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Cividale del Friuli

Borghi > Friuli Venezia Giulia

Sulle ultime propaggini delle Prealpi Giulie, già in vista dei rilievi sloveni, sorge Cividale del Friuli, secolare punto d'incontro ( e scontro ) tra il mondo romano e quello slavo. La sua storia, scritta a più mani, fu inaugurata dai Romani, la cui presenza è attestata lungo le rive del Natisone a partire dal II secolo a.C.; nell'Alto Medioevo la città è eletta capoluogo del primo Ducato longobardo in Italia (568) e caposaldo della resistenza contro le incursioni delle popolazioni barbariche provenienti dai Balcani. Nell'VIII secolo, con il vescovo Callisto, diviene centro importante di vita ecclesiastica con il nome di Civitas Austriae ("Città orientale", preludio a quello attuale), grazie al trasferimento dei patriarchi di Aquileia, la cui presenza dà alla città un notevole impulso culturale. Preziosa testimonianza di quell'epoca rimane oggi il cosiddetto Tempietto longobardo (o di Santa Maria in Valle), un'aula quadrata coperta da volte a crociera, con sacrario absidale separato da iconostasi e scandito da due file di colonne che sorreggono basse volte a botte: di eccezionale valore gli stucchi con figure femminili (VIII-IX secolo) sulla parete di fondo, restaurati alcuni decenni orsono. Il percorso longobardo ci conduce verso il duomo, impreziosito da manufatti riferibili allo stesso periodo. lniziato nel 1457 in forme gotiche venete, l'edificio fu portato a termine nel Cinquecento nel segno dell'imperante gusto rinascimentale: tra le tante opere custoditevi spicca sull'altare maggiore la Pala di Pellegrino ll, degli inizi del Duecento, in argento sbalzato e dorato. Un ambiente accessibile dalla verza campata della navata destra ospita il Museo Cristiano, che oltre a una cattedra patriarcale marmorea dell'XI secolo custodisce il Battistero di Callisto (737-756), edicola ottagonale formata da una balaustra che ne chiude sette lati (l'ottavo consente l'accesso alla vasca), sulla quale insistono altrettante colonnine con capitelli sormontati da archetti. La leggiadra decorazione plastica ricorda quella del Tempietto e rimanda all'Altare di Ratchis, il pezzo più importante del museo, sulle cui lastre sono raffigurati Cristo in trono, la Visitazione e l'Adorazione dei Magi, oltre a un fregio dedicatorio al duca longobardo, che lo data tra il 737 e il 744. Documenti riferibili all'antica popolazione di origine germanica sono conservati anche presso il Museo Archeologico Nazionale, il cui ricco corredo vanta tra le altre cose fibule, armi e oreficerie che vanno dal VII al IX secolo.

 
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