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Età Ellenistica

Storia > Storia antica > Antica Grecia > L'Età Ellenistica (323-146 a.C.)

Alla morte di Alessandro, i generali macedoni entrarono in conflitto tra loro per la suddivisione del vasto impero che egli aveva creato, e la lunga serie di guerre che seguì, tra il 322 e il 275 a.C., ebbe in gran parte come teatro la Grecia.
L'età ellenistica, compresa tra la morte di Alessandro Magno e la trasformazione della Grecia in provincia romana nel 146 a.C., segnò il trionfo della cultura e della civiltà greche, che assursero a modello universale in ogni regione del Mediterraneo antico. Quest'epoca fu dominata dalle tre grandi dinastie fondate dai diadochi, i generali di Alessandro (dal greco diádochos
, cioè "successore"): i Tolomei in Egitto, i Seleucidi in Siria, gli Antigonidi in Macedonia, alle quali si aggiunse poi la dinastia degli Attalidi di Pergamo (vedi Regni ellenistici). Le aristocrazie urbane di questi regni utilizzavano il greco come lingua comune; l'arte e la letteratura si svilupparono inoltre attraverso la combinazione di elementi greci e di tradizioni locali. Vennero fondate nuove città o ne vennero rifondate o abbellite altre preesistenti: le più importanti furono Pergamo in Asia Minore, Antiochia in Siria e, soprattutto, Alessandria (fondata dallo stesso Alessandro Magno nel 332 a.C.) in Egitto. Sotto i Tolomei, che utilizzarono le loro ricchezze per richiamare a corte poeti, eruditi, artisti e scienziati, Alessandria divenne il massimo centro economico, culturale e religioso di tutto il Mediterraneo. Crocevia di razze, lingue, merci di ogni provenienza, fu anche sede della famosa biblioteca, presso la quale prosperarono parimenti le discipline scientifiche e quelle umanistiche.
La fioritura culturale dell'età ellenistica fu caratterizzata ovunque dall'attività di matematici e scienziati come Euclide, Archimede, Apollonio di Perge, Eratostene, Aristarco di Samo, Ipparco di Nicea, Erone di Alessandria; di filosofi come Epicuro e Zenone; di poeti come Callimaco, Apollonio Rodio e Teocrito. L'esperienza della libertà civica delle singole póleis
era infatti ormai superata e – dopo la costituzione dell'impero di Alessandro e dei suoi successori – assolutamente irripetibile; non si era persa però quella libertà intellettuale, quella creatività, che aveva contraddistinto il genio dell'uomo greco nei secoli precedenti.
Nel 290 a.C. le città-stato greche tentarono però di riguadagnare l'indipendenza unendosi in istituzioni di tipo federale come la lega etolica (confederazione politico-militare costituita già durante il regno di Filippo II dalle città dell'Etolia per garantirsi sicurezza reciproca) e la lega achea (280 a.C.), confederazione delle città del Peloponneso del Nord a cui si unirono altre città greche. Entrambe le alleanze cercarono di porre fine al dominio macedone, ma la crescente potenza acquisita dalla lega achea spinse quest'ultima a tentare di acquisire il controllo della Grecia: guidata da Arato di Sicione, entrò in conflitto con Sparta, in una guerra in cui non esitò ad appellarsi alla potenza macedone per avere ragione della resistenza spartana; questa venne infine piegata, ma a costo di consolidare la dipendenza della Grecia dalla Macedonia in modo ormai definitivo.

 
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