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Friederich Paulus

Biografie

FRIEDERICH PAULUS nacque il 23 settembre 1890 a Breitenau, nell'Assia settentrionale, in una famiglia di impiegati. Entrato nel 1910 nell'esercito prussiano, Paulus, dopo aver tentato di entrare in marina e di divenire avvocato, scelse la carriera del soldato di professione e, tra il 1914 e il 1918, prese parte alla prima guerra mondiale combattendo sia sul fronte occidentale sia su quello orientale, dapprima come aiutante e in seguito come ufficiale di stato maggiore. Al termine del conflitto Paulus (dopo aver partecipato, anche se senza rilievo, alle lotte dei Freikorps) rimase nella Reichswehr e, dal 1935, nella Wehrmacht, dove ricoprì diversi incarichi di comando e di stato maggiore tra il 1920 e il 1939. Tra l'altro divenne tenente colonnello nel 1934 e, nel 1935, nominato colonnello fu capo di stato maggiore di generali come Guderian e Hoepner, sotto il cui comando prese parte alla formazione delle truppe corazzate tedesche con l'incarico di capo di stato maggiore delle truppe motorizzate. Nominato generale di brigata (Generalmajor) nel gennaio del 1939, divenne capo di stato maggiore della 10° Armata (comandata dal generale Walter von Reichenau), con cui prese parte alla campagna contro la Polonia nel 1939. Nell'ottobre del 1939 la 10° Armata venne ridenominata 6° Armata e fu trasferita al fronte occidentale dove, nel maggio 1940, prese parte all'attacco contro la Francia e il Belgio operando dapprima in direzione della Mosa e, in seguito, nelle Fiandre e sulla Somme fino alla Senna. Pochi mesi dopo la fine della campagna in occidente, il 3 settembre 1940, Paulus venne nominato capo dell'Ufficio operazioni dello stato maggiore dell'esercito e, come tale, divenne vicecapo di stato maggiore sotto il generale Franz Halder. Con questa funzione Paulus fu uno dei principali protagonisti della preparazione dei piani relativi all'attacco contro l'Unione Sovietica, oltre che una figura di primo piano della condotta della guerra sia contro la Jugoslavia sia in Africa settentrionale, dove a fianco di Rommel supervisionò il fallito attacco contro Tobruk dell'aprile-maggio del 1941. Il 30 dicembre del 1941 Paulus succedette a Reichenau al comando della 6° Armata, distinguendosi nei mesi seguenti per la difesa delle posizioni sul Donetz e nella zona di Kharkov. Decorato con la croce di cavaliere nel maggio del 1942, il 30 novembre seguente venne nominato generale d'armata (Generaloberst), dopo che nell'estate precedente aveva preso parte alla nuova offensiva tedesca in Unione Sovietica e, in particolare, aveva condotto le operazioni per la conquista di Stalingrado. In questa occasione Paulus commise l'evidente errore di sguarnire i fianchi dell'armata per alimentare con truppe fresche gli attacchi contro la città, facilitando quindi il successivo sfondamento sovietico e l'accerchiamento delle sue forze. Accerchiato a Stalingrado il 23 novembre del 1942, nel dicembre seguente Paulus assunse un atteggiamento ambiguo che fu ulteriormente mascherato dai resoconti diffusi dopo la guerra. Nonostante egli abbia messo in evidenza il fatto che fu Hitler a proibire uno sfondamento verso sud della 6° Armata, e quindi la sua ricongiunzione con la 4° Panzerarmee e l'abbandono di Stalingrado, in effetti risulta che egli si rifiutò in più occasioni di tentare una simile operazione nonostante le sollecitazioni del comandante della 4° Panzerarmee, generale Hoth, e di alcuni dei suoi sottoposti. Dopo che ogni possibilità di soccorso era svanita, nel gennaio del 1943 Paulus chiese a Hitler il permesso di arrendersi; questi non solo lo negò, ma ordinò che la 6° Armata tenesse le sue posizioni "fino all'ultimo soldato e all'ultima cartuccia". Paulus venne nominato feldmaresciallo nel gennaio del 1943, pochi giorni prima di arrendersi ( primo ufficiale di tale grado nella storia tedesca ) il primo febbraio seguente. In prigionia Paulus assunse un atteggiamento del tutto nuovo (e che gli avrebbe inimicato gran parte dell'opinione pubblica tedesca) a seguito del fallito attentato contro Hitler del 20 luglio 1944. Infatti, egli entrò a far parte dell'"Unione degli ufficiali tedeschi", che insieme al "Comitato per la libertà della Germania" formò l'organizzazione " Libera Germania" che, sotto la regia sovietica, si adoperò nella propaganda antinazista e contro la guerra. Dopo aver testimoniato nel corso del processo di Norimberga nel 1946. Paulus rimase in mani sovietiche fino al 1953 quando, dopo essere stato liberato, si trasferì nella Repubblica Democratica Tedesca stabilendosi a Dresda. Qui morì il primo febbraio del 1957.

 
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