Hasso von Manteuffel - MondoStoria

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Hasso von Manteuffel

Biografie

HASSO ECCARD VON MANTEUFFEL nacque a Potsdam, presso Berlino, il 14 gennaio 1897 in una famiglia di solide tradizioni militari. Come richiesto dal suo status, nel 1908 entrò alla scuola per cadetti di Naumburg, passando tre anni dopo all'accademia di Berlino-Lichterfelde. Dichiarato inabile al servizio attivo allo scoppio del primo conflitto mondiale, nel 1916 dopo avere superato un esame di abilitazione, riuscì infine ad essere ammesso ( con il grado di sottotenente ) dapprima nel prestigioso 3° reggimento ussari del Brandeburgo (von Zeiten), quindi nella 6° divisione di fanteria (del quale il 5° squadrone del 3° reggimento ussari faceva parte), con cui prese parte, fra le altre, alle battaglie di Verdun e della Somme. Nel novembre del 1918 prese parte alla difesa dei ponti sul Reno, presso Colonia, quindi, dopo la stipula dell'armistizio, passò dapprima nel Freikorps von Oven, a Berlino, e successivamente ( come comandante di squadrone ) nel 3° reggimento di cavalleria della neonata Reichswher. Il primo febbraio 1930, promosso tenente, venne trasferito al comando dello squadrone tecnico sempre del 3° reggimento di cavalleria passando, il primo ottobre 1932, al comando di uno squadrone del 17° reggimento di cavalleria, a Bamberga. Il primo aprile 1934 venne promosso capitano e il primo ottobre dello stesso anno destinato ( insieme a due squadroni del 17° reggimento ) al 2° battaglione fucilieri motorizzati, di stanza ad Eisenach. Nel dicembre del 1935 passò alla 2° Panzerdivision, all'interno della quale ricoprì, fra il 1936 e il 1937, l'incarico di ufficiale istruttore. Il primo marzo 1937 ( su richiesta di Guderian ) venne trasferito al neocostituito ispettorato generale delle truppe corazzate e il primo febbraio 1939 al comando dello staff direttivo della scuola per truppe corazzate di Berlino-Krampnitz. Solo nel novembre del 1940 assunse il primo comando operativo, presso il 7° reggimento fucilieri della 7° Panzerdivision. Dopo un breve periodo trascorso in Francia, con questa unità prese parte all'operazione Barbarossa, inquadrato all'interno del XXXIX Panzerkorps, Panzergruppe 3. Gruppo d'armate Centro (von Bock). Il 21 agosto 1940 passò al 6° reggimento, sempre all'interno della 7° Panzerdivision. Promosso colonnello il primo ottobre, il 27 novembre venne insignito della Ritterkreutz (Croce di cavaliere) per la conquista e l'occupazione dei ponti di Lepel, sulla Beresina, passaggio obbligato per l'approccio a Mosca. Il 15 luglio 1942 venne trasferito al fronte nordafricano, ove rimase sino all'aprile 1943 come comandante divisionale. Il 20 agosto del 1943 ritornò quindi sul fronte orientale, con il grado di maggiore generale (ricevuto il primo maggio) e l'incarico di comandante della 7° Panzerdivision, inquadrata all'interno del XLVIII Panzerkorps, 4° Panzerarmee (Hoth). In novembre fu fra i protagonisti della riconquista di Zitomir, per la quale fu insignito delle Fronde di quercia. Il 19 gennaio 1944 passò al comando della Panzergrenadierdivision Grossdeutschland, ricevendo il primo febbraio successivo i gradi di tenente generale e il 22 febbraio aggiunse le spade alla Croce di cavaliere, per i successi riportati nel settore di Radomyshl (saliente di Kiev). In agosto, respinto verso la Romania dalla sempre crescente pressione sovietica, venne trasferito, insieme al suo reparto, al settore nord del fronte (Prussia orientale). Promosso il primo settembre General der Panzertruppen, pochi giorni dopo venne trasferito alla 5° Panzerarmee, impegnata in Francia a contrastare l'avanzata delle forze angloamericane. Con la 5° Panzerarmee combatté per oltre un mese nel settore di Luneville e, successivamente, in Lorena. Intorno alla metà di ottobre, venne quindi richiamato in patria in vista del lancio della controffensiva delle Ardenne. Nonostante il fallimento di quest'ultima, il 18 febbraio 1945 ricevette i diamanti alla sua Croce di cavaliere, venendo nuovamente trasferito, il 2 marzo successivo, sul fronte orientale, questa volta alla testa della 3° Panzerarmee, già di Erhard Rauss. Incalzato da vicino dalle forze sovietiche, il 19 marzo abbandonò Stettino, guidando poi la lenta ritirata dei reparti posti ai suoi ordini verso occidente, attraverso la Pomerania e il Mecklenburgo, e arrendendosi, l'8 maggio 1945, solamente alle sopraggiungenti forze dell'8° divisione di fanteria Usa. Prigioniero di guerra sino al settembre del 1947, venne successivamente rilasciato senza che alcuna accusa gli venisse mai mossa. Si diede quindi a un'intensa vita pubblica (che lo vide impegnato anche in politica) e letteraria. Morì a Diessen, sull'Ammersee, il 28 settembre 1978.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu