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Busseto

Borghi > Emilia-Romagna

Piccolo mondo antico della Bassa parmense, Busseto visse una lunga giovinezza con i Pallavicino, che la elessero a capitale del loro piccolo Stato, il cui territorio si estendeva tra Parma, Piacenza e Cremona. L'importante famiglia feudale raggiunse la massima potenza con Orlando, detto il Magnifico, alla cui figura è legato anche il momento di maggior splendore di Busseto: dopo la sua morte, avvenuta nel 1457, le contese fra i numerosi discendenti portarono però all'indebolimento della compagine statale e al suo definitivo assorbimento nel ducato di Parma e Piacenza (1588). Il prestigio di cui aveva goduto la città emigrò sull'altra sponda del Taro ed essa si rassegnò a una vita ci ricordi, dalla quale pensò a scuoterla, qualche secolo più tardi, il suo figlio più illustre, Giuseppe Verdi, venuto alla luce il 10 ottobre 1813 nella frazione di Roncole (dove è l'umile casa natale) e vissuto a lungo nella villa che ne porta il nome, a nord del capoluogo. Al compositore è naturalmente intitolato tutto ( o quasi ) a Busseto, compreso il teatro inaugurato nel 1868 con il Rigoletto e un ballo in maschera. Esso è alloggiato all'interno della rocca, duecentesca ma completamente rifatta nell'Ottocento in stile gotico con torri angolari merlate che fanno ala a quella cinquecentesca dell'Orologio. L'edificio chiude un lato della piazza centrale del paese, sulla quale si affacciano anche il quattrocentesco Palazzo comunale e la coeva collegiata di San Bartolomeo, realizzata sotto Orlando il Magrifico; un bel portale rinascimentale, aperto in una facciata di sapore gotico, introduce all'elegante interno con garbati stucchi rococò e resti di un ciclo affrescato da Michelangelo Anselmi intorno al 1538. Ma il fulcro della visita è la cinquecentesca villa Pallavicino, proprio al margine dell'abitato, destinata a diventare sede del futuro Museo Verdiano e tappa fondamentale dell'itinerario che ripercorre la vita del maestro. Annunciato da un lungo viale alberato, lo scenografico complesso è preceduto da un padiglione d'ingresso settecentesco e formato da più corpi collegati da loggiati, le cui sale, ornate di affreschi e stucchi della stessa epoca, ospitano le collezioni di pittura e scultura del Museo civico. Dalla villa vale poi la pena fare pochi passi per ammirare, all'interno della tardo-gotica chiesa di Santa Maria degli Angeli, una splendida Pietà in terracotta realizzata dallo scultore modenese Guido Mazzoni nella seconda metà del Quattrocento.


 
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