Battaglia di Yorktown (1781) - MondoStoria

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Battaglia di Yorktown (1781)

Storia > Battaglie Storiche > Battaglie dal 1500 d.C. al 1800 d.C.

Luogo: Yorktown (Virginia, Stati Uniti d'America)
Data:
6 ottobre - 17 ottobre 1781
Forze in Campo:
Regno Unito , Ansbach e Assia-Kassel contro gli Stati Uniti d'America ed il Regno di Francia
Esito:
Vittoria Franco-Americana
Comandanti:
Regno Unito , Ansbach e Assia-Kassel:
Lord Cornwallis - Stati Uniti d'America e Regno di Francia: George Washington , Lafayette e Rochambeau

La guerra d'indipendenza combattuta dai coloni americani contro la madrepatria inglese tra il 1776 e il 1783, oltre ad essere la prima delle grandi rivoluzioni borghesi e, ovviamente, l'atto da cui discese la nascita degli Stati Uniti, rappresentò anche un momento importante nell'evoluzione della storia specificamente militare. Dalle milizie formate nelle tredici colonie americane, che faticosamente George Washington riuscì a trasformare in un'armata capace di opporsi ( e con successo. come mostra la resa della piazzaforte inglese di Yorktown ) agli addestratissimi reggimenti di soldati di professione inglesi, derivò, dopo il conseguimento dell'indipendenza, quello che ancora oggi è l'esercito americano. Fin qui niente di particolarmente nuovo. Se si guarda alla seconda delle rivoluzioni borghesi, quella francese che scoppiò sei anni dopo la fine della guerra d'indipendenza americana, si notano, dal punto di vista delle questioni militari, moltissime analogie. In Francia, come in America, un esercito di cittadini, nato più o meno direttamente da una guardia nazionale e mosso da una forte spinta politica e ideologica, si contrappose vittoriosamente ai vecchi eserciti ancien régime, espressione del potere dinastico e dell'assolutismo. Se però si osserva il risultato sempre dal punto di vista militare di questi due processi così simili, si nota che sorprendentemente gli esiti finali furono diametralmente opposti. In Francia la nascita di un esercito "nazionale" strettamente legato al Paese, formato con i criteri dell'esercito di leva, seppure prolungata per periodi che oggi non sarebbero neppure immaginabili, portò quasi immediatamente alla nascita di una sorta di dittatura militare, che altro non furono il consolato e poi l'impero napoleonico, e più a lungo termine ad una società in qualche modo militarizzata dove l'esercito giocò sempre un ruolo politico importante: si pensi al secondo impero o alla prima guerra mondiale. In America il risultato fu molto diverso, anzi fu praticamente opposto. L'esercito, che pure era stato strumento decisivo nella lotta per l'indipendenza, non solo non acquisì l'importanza che ebbe quello francese ma, al contrario, fu volutamente tenuto ai margini della vita nazionale. Ridotto di numero, formato spesso degli strati più deboli della popolazione (soprattutto i nuovi immigrati irlandesi), dislo-cato in gran parte nei forti lungo la frontiera avanzante verso ovest, l'esercito americano perse ogni possibilità di incidere sulla vita sociale e politica del Paese; tanto che allo scoppio della guerra civile, nel 1861, l'Unione disponeva di meno di centomila soldati regolari. I motivi di un atteggiamento simile sono molti, ma credo che, dal punto di vista strettamente militare, quello più importante vada cercato proprio in come e in che cosa si erano evoluti, nel corso del XVIII secolo, gli eserciti europei. Per gli Americani, coloni il cui individualismo e gusto della libertà personale era stato selezionato dalla durezza della vita pionieristica, lo stesso termine "esercito" era indissolubilmente legato all'idea di monarchia e di assolutismo, i due concetti europei contro cui si erano battuti. La presenza nel Paese di una struttura militare forte e prestigiosa era vista, al contrario di quanto succederà nelle democrazie europee dell'Ottocento, come un elemento di rischio per la stabilità del Paese piuttosto che come un elemento di sicurezza. C'è da domandarsi se, senza la necessità di continuare la conquista dei territori occidentali a spese delle tribù native, i neonati Stati Uniti d'America non avrebbero addirittura abolito l'esercito federale, demandando ogni problema di sicurezza alle sole milizie territoriali dei vari stati. La grande repubblica formatasi sull'altra sponda dell'Oceano Atlantico nasceva come il Paese e la società più aliena da ogni tentazione di militarismo; nasceva, anche se oggi è difficile immaginarlo, come la società più demilitarizzata che il mondo, da molti secoli, avesse visto.

La Genesi:

Dopo le prime vittorie degli insorti americani il generale inglese Howe decise di muovere verso New York e il Massachusetts, per stroncare sul nascere la ribellione. Nell'estate del 1776 Washington tentò di bloccare sul nascere l'avanzata inglese concentrando i suoi uomini nelle isole di Long Island e Manhattan antistanti New York. Rischiando di rimanere isolato decise tuttavia di riparare in Pennsylvania. Sicuro di aver ormai risolto la partita, Howe rinunciò a inseguirlo, invadendo il New Jersey. Nella notte di Natale, però, con un attacco a sorpresa Washington sconfisse le truppe di stanza a Trenton; il 3 gennaio colpì di nuovo riprendendo il controllo della regione, mentre il grosso delle forze inglesi si asserragliava a New York. Dopo l'inverno, un'armata inglese al comando del generale Burgoyne mosse da Montreal verso lo stato di New York, nella speranza di ricongiungersi con gli uomini di Howe. Conquistato Fort Ticonderoga e raggiunto l'alto corso dell'Hudson, in settembre subì una grave sconfitta nei pressi di Saratoga, che lo costrinse a trattare la resa. Ma nel frattempo, più a sud, Howe si era mosso all'attacco di Philadelphia. Il 26 settembre la città era caduta e il Congresso continentale si era rifugiato a Baltimora. Il re di Francia decise allora di riconoscere l'indipendenza delle colonie e siglare con la nuova nazione un trattato commerciale e un'alleanza militare. Una flotta guidata dal conte d'Estaing raggiunse così le coste americane nel maggio del 1778, impegnandosi poi in una serie di scontri navali con gli Inglesi che si prolungò senza esiti decisivi fino a novembre. All'inizio del 1779 anche la Spagna dichiarò guerra alla Gran Bretagna, e l'anno successivo altrettanto fece l'Olanda; nel frattempo un importante corpo di spedizione francese, comandato dal generale de Rochambeau, si era unito ai volontari del marchese di Lafayette dando all'armata degli insorti un contributo fondamentale. In territorio americano le operazioni proseguirono con alterne vicende fino all'assedio di Yorktown dove il generale Cornwallis, vicecomandante delle forze inglesi, si era rinchiuso circondato da un esercito franco-americano. Nell'agosto del 1781 la flotta francese sbaragliò quella inglese, impedendo così ogni possibilità di collegamento via mare con l'armata di Cornwallis.

Le Forze in Campo:

Il generale Cornwallis dentro le fortificazioni di Yorktown disponeva di non più di 8.000 uomini, tra regolari inglesi e reggimenti mercenari tedeschi. Le forze di Washington raggiungevano i 17.300 uomini, compresi i 7.800 ottimamente equipaggiati e splendidamente addestrati francesi di Rochambeau. L'esercito franco-americano era anche molto superiore come numero di pezzi d'artiglieria.

La Battaglia:

Isolato dal mare dalla flotta francese dell'ammiraglio de Grasse e da terra dall'esercito franco-americano di Washington e Rochambeau, Cornwallis con il suo esercito si era ritirato, il 30 settembre del 1781, sulle fortificazioni interne della piazza di Yorktown, alla foce del fiume York in Virginia, nella speranza di ricevere presto aiuti dal generale Clinton, che si trovava più a sud con un contingente britannico. L'abbandono da parte degli Inglesi delle ridotte più esterne del sistema difensivo permise però a Washington di portare a tiro dell'intera posizione inglese la sua numerosa e ben equipaggiata artiglieria pesante. Per una settimana, i soldati americani e francesi dell'esercito alleato si dedicarono allo scavo di ridotte e alla preparazione delle piazzole su cui sistemare i cannoni. Il 9 d'ottobre, con tutti i suoi numerosi cannoni in posizione, Washington ordinò di iniziare il bombardamento delle posizioni nemiche. Sotto il tiro continuo dei pezzi pesanti alleati la situazione dell'esercito britannico cominciò a farsi difficile; l'avvicinamento delle batterie nemiche aveva esposto al fuoco dei cannoni nemici ogni metro quadrato della piazza, e per gli Inglesi non esistevano più ripari sicuri, salvo le gallerie scavate in profondità. La situazione peggiorò ancora quando, il 14 d'ottobre, un attacco delle fanterie americane e francesi riuscì ad avere la meglio sulla difesa di due importanti ridotte al centro della difesa di Cornwallis. Gli alleati ne approfittarono per installare due nuove batterie, ancora più vicine alle linee nemiche, intensificando e rendendo più preciso il bombardamento. I116 di ottobre fu duramente respinto dagli alleati un contrattacco mirante ad aprire una breccia nelle posizioni degli assedianti, e Cornwallis dovette misurarsi con una situazione sempre più senza speranze. La notte seguente il comandante inglese tentò di mettere in atto un piano disperato: approfittando dell'oscurità la guarnigione, ormai ridotta a meno di cinquemila uomini validi, si sarebbe dovuta imbarcare su delle chiatte evacuando sotto il naso del nemico la fortezza. Una violenta tempesta di vento e pioggia e la severa sorveglianza della flotta francese fecero abortire il tentativo sul nascere. Il 17 ottobre, ormai privo di speranze, confidando in una resa onorevole, Cornwallis cercò di aprire delle trattative col nemico. George Washington concesse agli Inglesi due giorni per fare delle proposte scritte ma comunicò al comandante nemico che avrebbe accettato solo una resa incondizionata. Si era ormai giunti all'epilogo. Il 19 ottobre Cornwallis accettò la resa incondizionata e i suoi reparti marciarono fuori delle fortificazioni per deporre le armi. Mostrando una grande capacità di padroneggiare le operazioni combinate dell'esercito e della flotta, Washington aveva ottenuto una vittoria decisiva nella lunga lotta tra le colonie e la madrepatria. Quando, una settimana dopo, la flottiglia coi rinforzi inglesi del generale Clinton arrivò in vista della foce dello York, priva di appoggio a terra e sotto la continua minaccia delle navi di de Grasse fu costretta ad invertire la rotta e fare ritorno alle proprie basi. La guerra d'indipendenza americana era virtualmente finita.

Le Conseguenze:

La capitolazione di Cornwallis a Yorktown segnò in pratica la fine delle ostilità sul continente americano. I negoziati di pace si trascinarono fino al 3 settembre del 1783, quando la Gran Bretagna firmò il trattato di Parigi con il quale riconobbe l'indipendenza delle ex colonie; i confini degli Stati Uniti d'America vennero stabiliti a ovest con il Mississippi, a nord con il Canada, a sud con la Florida. La grande repubblica era nata.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu