuta per una congiura, successe un periodo di circa mezzo secolo in cui il potere fu continuamente disputato tra i nobili, situazione a cui pose fine Telebinu (1525-1500 a.C.) con una politica di clemenza e una legislazione riguardante la successione (da cui veniva esclusa la nobiltà).
Urriti e Mitanni
I regni urriti e semiti della Mesopotamia settentrionale furono uniti in un vasto impero: quello di Mitanni, il cui processo di formazione ci é sconosciuto. I documenti ci attestano, nel sec. XV a.C., la presenza diffusa degli Urriti nella Mesopotamia del Nord. Essi si estendevano ad Est fino a Nuzi (città ad Est del Tigri) e ad Ovest fino a Ugarit, nella Siria settentrionale, sul Mediterraneo.
Questa popolazione né semita né indeuropea, guidata da una casta militare di origine indo-aria, proveniva dai monti a Nord dell'Assiria.
L'equilibrio egizio-mitannico
Una stele egiziana sull'Eufrate, del 1520 a.C. circa, attesta l'arrivo di una spedizione faraonica in queste zone. L'espansione verso Est della XVIII dinastia iniziata con Ahmosi I, che inseguiva gli Hyksos, proseguita con Amenofi I e Thutmosi I e II, ebbe una battuta d'arresto con Hashepsut, perché gli Egiziani non potevano mantenere il loro dominio su regioni così lontane senza uno sforzo militare costante. Ne approfittò il Mitanni che estendeva il suo dominio fino agli Zagros ad oriente, alla Siria settentrionale e al Tauro ad occidente. La sua espansione fu favorita anche dal declino della potenza ittita.
Lo scontro diretto fra Egitto e Mitanni avvenne a più riprese durante il regno di Thutmosi III, il quale ottenne brillanti vittorie (Meghiddo, Qatna, Aleppo, Karkemish) che non sfruttò appieno, permettendo all'avversario di adottare una tattica di guerriglia continuata per circa 20 anni. Alla fine pare che ci sia stato un trattato tra i due contendenti: nel 1440 a.C. si registra un avvicinamento tra le due corti, entrambe preoccupate del risorgere della potenza ittita.
L'impero ittita
Dopo Telebinu la successione dei re ittiti é molto confusa. Il susseguirsi di lotte civili per il potere aveva indebolito lo stato ittita e lo aveva reso vulnerabile agli attacchi delle potenze vicine, che non lo sopraffecero solo perché privi di coordinazione. Con il regno di Suppiluliuma, salito al trono nel 1380 a.C., lo stato ittita si avviò alla rinascita.
Dopo aver rinforzato l'esercito con l'adozione del carro da guerra, Suppiluliuma, in circa 20 anni di guerre, vinse tutti i suoi avversari e soprattutto il Mitanni. Gli strappò tutta la Siria durante tre campagne e ne prese la capitale: il regno di Mitanni scomparve sotto i colpi del re ittita e di cruente lotte intestine.

Il consolidamento e la pacificazione dell'impero ittita si ebbero solo con Mursili II, figlio cadetto di Suppiluliuma, che in dieci anni di guerre continue batté gli antichi avversari e gli Assiri, dandosi in seguito alla riorganizzazione dello stato. Alla fine del suo regno una tremenda pestilenza si abbatté sul paese degli Ittiti.
Il fatto più saliente del regno di Muwatalli, figlio e successore di Mursili II, fu lo scontro con l'Egitto, avvenuto presso Qadesh. Muwatalli impedì a Ramesse II di proseguire la sua avanzata, pur non riuscendo ad ottenere una vittoria completa.
Hattusili III, succeduto sul trono al fratello (1295 a.C.) dovette affrontare il problema delle ostilità con l'Egitto e della rinata potenza assira. Con il primo stipulò un trattato di pace (1284 a.C.).
I due avversari si impegnavano a rinunciare ad aggressioni e a mantenere un'alleanza difensiva reciproca. Con l'Assiria ci fu una lunga guerra, terminata con la sconfitta degli Ittiti per mano di Salmanassar I.
Il sovrano ittita successore di Hattusili III, Tudhalya IV, timoroso della potenza assira, strinse legami con l'Egitto.
La fine dell'impero ittita é da connettere con l'invasione dei Popoli del mare, che si abbatterono su tutto il territorio siro-palestinese e sull'Anatolia.
L'altopiano anatolico risulterà occupato dai Frigi, venuti forse dalla Tracia. Dell'impero ittita rimarranno solo staterelli sparsi qua e là che nei secc. IX e VIII a.C. saranno i centri di sopravvivenza della civiltà ittita, finché non diventeranno province assire.
Questi stati, detti neo-ittiti, situati nella Siria settentrionale, ci hanno lasciato i documenti detti impropriamente ittito-geroglifici, redatti in caratteri geroglifici, e in luvio, lingua affine all'ittito. In questi stati la popolazione ittita si fonderà con quella semitica, che si affermerà nella regione alla fine del II millennio.
L'amministrazione dello stato
L'organizzazione dell'impero ittita é di tipo feudale: l'aristocrazia ha una posizione di privilegio ed il re affida ai propri fedeli dei feudi ed ai principi i paesi soggiogati.
Le province sono amministrate da governatori nominati con decreto reale aventi poteri militari, civili e giuridici e responsabilità del culto.
Il re si riserva la direzione degli «affari esteri» ed esige tributi e assistenza militare da tutti.
Egli non amministra direttamente lo stato, ma é il capo militare e il giudice supremo.
La missione principale del sovrano é di ordine religioso. Egli é il sommo sacerdote e solo dopo la morte viene divinizzato. Per le sue funzioni egli deve guardarsi da ogni impurità ed il culto viene prima di qualsiasi altro affare: perfino di un battaglia in corso.
Figura preminente in campo politico e religioso é quella della regina, che conserva il suo potere anche se vedova ed é partecipe delle decisioni politiche del sovrano.
L'esercito annovera reparti di carri ben organizzati e un'efficiente fanteria, armata di lancia lunga e scudi oblunghi (a forma di otto).
La società
La massa della popolazione, essenzialmente contadina, era libera e lavorava alle dipendenze di un tempio o di un palazzo. Vi erano anche parecchi artigiani e schiavi, che avevano una situazione simile a quella della Mesopotamia. I grandi lavori servili, di cui il principale consisteva nel dissodamento delle terre incolte, spettavano ai prigionieri di guerra.
La religione
Il pantheon ittita era molto numeroso, perché ogni componente etnica vi aveva lasciato le sue tracce. Ogni regione dell'impero aveva i propri déi, che a volte erano forme locali di una medesima divinità. Il pantheon ittita era oltremodo misto: accanto agli antichissimi déi degli Hatti (come la dea solare e il dio della tempesta) vi erano divinità babilonesi ed urrite. Gli déi erano raggruppati in famiglie divine.
I templi, loro dimora, venivano sorvegliati anche di notte, perché l'accesso era solo per i privilegiati. Aiutavano il clero assistenti, più musici e cantori. Le regole erano severe e fondate soprattutto su pratiche d'igiene. La divinazione era molto importante.
La scrittura e la lingua
In Anatolia esistono due sistemi di scrittura contemporanei, uno cuneiforme e l'altro geroglifico. Riguardo al primo basti dire che gli Ittiti si servirono dei segni sumero-accadici per trascrivere vari dialetti indigeni.
Il sistema geroglifico, più complesso, fu inventato dagli Ittiti stessi.
Tale scrittura fu usata soprattutto nelle iscrizioni ufficiali e monumentali.
La letteratura
Molte composizioni letterarie sono quasi identiche alle parallele babilonesi (inni, scritti astrologici, epici, etc.).
Gli Ittiti disponevano di archivi ben tenuti ed avevano il senso della storia perché cercavano di comprendere le cause e le concatenazioni degli avvenimenti narrati e la psicologia dei personaggi.
Gli annali di Suppiluliuma, Mursili e Tudhalya e il rescritto di Telebinu sono le più antiche opere storiografiche che si conoscano. Ricordiamo poi un trattato sui cavalli di un veterinario di Mitanni, Kikkulli, comprendente l'addestramento, l'alimentazione, l'equipaggiamento, etc.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu