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Bevagna

Borghi > Umbria

La Mevania romana, ricordata dal Carducci nell'ode Alle fonti del Clitumno («O tu che pasci i buoi presso Mevania caliginosa»), costituiva un importante posto-tappa sul vecchio tracciato occidentale della via Flaminia. Un lontano passato che fa ancora capolino da sotto gli edifici medievali, rivelando ora i muri di sostegno dell'anfiteatro, ora tracce del teatro, ora i ruderi di un tempio romano, ora i resti delle terme romane con un mosaico bicolore ispirato al mondo marino. Dopo un periodo di oscuramento, specie in età longobarda e sino al XII secolo, Bevagna riacquisisce infatti importanza in epoca comunale, quando riceve l'impronta urbanistica che la contraddistingue, accentuata dalle mura costruite fra il 1249 e il 1377 riutilizzando in parte il tracciato della cinta romana. Fulcro della città è la bella e asimmetrica piazza Silvestri ( ornata al centro da una fontana ottocentesca ) sulla quale affaccia obliquamente il duecentesco palazzo dei Consoli, con le severe logge gotiche ad arco acuto. L'originale disposizione dell'edificio trova corrispondenza in tre chiese che impreziosiscono l'ampio spazio e che con le loro prospettive sghembe ne sottolineano l'inconsueta scenografia: l'insieme, privo di allineamenti frontali, costituisce un interessante documento storico, esaltato da particolari architettonici di superba fattura. Dei tre luoghi di culto, San Silvestro è un gioiello romanico realizzato nel 1195 dall'architetto Binello (come ricorda una lapide a destra dell'ingresso), con portale incompiuto sormontato da una raffinata trifora marmorea. Sul lato opposto, San Michele Arcangelo (fine XII secolo) si annuncia con una severa facciata ingentilita da uno squisito portale istoriato: la simmetria della fronte è rotta dal tozzo campanile, di epoca posteriore, che si leva sulla destra. Infine, all'angolo con corso Matteotti sta la chiesa dei Santi Domenico e Giacomo, sorta nel 1291, il cui interno, barocchizzato, reca tracce degli affreschi originari. A breve distanza, sempre sul corso, il Palazzo municipale, ristrutturato nel Settecento, ospita il Museo civico, che conserva materiali lapidei provenienti dal territorio e dipinti dal XV al XVIII secolo, fra cui opere di Ascensidonio Spacca e Dono Doni. L'antico cuore di Bevagna batte ancora alla fine di giugno, quando il suo centro storico si ammanta per qualche giorno di colori e quadri medievali col "Mercato delle Gaite", cioè dei quartieri cittadini (dal longobardo guaite), che ripropone antichi mestieri e manualità dimenticate, con tecniche e strumenti dell'epoca.

 
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