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Impero Romano d'Oriente

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Nel 330 l'imperatore romano Costantino il Grande trasferì la capitale dell'Impero romano da Roma a Bisanzio, la città situata sul Bosforo, a cavallo tra Europa ed Asia. Bisanzio fu dapprima ribattezzata come "Nuova Roma" poi come Costantinopoli.
 
L'Impero romano, per la sua grande estensione, era divenuto difficilmente governabile. Alla morte di Teodosio (395) l'Impero fu diviso in due parti: un Impero d'Occidente, con capitale prima a Milano e poi a Ravenna, e un Impero d'Oriente con capitale a Costantinopoli. L'Impero d'Oriente comprendeva alcune tra le più ricche e floride province dell'Impero Romano: l'Asia minore, la Grecia, la Siria, l'Egitto.
Il 476 segna la data tradizionale della fine dell'Impero d'Occidente, caduto sotto i colpi delle invasioni barbariche dopo due secoli di inarrestabile declino. L'Impero d'Oriente, geograficamente meno esposto alle invasioni barbariche e dotato di una struttura economica e politica più solida, sopravvisse.
Nel 527 Giustiniano divenne Imperatore d'Oriente. Il suo sogno era quello di riportare alla sua antica grandezza l'Impero Romano riconquistando le terre d'Occidente, occupate dai barbari. Sotto il comando del generale Belisario, l'esercito imperiale strappò l'Africa settentrionale ai Vandali (533), la Spagna meridionale ai Visigoti (544) e l'Italia agli Ostrogoti. La guerra per la riconquista dell'Italia fu durissima e durò diciotto anni, dal 535 al 553.
Giustiniano fu anche un grande legislatore. Egli volle che fossero riordinate le antiche leggi romane, attraverso un monumentale lavoro di ricerca affidato ai più celebri giuristi dell'epoca. Videro così la luce opere giuridica di valore universale: il Digesto, le Istituzioni, il Corpus Iuris Civilis, che costituì - e per molti aspetti costituisce tuttora - la base degli ordinamenti giuridici delle epoche successive. Giustiniano ordinò anche la costruzione della chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli, che fu definita "la più bella chiesa del mondo".
Nel 568, tre anni dopo la morte di Giustiniano, l'Italia fu invasa dai Longobardi. I bizantini non riuscirono ad arginare l'invasione, ma mantennero il controllo di alcune aree della penisola: la Romagna, le Marche, l'Umbria, il Lazio, la Liguria, la Calabria, la Puglia, la Sicilia, la Sardegna nonché le coste venete, campane e lucane.

La minaccia più pericolosa per l'Impero proveniva però dall'Oriente: nel 626 i Persiani, dopo aver conquistato l'Asia minore, assediarono Bisanzio. L'attacco fu respinto energicamente dall'imperatore Eraclio (610-641) che sconfisse ripetutamente i Persiani riconquistando i territori perduti. L'Impero non poté però resistere agli Arabi, che dilagarono nel Medio Oriente e nell'Africa settentrionale.
L'Impero d'Oriente perdeva così buona parte dei suoi territori. Bisanzio controllava però ancora l'Asia minore, la Grecia e una parte dell'Italia. Persa ormai ogni velleità di impero universale, si andava accentuando il carattere orientale dell'Impero. Eraclio adottò il greco come lingua ufficiale, ponendo fine al bilinguismo greco-latino e lo stesso imperatore assunse il titolo greco di "Basileus".
Anche la Chiesa orientale si andava allontanando da quella occidentale. Nel 726 l'imperatore Leone III Isaurico entrò in contrasto con il Papa allorché proibì la venerazione, ritenuta pagana, delle immagini sacre e ne ordinò la distruzione; da allora i rapporti tra Roma e Bisanzio furono sempre critici culminando, tre secoli più tardi, nella scisma tra la Chiesa occidentale e quella orientale, che segnò la nascita della religione ortodossa.
Placatesi la spinta espansionistica islamica l'Impero conobbe una fase di ripresa, ma fu minacciato dagli Slavi e dai Bulgari che si erano insediati nei Balcani. Nel 1018, dopo anni di guerra, l'imperatore Basilio II (976-1025) riuscì a sottomettere i Bulgari.
Le ingenti spese militari e la corruzione interna avevano però sgretolato la struttura economica e politica dell'Impero. L'esercito bizantino fu annientato dai turchi selgiuchidi nella battaglia di Manzikert (1071) e da allora l'Impero fu impegnato in una costante lotta contro i turchi per il controllo dell'Anatolia. Nello stesso anno, con la conquista normanna di Bari, scompare l'ultimo dominio bizantino in Italia.
Nel frattempo le repubbliche marinare di Venezia e Genova, interessate al controllo dei traffici con l'Oriente, erano penetrate nei punti strategici dell'Impero. Nel 1204 la IV Crociata fu deviata dai Veneziani verso Costantinopoli, che fu messa a sacco. L'impero cadde nelle mani dei crociati, che lo spartirono in piccoli stati sotto la platonica guida di un imperatore latino. Solo nel 1261 la riscossa bizantina segnò la rinascita dell'Impero d'Oriente.
Nel XIV secolo l'Impero perse progressivamente territori sotto la pressione turca ad est e quella serba ad ovest. Già alla fine del secolo l'Impero era ridotto ormai alla sola capitale; nel 1453 i turchi sferrarono l'attacco decisivo, assediando e conquistando Costantinopoli. L'impero bizantino scompariva per sempre dalla storia.

 
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