Castell'Arquato - MondoStoria

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Castell'Arquato

Borghi > Emilia-Romagna

Là, dove le asperità degli Appennini si stemperano in tondeggianti colline che preludono alla regolarità della pianura, sorge Castell'Arquato, città apparentemente indecisa tra questa e quelli. La sua conformazione, disegnata lungo un'altura, fa pensare infatti che qualcosa le abbia impedito di incamminarsi verso le montagne, tanto sono ammassate, quasi accalcate, le case dei quartieri a valle. In basso la Porta del Borghetto segna l'ingresso inferiore dell'abitato, sviluppatosi a partire dall'VIII secolo su un castrum romano a difesa della strada per la vicina Velleia, all'epoca fiorente municipio e oggi importante zona archeologica. Appartenuta al vescovato di Piacenza fino al 1220, quando divenne libero comune, Castell'Arquato vide poi avvicendarsi numerosi signori, tra cui i Visconti, gli Sforza e i Farnese. Pur se il percorso di visita si snoda dal basso verso l'alto, tra episodi architettonici di varie epoche come il palazzo del Duca (due-trecentesco) e il vicino Torrione farnesiano (cinquecentesco), il punto di partenza ideale è il centro monumentale, chiamato Solario e posto sulla sommità del colle. Compiuta la ripida salita ci attende infatti lo scenografico ambiente urbano di piazza del Municipio, sul quale si fronteggiano i maggiori edifici civili della città ( il Palazzo pretorio e la rocca ) tenuti a debita distanza l'uno dall'altro dalle absidi della collegiata. Il primo è una solida costruzione gotica con merli e torre pentagonale, eretta a partire dal 1293 e ampliata nel Quattrocento con l'aggiunta di una scala esterna e di un arioso loggiato dai grandi arconi ogivali. La seconda, rivolta verso la valle sul lato opposto della piazza, è invece un massiccio complesso difensivo iniziato dal comune di Piacenza nel 1343 e articolato in due spazi cintati separati da una muraglia e disposti su livelli diversi; quello superiore fu guarnito da Luchino Visconti nel 1347 con una torre che si eleva per quasi cinquanta metri al di sopra del fossato. L'imponenza dell'edilizia civile trova adeguato riscontro nella collegiata di Santa Maria Assunta (con annesso museo), sorta agli inizi del XII secolo su un precedente edificio di culto iniziato dai Benedettini nell'VIII secolo in blocchi di arenaria, in parte reimpiegati nella chiesa romanica alternati a corci di tufo. Di notevole pregio la parte absidale, sulla quale svetta il campanile trecentesco, e il portale strombato sul fianco sinistro, con lunetta decorata, mentre all'interno spiccano i capitelli istoriati (XII secolo) e il fonte battesimale monolitico della primitiva chiesa.


 
Torna ai contenuti | Torna al menu