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George Smith Patton

Biografie

GEORGE SMITH PATTON nacque l'11 novembre 1885 a San Gabriel (California) in un'influente famiglia di lontane origini giacobite. Seguendo le orme del padre e del nonno, si iscrisse dapprima al Virginia Military Institute di Lexington, quindi, nel 1904, all'accademia militare di West Point, dove si diplomò nel 1909. Entrato in cavalleria si distinse sia per meriti sportivi (fu quinto nella prova di pentathlon moderno ai giochi olimpici di Stoccolma del 1912) sia per le qualità militari. Durante il primo conflitto mondiale, la carriera del giovane capitano, aiutante di campo di Pershing, progredì rapidamente. Dopo aver rifiutato il comando di un battaglione di fanteria, assunse, in rapida successione, prima quello del neocostituito Tank Corps, poi quello della 304° brigata corazzata, con la quale ebbe il battesimo del fuoco durante la battaglia di Arras. Venne gravemente ferito durante la battaglia di Meuse-Argonne, e fu insignito di Distinguished Service Cross, Distinguished Service Medal, Silver Star e Purple Heart, raggiungendo il grado di tenente colonnello alla fine del conflitto. Rientrato in patria, venne subito destinato al Tank Center di Camp Meade, nel Maryland, dove ebbe modo di stringere una solida amicizia con il giovane Eisenhower. Fra i numerosi incarichi che ricoprì in seguito, possono essere ricordati quello presso lo stato maggiore di McArthur, nel 1932; i due periodi trascorsi alle Hawaii; i tre turni di comando presso i reparti della 3° divisione di cavalleria; il periodo trascorso al War Department di Washington D.C. Nel luglio 1940 venne aggregato alla 2° Armored Division. Promosso brigadiere generale il primo ottobre dello stesso anno, tre mesi dopo assunse il comando della 2° Armored Division. Nel gennaio del 1942 si vide affidare il comando del 1° Corpo d'armata corazzato. Dopo l'occupazione del Marocco passò in Tunisia, assumendo, nel marzo del 1943, il comando del 2° Corpo, malamente sconfitto a Kasserine pochi giorni prima. Grazie a una rigida disciplina riuscì a risollevare il morale delle truppe e a guidarle alla vittoria nei duri scontri in Tunisia. Dopo lo sbarco in Sicilia del luglio seguente, guidò la 7° Armata dapprima verso Palermo, quindi su Messina, per ricongiungersi con le forze dell'8° Armata britannica di Montgomery, verso il quale nutriva un ben noto e ricambiato astio. Le critiche cui fu fatto segno per i comportamenti tenuti durante la campagna (in primo luogo per aver schiaffeggiato dinanzi a testimoni, in un ospedale militare, alcuni soldati ricoverati per esaurimento nervoso, atto per il quale dovette in seguito porgere pubbliche scuse) condussero alla sua rimozione dal comando e fecero sì che, in un primo momento, il suo nome non venisse incluso nell'elenco dei comandanti incaricati di portare avanti il previsto attacco in Europa. All'inizio del 1944 venne comunque chiamato alla guida della 3° Armata, in Gran Bretagna. Sbarcò in terra francese il 6 luglio seguente, entrando in linea il 12 agosto. Abile a sfruttare lo sfondamento operato dalla 1° Armata nel settore di Avranches, proiettò quindi le forze al suo comando a ovest verso Brest, e a est verso la Senna e la Lorena, prima di essere arrestato ( agli inizi di settembre, in vista di Metz e di Nancy ) dalla scarsità di rifornimenti e carburante e dalla resistenza nemica. Il 16 dicembre, mentre si accingeva a dare inizio alla lungamente progettata invasione della Saar, venne chiamato in soccorso delle forze intrappolate nel settore delle Ardenne dall'offensiva tedesca. Anche in questo caso, il suo contributo si rivelò essenziale, in particolare per soccorrere i reparti bloccati all'interno della sacca di Bastogne. Fra il gennaio del 1945 e il febbraio successivo fu quindi impegnato sulla Linea Sigfrido. Dopo lo sfondamento della metà di febbraio, trascinò le truppe in una nuova, rapida avanzata attraverso l'Eifel e la Mosella, verso il Reno e Coblenza. Nella notte fra il 22 e il 23 marzo attraversò il Reno, mentre le sue forze dilagavano, occupando Francoforte tre giorni dopo. La promozione al grado provvisorio di generale a quattro stelle ( il 15 aprile ) non arrestò la sua avanzata attraverso Germania meridionale, Austria e Cecoslovacchia. Dopo il termine delle ostilità venne nominato governatore militare della Baviera. Già in ottobre, comunque, le sue critiche alla politica di denazificazione voluta dalle autorità e all'atteggiamento da queste tenuto nei riguardi degli alleati sovietici, portarono alla sua rimozione dall'incarico. Il 10 dicembre 1945, a Mannheim, rimase vittima di un incidente stradale, e a causa delle ferite riportate morì dieci giorni più tardi, il 21 dicembre 1945, nel vicino ospedale di Heidelberg.

 
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