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Carlo Faggioni

Biografie

CARLO FAGGIONI nacque a Carrara, il 26 gennaio 1915, da una famiglia della borghesia locale. Nonostante l'ostilità del padre (che prevedeva per lui un futuro nell'avviata attività di famiglia), nel 1935, poco prima di conseguire la maturità classica, interruppe gli studi per iscriversi al corso ufficiali piloti di complemento della Regia Aeronautica, tenuto presso il vicino aeroporto di Pisa. Ricevuto il brevetto di pilota militare, venne destinato dapprima all'11° gruppo bombardamento, 4° squadriglia di stanza a Lonate Pozzolo, quindi, nel 1937, in Etiopia (45° gruppo, 22° squadriglia), dove fece le sue prime esperienze di volo bellico e guadagnò la prima delle sue tre medaglie di bronzo. Rientrato in Italia. frequentò, nel 1938, la Scuola di applicazione delle Cascine (passo necessario per l'ammissione in servizio permanente effettivo), venendo successivamente trasferito ( in qualità di istruttore ) alla scuola di bombardamento di Aviano, ove rimase per quasi due anni. Allo scoppio del conflitto, chiese di essere destinato a un'unità operativa. Dopo un breve periodo trascorso presso il Nucleo addestramento aerosiluranti di Gorizia. ai primi di aprile 1941 ricevette quindi l'ordine di trasferimento in zona di guerra, presso la 281° squadriglia (Quattro Gatti), di stanza a Gadurrà (Rodi). Qui, dopo essere stato per un breve periodo secondo pilota del comandante di squadriglia, Carlo Emanuele Buscaglia, il 18 aprile ebbe il battesimo come capoequipaggio, riuscendo, nel corso della missione, ad affondare il suo primo bersaglio. Nella primavera del 1942 venne infine trasferito, dapprima presso il 3° Nucleo addestramento della Scuola aerosiluranti di Pisa, quindi presso il 132° gruppo aerosiluranti, entro il quale la 281° squadriglia era stata incorporata. Con il 132° gruppo prese parte, fra l'altro, alla cosiddetta battaglia di "mezzo giugno" (13-14 giugno 1942), ai vani attacchi portati contro il porto tunisino di Bougie l'11 e il 12 novembre 1942. e all'azione (fallita) contro il porto di Gibilterra del 19 giugno 1943. L'armistizio lo sorprese in una pausa dell'attività. In licenza a Carrara dal 2 settembre, dopo che le avverse condizioni ambientali avevano reso necessaria l'interruzione del ciclo operativo, non appena appresa la notizia dell'armistizio, si recò alla base di Peretola. Da qui, venne inviato successivamente, nell'ordine, a Littoria, Siena, Decimomannu, Melis e nuovamente Siena, vedendosi infine assegnare ex officio un ulteriore periodo di riposo, in attesa di un chiarimento complessivo della situazione politica e militare. Fu in un clima di incertezza che maturò, quindi, la sua decisione di aderire, in ottobre, alla Repubblica sociale italiana. Subito nominato comandante dell'unico gruppo aerosiluranti dell'ANR, il 10 marzo 1944 effettuò così il suo primo volo all'interno del rinato gruppo aerosiluranti Boscaglia. Nonostante il coraggio e l'ardimento dimostrati da tutto il Gruppo (che valsero a Faggioni, fra l'altro, la Ritterkreutz tedesca), la superiorità nemica si dimostrò, assai presto, troppo grande. Alla guida di un reparto falcidiato dalle perdite, nella notte del 10 aprile 1944, partì dunque per l'attacco contro il naviglio che riforniva la testa di sbarco alleata di Anzio. Al termine della missione il velivolo di Faggioni non fece ritorno: ancora oggi non si sa con certezza se il suo S 79 sia stato abbattuto o sia precipitato per altre cause.

 
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