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Gerace

Borghi > Calabria

Arroccata su una rupe di arenarie mioceniche all'estremità sud-orientale del lungo tavolato che unisce le Serre dell'Aspromonte, Gerace fu fondata intorno al VII secolo dai profughi della vicina colonia greca di Locri Epizefiri, rifugiatisi nell'entroterra per sfuggire alle distruzioni operate dai Saraceni. Sorse così Hagia Kyriaki (Santa Ciriaca), nome che la tradizione popolare accostò poi al diminutivo ieràkion (falchetto), dando origine all'attuale toponimo: la distanza dal mare, circa una decina di chilometri, e la protezione della santa non impedirono tuttavia nuovi saccheggi, come quello cui la città fu sottoposta nel 986. Diocesi tra le più antiche della Calabria, evolutasi senza soluzione di continuità dall'antica Locri, Gerace testimonia questa sua nobiltà storica con un numero impressionante di edifici sacri, conventi e monasteri, che le hanno valso il titolo di "città santa" e l'hanno arricchita di cultura e spiritualità. Suo fiore all'occhiello è il più importante luogo di culto della regione, la cattedrale, consacrata nel 1045 e una seconda volta nel 1222 alla presenza di Federico II, ma in seguito più volte rimaneggiata a causa dei numerosi terremoti che ne hanno pregiudicato la struttura. Luminoso edificio romanico-bizantino ( nell'VIII secolo Gerace fu aggregata al patriarcato di Costantinopoli insieme a tutte le altre diocesi della Calabria ) essa si presenta con una severa facciata di ispirazione lombarda che introduce a un grandioso interno basilicale scandito da venti colonne classiche di reimpiego, provenienti dagli antichi templi di Locri. Candide e spoglie, le tre navate si concludono in altrettante absidi cilindriche e celano sotto al transetto una cripta a croce greca con colonne di epoca romana, le cui origini paiono risalire al primitivo edificio di culto (VIII secolo), edificato direttamente sulla nuda roccia. Fulcro devozionale della chiesa è la cinquecentesca cappella della Madonna della Deitria (dal greco Odigítria, "colei che mostra il cammino"), che accoglie una venerata statua marmorea trecentesca di scuola pisana. Il percorso storico-artistico cittadino contempla una sosta anche alla chiesa di San Francesco, eretta nel 1252 in pure linee gotiche, con portale di ispirazione arabo-normanna e fastoso altar maggiore seicentesco in marmi policromi intarsiati, che costituisce uno dei più alti documenti del barocco calabrese: adiacente a questa sorge la chiesetta di San Giovannello, a capanna, piccolo gioiello bizantino-normanno del X-XI secolo.


 
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