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Capestrano

Borghi > Abruzzo

Arroccata su un colle che domina la valle del Tirino, un'ampia conca all'estremità sud-orientale del gruppo del Gran Sasso, Capestrano veglia la strada che dalla sottostante piana sale verso L'Aquila. Abitata fin dall'Età del bronzo, l'area ha restituito interessanti reperti ( oggi al Museo Nazionale di Chieti ) tra i quali spicca la preziosa statuaria di origine italica, rappresentata in primo luogo dal celeberrimo Guerriero di Capestrano (VI secolo a.C.), figura virile eroizzata alta più di due metri, rinvenuta tra i corredi tombali della locale necropoli. A un passato più recente ma non meno bellicoso ci riporta invece il poderoso castello che domina la valle, attorno al quale si è poi sviluppato l'abitato: la memoria storica ce lo tramanda come possesso prima dei Piccolomini, che lo ampliarono intorno alla metà del Quattrocento, e poi dei Medici, dal 1579. La torre quadrata, in posizione decentrata, fa supporre che si tratti del mastio di un precedente maniero appartenuto forse ai conti di Celano e inglobato nell'attuale costruzione, caratterizzata piuttosto dalle tipiche torri rotonde dei castelli marsicani quattrocenteschi. Sulla struttura medievale, il palazzo rivolto verso la piazza assume invece caratteri rinascimentali e con il suo andamento irregolare tradisce le asperità del terreno su cui poggia. Al tardo Medioevo risale anche un importante complesso religioso situato appena fuori del paese, la cui fondazione fu opera di Giovanni da Capestrano, e cioè il convento e la chiesa a lui dedicati, sorti a partire dal 1447 ma sottoposti a rimaneggiamenti fino alla metà del Settecento. Predicatore molto popolare, il santo lasciò opere di morale, apologetica e diritto canonico, ma la cronaca dell'epoca registra anche la sua presenza alla vittoriosa difesa di Belgrado assediata da Maometto II, nel luglio 1456. Il monumento religioso più importante del territorio, seppure situato a qualche chilometro di distanza dal capoluogo, è però la magnifica chiesa altomedievale di San Pietro ad Oratorium, fondata dal re longobardo Desiderio nell'VIII secolo e per quasi mille anni centro della vita e del potere della valle del Tirino. Essa si presenta con tre navate scandite in sette arcate a tutto sesto e chiuse da absidi circolari; al centro campeggia un monumentale ciborio duecentesco, mentre l'abside mediano conserva preziosi affreschi (ormai monocromi) con il Cristo Redentore, risalenti al XII secolo e frutto del generale rinnovamento dell'edificio avvenuto in quell'epoca.

 
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