Georgij Kostantinovich Zhukov - MondoStoria

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Georgij Kostantinovich Zhukov

Biografie

Il futuro maresciallo Georgij Koastantinovich Zhukov nacque a Strelkovka, vicino a Kaluga, a un centinaio di chilometri da Mosca, il 2 dicembre 1896. Di umili origini, lavorò come calzolaio e conciatore prima di arruolarsi, allo scoppio del primo conflitto mondiale, nel prestigioso reggimento polacco di cavalleria di Novgorod, nella 10° divisione di cavalleria dell'Armata zarista. Più volte decorato (due croci di San Giorgio), promosso sul campo e ferito in azione, nei giorni della rivoluzione di primavera del 1917, venne nominato delegato del soviet reggimentale. Nel 1918 entrò nell'Armata Rossa, combattendo la guerra civile nella 1° Armata di cavalleria. Comandante di reggimento nel 1923, frequentò i corsi regolari della scuola di cavalleria nel 1925 e i corsi superiori della stessa scuola nel 1930. Fra il 1929 e il 1930 frequentò inoltre i corsi di comando presso l'accademia militare Frunze. Dopo aver contribuito, fra l'altro, alla revisione del manuale operativo per le forze di cavalleria, nel 1935 venne nominato vicecomandante delle truppe del distretto militare della Bielorussia, e nel 1938 comandante della 4° divisione di cavalleria, già allora unità d'élite dell'esercito sovietico. Il primo giugno 1939 fu destinato al comando della 2° Armata indipendente dell'Estremo Oriente Bandiera Rossa, impegnata in una mai dichiarata guerra di confine con le forze giapponesi stanziate in Manciuria. Eroe dell'Unione Sovietica dopo la schiacciante vittoria di Khalkhin Gol (agosto 1939), il 7 maggio 1940 venne promosso generale d'armata e chiamato ad assumere il comando del distretto militare di Kiev, veste in cui pianificò e realizzò, in giugno, l'invasione della Bessarabia e della Romania, prima di diventare, in dicembre, capo di stato maggiore generale. Nel 1941, all'inizio delle ostilità con la Germania, a causa di violenti contrasti con Stalin, venne rimosso dall'incarico e assegnato al comando delle forze di riserva, impegnate nella difesa del cruciale saliente di Yelnya, a 150 km da Mosca. Trasferito per un breve periodo al pericolante Fronte di Leningrado, l'11 ottobre ritornò al Fronte centrale per sostituire Konev, arrestando l'offensiva tedesca e lanciando, fra il dicembre e il maggio 1942 un primo, massiccio contrattacco. Il 26 agosto 1942 divenne vicecomandante supremo dell'Armata Rossa, entrando il giorno successivo a far parte della Stavka, il supremo organismo militare del paese. In questa duplice veste fu quindi coinvolto nella pianificazione di tutte le principali operazioni belliche e nella realizzazione di molte di esse. Assunse così, fra le altre, la direzione della vittoriosa resistenza nel settore di Stalingrado e della controffensiva lanciata nello stesso settore nell'inverno 1942-1943 (operazione Uranus), il coordinamento degli attacchi che, sul Fronte di Kalinin, contribuirono a inchiodare le riserve tedesche, rendendo possibile il successo di Uranus, la pianificazione (insieme a Voroshilov) del doppio accerchiamento di Leningrado e Volkhov, completato il 18 gennaio 1943 (operazione che gli valse la nomina a maresciallo) e la responsabilità della pianificazione e dell'esecuzione della campagna di Kursk, punto di svolta del conflitto sul fronte orientale. Responsabile della pianificazione generale delle operazioni che condussero alla liberazione di Kiev, nel novembre del 1943, dopo la morte di Vatutin, assunse il comando del 1° Fronte ucraino, contribuendo allo sfondamento del fronte sud tedesco; diresse quindi le operazioni contro il Gruppo d'armate Centro tedesco delle forze del Fronte della Bielorussia di Rokossovsky, che avrebbe rilevato nel novembre del 1944. Da tale data iniziò infine la sua lenta avanzata su Berlino, un'avanzata contrastata da violenti dissapori e soggetta alle pesanti interferenze di un onnipresente Stalin, ma che il 2 maggio 1945, dopo quindici giorni di continui assalti, portò alla caduta della capitale tedesca. Nell'aprile del 1946, dopo aver ricoperto per circa un anno l'incarico di comandante delle forze di occupazione sovietiche in Germania, venne richiamato in patria e nominato comandante in capo delle forze sovietiche di terra. Tre mesi dopo la nomina. però, anche a causa della fama raggiunta, venne allontanato da Mosca e assegnato a incarichi di scarsa importanza dapprima nella zona di Odessa e quindi, dopo l'espulsione dal comitato centrale del Pcus, in quella degli Urali. Alla morte di Stalin, nel 1953, rientrò a Mosca, venendo nominato, nel 1955, ministro della Difesa, incarico che mantenne sino alla brusca rimozione del 26 ottobre 1957. Ritiratosi a vita privata, nel 1966 fu insignito dell'Ordine di Lenin, suo ultimo riconoscimento pubblico. Entrato definitivamente nell'ombra, morì a Mosca il 18 giugno 1974.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu