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Erwin Johannes Eugen Rommel

Biografie

Erwin Rommel nacque a Heidenheim, nel Württenberg, il 15 novembre 1891, figlio di un maestro di scuola. Si arruolò come allievo ufficiale nel 1910 e nel 1912 fu nominato sottotenente nel 104° reggimento fanteria del Württenberg. Durante la prima guerra mondiale combatté come tenente sul fronte occidentale, in Romania e sul fronte italiano, dove guadagnò fama imperitura, la promozione a capitano e la massima onorificenza tedesca, la croce Pour le Mérite, durante la battaglia di Caporetto quando, alla testa di due compagnie, avanzò di quasi 20 chilometri in meno di 48 ore, catturando 9000 prigionieri e 81 pezzi d'artiglieria. Per il resto della guerra ricoprì incarichi di Stato Maggiore. Dopo la guerra, fu tra gli ufficiali selezionati per far parte della Reichswehr, in cui passò lungo tempo come comandante di compagnia, e poi, dal 1929 al 1933, insegnò tattica alla scuola di fanteria di Dresda. Dalle sue lezioni nacque il libro "Fanterie all'attacco" (Infanterie Greift An). Nel 1933 fu promosso maggiore e nominato comandante del 3° battaglione Jàger nel 17° reggimento fanteria. Nel 1935 fu promosso tenente colonnello e asse-gnato come istruttore all'Accademia militare di Potsdam. Colonnello nel 1937. il 10 novembre 1938 fu nominato comandante dell'Accademia di guerra di Wiener Neustadt, che resse fino al 23 agosto 1939 allorché, promosso Generalmajor, fu assegnato al quartier generale di Hitler, come comandante della guardia del corpo del Führer, incarico dal quale poté seguire lo svolgimento complessivo della campagna contro la Polonia. Egli tuttavia scalpitava per avere un comando attivo e dopo averne parlato personalmente con Hitler, il 15 febbraio 1940 ottenne il comando della 7° Panzerdivision. Durante l'invasione della Francia, nel maggio 1940, la divisione svolse un ruolo brillante e alla fine della campagna l'unità di Rommel aveva catturato 97 648 prigionieri, 277 cannoni da campagna, 64 cannoni anticarro, 485 tra carri e autoblindo, 4000 autocarri, 1500 autoveicoli e più di 1500 carriaggi perdendo in tutto 2524 uomini e 42 carri armati. Nel gennaio 1941 Rommel fu promosso Generalleutnant e poco dopo gli fu affidato il comando dell'Afrikakorps in corso di formazione. In riconoscimento dei suoi successi, il 30 gennaio 1942 fu promosso Generaloberst e il 22 giugno successivo feldmaresciallo. Dopo la sconfitta di el-Alamein, con grande abilità, riuscì a portare i resti della sua armata in Tunisia. Qui ottenne il suo ultimo successo scompaginando gli inesperti americani nella battaglia del passo Kasserine. Il 6 marzo tentò l'ultimo colpo contro l'Ottava Armata di Montgomery, ma fu respinto. Ormai stanco e bisognoso di cure, lasciò l'Africa il 9 marzo del 1943 e il 15 luglio successivo gli fu dato il comando del Gruppo armate B in Italia. Poco dopo fu però trasferito in Grecia e infine, in novembre, in Francia con il compito di rinforzare le difese del Vallo Atlantico. Il 6 giugno 1944 gli alleati sbarcarono in Normandia e Rommel, che era in licenza in Germania per festeggiare il compleanno della moglie, tornò in tutta fretta al fronte, ma non fu in grado di impedire l'impianto delle teste di ponte del nemico. Il 17 luglio successivo, durante un giro d'ispezione, rimase seriamente ferito allorché l'auto sulla quale viaggiava finì fuori strada per evitare il mitragliamento di un aereo nemico. Uscito dall'ospedale, venne fatto il suo nome fra quelli dei personaggi coinvolti nell'attentato contro Hitler del 20 luglio 1944. Gli fu offerta la scelta fra un processo pubblico per tradimento senza nessuna garanzia per il futuro della sua famiglia e il suicidio. Il 14 ottobre, allontanatosi da casa in auto, accompagnato dai generali Wilhelm Burgdorf e Ernst Maisel, si tolse la vita ingoiando una pastiglia di cianuro. Hitler ne annunciò la morte come dovuta a cause di guerra e quattro giorni dopo fece celebrare in suo onore imponenti onoranze funebri. Rommel fu uno dei più popolari generali della seconda guerra mondiale: maestro indiscusso della guerra del deserto, dimostrò sempre grande padronanza delle tecniche e delle tattiche della guerra moderna, in particolare per quanto concerneva l'impiego di grandi masse corazzate. Su questo giudizio si sono trovati generalmente concordi tutti gli studiosi del secondo conflitto mondiale, anche se le sue doti strategiche sono state talvolta messe in dubbio.

 
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