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Günther von Kluge

Biografie

Günther von Kluge nacque a Poznan, in Prussia, il 30 ottobre 1882, nella famiglia di Max Kluge, ufficiale dell'esercito imperiale nobilitato dal kaiser nel 1913. Nonostante l'orgoglio del padre, la famiglia non vantava, però, particolari tradizioni militari, fatto che, in una certa misura, rallentò i primi passi della sua carriera militare. Entrato, insieme a Wilhelm Keitel, nel reggimento di artiglieria da campagna della Bassa Sassonia, nel 1901, attese quindi sette anni per essere ammesso, nel 1908, ai corsi dell'accademia militare e altri due per entrare a far parte dello stato maggiore generale dell'esercito. Capitano sul fronte occidentale, combatté con onore durante il primo conflitto mondiale, riuscendo, nel 1918, una volta terminate le ostilità, a entrare nella Reichswehr. Colonnello nel 1930, maggiore generale nel 1933, tenente generale nel 1934, nell'aprile di quell'anno assunse il comando della 6° divisione di artiglieria (in seguito Wehrkreis VI), di stanza a Munster. General der artillerie nel 1937 e comandante del VI Corpo d'armata, il primo dicembre del 1938 assunse il comando della 6° Armata, a Hannover, ridenominata, dopo lo scoppio del secondo conflitto mondiale, 4° Armata. Sempre nel 1938, prese inoltre parte all'occupazione dei Sudeti, prima di essere messo forzosamente in congedo (insieme ad altri quindici generali, fra i quali Keitel. Blomberg e Fritsch) a causa della sua non infondata fama di "dissidente" e della sua scarsa accondiscendenza verso il regime. Pochi giorni prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale venne però richiamato in servizio e reintegrato nel comando della 4° armata, con la quale prese parte alle campagne di Polonia (con il Gruppo d'armate Nord di von Bock, meritandosi la Ritterkreutz), Fiandre (con il Gruppo d'armate Nord di von Rundstedt e il controllo operativo, fra l'altro, del Panzerkorps Hott, punta avanzata dello schieramento offensivo tedesco, meritandosi il bastone di feldmaresciallo), Francia e Russia (con il Gruppo d'armate Centro, ancora di von Bock, e con la più potente delle undici armate a disposizione di quest'ultimo). Sul fronte orientale operò in Ucraina, a Smolensk e a Vyasma, anche se il suo nome è legato soprattutto all'attacco sferrato contro Mosca, negli ultimi giorni dell'ottobre del 1941, e fermato dalle massicce forze del generale Yefremov solo dopo una strenua resistenza. A metà dicembre del 1941 succedette a von Bock quale comandante del Gruppo d'armate Centro. Nonostante le difficoltà (non ultimi i rapporti da sempre tesi con il suo ex subordinato Guderian, ora divenuto ispettore generale delle truppe corazzate), mantenne l'incarico, dapprima cercando di spingere le sue esauste truppe verso Mosca, quindi, dopo la sconfitta di Stalingrado, tentando di contenere i massicci contrattacchi sovietici, sino al 27 ottobre 1943, quando un grave incidente d'auto lungo la strada Mosca-Minsk lo costrinse a cedere il comando al generale Busch e ad andare in convalescenza. Rientrò nei ranghi il 1 luglio 1944, come comandante in capo delle forze operanti sul fronte occidentale (OB West), al posto del feldmaresciallo von Rundstedt, sommariamente rimosso dall'incarico. A seguito del ferimento di Rommel, il 17 luglio successivo, di fronte all'inerzia dei vertici di Berlino, assunse il comando interinale anche del Gruppo d'armate B, in Normandia. La situazione sul campo era, però, a questo punto, disperata, e la Germania ormai agitata dai torbidi della ribellione delle forze armate. Il suo atteggiamento ambiguo indusse molti a sospettare un coinvolgimento nel fallito attentato di Stauffenberg, e questo fu l'inizio della sua rovina. La rimozione dai comandi, il 12 (o, secondo altre fonti il 15) agosto del 1944, segnarono la fine della sua carriera. Richiesto di presentarsi a rapporto il 16 agosto, il 18 lasciò la zona di operazioni, suicidandosi, infine, il 19 agosto, a Valmy, in Francia.

 
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