Gubbio - MondoStoria

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Gubbio

Borghi > Umbria

Icona tra le più note dell'Italia medievale, nella quale l'architettura si fa spettacolo del potere, Gubbio conobbe la floridezza già in età romana (come attesta a presenza dell'imponente teatro risalente al I secolo d.C.), diventando nel Medioevo un potente comune il cui simbolo è rappresentato dalla scenografica razza Grande, sulla quale si fronteggiano le due sedi delle magistrature cittadine, quella del Podestà e quella dei Consoli. La piazza nasce nel Trecento, al culmine dello splendore eugubino (prossimo peraltro a tramontare), con l'apertura di una Vasta platea artificiale su possenti arconi. Il progetto si arresta però alla metà del secolo con l'interruzione della costruzione del Palazzo pretorio, la cui parte edificata consiste di tre grandi sale sovrapposte con volte a crociera e pilastro centrale, alle quali è stato aggiunto un completamento ottocentesco, mentre il lato opposto della piazza è chiuso dal grandioso palazzo dei Consoli, uno dei più begli edifici pubblici italiani, al quale dà accesso una scala ricostruita nell'Ottocento. Una piccola cappella al pianterreno di quest'ultimo edificio conserva le celebri Tabulae Eugubinae, tra le più importanti testimonianze epigrafiche relative all'antichità italica, costituite da sette tavolette bronzee di varie dimensioni che recano iscrizioni in lingua umbra, redatte quattro in caratteri etruschi (III-II sec. a.C.), due latini (II-I) e una misti: al piano nobile è invece ospitata la Pinacoteca comunale, con reliquiari duecenteschi e dipinti di maestri locali tre-quattrocenteschi. Dopo aver esercitato la propria influenza su un ampio territorio, Gubbio soccombe nel 1384 ai Montefeltro: paradossalmente, il progressivo isolamento della città dalle maggiori direttrici politiche e commerciali ne ha preservato quel carattere medievale che è oggi una delle sue maggiori attrattive. A quel periodo risale l'edificazione del Palazzo ducale, evoluzione in perfette forme rinascimentali dell'originario Palazzo comunale, voluta da Federico di Montefeltro e attribuita a Francesco di Giorgio Martini (1476-80). Di fronte al portale, che immette nell'elegante cortile d'onore, si apre la facciata del duomo, le cui forme gotiche risalgono alla ricostruzione trecentesca dell'antica cattedrale romanica. Dal duomo una strada erta e sterrata, con molti tornanti, conduce in circa 4 km alla vetta del monte Ingino (m 827), dove si trova la cinquecentesca basilica di Sant'Ubaldo, patrono di Gubbio: è la strada percorsa a rotta di collo il 15 maggio dai partecipanti alla famosa corsa dei Ceri, che muove dal palazzo dei Consoli.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu