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Fridolin Von Senger Und Etterlin

Biografie

FRIDOLIN VON SENGER UND ETTERLIN nacque a Waldshut, nel Württemberg, il 4 settembre 1891. Proveniente da una famiglia della piccola nobiltà di Bamberga, completò regolarmente gli studi superiori prima di prestare servizio, fra il 1910 e il 1911, presso il 76° reggimento di artiglieria da campagna del Baden. Provando scarsa attrazione per il mestiere delle armi, al termine della ferma si trasferì in Gran Bretagna, a completare la propria formazione presso il St. John's College di Oxford, ove soggiornò sino allo scoppio del primo conflitto mondiale. Richiamato in patria, prestò servizio dapprima come ufficiale d'artiglieria sul fronte occidentale, successivamente, al termine delle ostilità, come tenente nello stato maggiore del 14° Corpo d'armata della riserva. Nel 1919, arruolatosi volontario nei Landjäger prese parte alla campagna contro l'insurrezione comunista in Sassonia, poco prima di entrare, l'anno successivo, nella scuola di cavalleria della Reichswehr. Fra il 1922 e il 1934 salì regolarmente i gradini della gerarchia all'interno del 3° reggimento di cavalleria. Capitano nel 1927, nel 1934 fu promosso maggiore e trasferito temporaneamente allo stato maggiore dell'ispettorato del corpo di cavalleria. Rientrato presso il reparto. fu infine promosso tenente colonnello nel 1936, e colonnello due anni dopo. Nel 1939 fu trasferito al comando del 22° reggimento di cavalleria e nel 1940 a quello della 1° brigata. Prese inoltre parte alla campagna di Francia come comandante della brigata motorizzata incaricata dello sfondamento della Linea Weygand e dell'occupazione di Le Havre e Cherbourg. Dopo di ciò, trascorse larga parte del 1941 e del 1942 dapprima in Italia, a capo della delegazione tedesca nella commissione armistiziale italo-francese, poi in Francia, al comando della 10° brigata Panzergrenadier. Nell'autunno 1942, promosso maggiore generale, venne trasferito sul fronte orientale, alla testa della 17° Panzerdivision. Con essa combatté a Stalingrado (dicembre 1942) e a Kursk (febbraio 1943), prima di essere di nuovo promosso (tenente generale) e trasferito in Sicilia. Responsabile delle operazioni di sgombero della Sardegna e della Corsica dopo il ripiegamento oltre lo stretto di Messina, nel gennaio 1944, promosso General der Panzertruppe, tornò alla testa del XIV Panzerkorps, questa volta impegnato nella difesa del settore di Cassino, che diresse con grande efficacia. Successivamente, dopo la ritirata di maggio, ripiegò con il Corpo verso la Linea Gotica, raggiungendo infine Bologna per l'ultima difesa della linea del Po, insieme ai reparti della 10° Armata. Nella primavera del 1945 negoziò la resa dei reparti tedeschi ancora presenti in Italia, firmando, il 2 maggio, l'armistizio. Prigioniero di guerra, trascorse i tre anni successivi dapprima a Bridgend, quindi a Glamorgan. Rilasciato nel 1948, rientrò in patria, ove collaborò attivamente con il cancelliere Adenauer all'elaborazione dei progetti di riarmo della Germania occidentale e alla ricostituzione delle sue forze armate. Coautore, nel 1952, dell' Himmeroder Denkschrift, il rapporto che tracciò le linee guida del programma di riarmo tedesco fra il 1955 e il 1956, fece anche parte del comitato incaricato di selezionare gli ex ufficiali della Wehrmacht destinati a fare parte della neonata Bundeswehr. Fu questo l'ultimo incarico assunto prima di ritirarsi a vita privata e di dedicarsi all'attività di scrittore, pubblicando libri sugli armamenti tedeschi della seconda guerra mondiale. Morì a Friburgo, il 4 gennaio 1963.

 
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