Battaglia di Talamone (225 a.C.) - MondoStoria

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Battaglia di Talamone (225 a.C.)

Storia > Battaglie Storiche > Battaglie dal 1500 a.C. al 1 a.C.

Luogo: Talamone (frazione del comune di Orbetello)
Data:
225 a.C. (episodio della guerra gallica combattuta dai Romani tra la I e la II guerra Punica).
Forze in campo:
Galli (Celti della cisalpina) contro Romani (in questa occasione insieme ad Etruschi e Umbri).
Esito:
Vittoria dei Romani
Comandanti: Romani:
L. Emilio Papo e C. Attilio Regolo - Galli: Aneroesto e Concolitano

I Galli, scesi nella penisola, avevano combattuto vittoriosamente contro gli eserciti romani nell'Italia centrale e avevano continuato la loro avanzata verso Roma ottenenendo sempre risultati positivi negli scontri con i contingenti di stanza nei territori. Oramai si stavano spingendo fino alle porte di Roma, ma, nei dintorni di Chiusi, alla notizia dell'avanzata di un potente esercito proveniente da Roma, decisero la ritirata in direzione della costa da dove era possibile raggiungere la Gallia Cisalpina attraverso i più facili valichi delle Alpi Apuane. I Galli attraversarono quindi il territorio etrusco e giunsero nei pressi di Talamone. Intanto un altro esercito romano, proveniente da nord al comando di Attilio Regolo, aveva raggiunto la città e appostato la cavalleria su un'altura ad est da dove si poteva controllare la zona costiera e il percorso dei Galli verso la litoranea. Questi si resero conto dell'importanza strategica di quel colle e, prontamente, ordinarono alle loro truppe di conqui-stare il presidio nemico, ma la cavalleria romana riuscì a contrastarne l'attacco. Intanto l'esercito romano, inviato da Roma, al comando del console Emilio, li stava inseguendo da est con la possibilità di raggiungerli in poco tempo. I Galli si resero conto subito del pericoloso accerchiamento e decisero prontamente di schierarsi in formazione di battaglia e di aspettare l'inevitabile attacco delle legioni romane. Si schierarono nei pressi della foce del fiume Osa, con un fronte verso il colle dove stanziava l'esercito di Attilio e l'altro rivolto contro l'esercito di Emilio che avanzava da sud. Lo scontro fu inevitabil-mente cruento (piu di 40.000 perdite solo dalla parte gallica) e la vittoria arrise ai Romani anche se persero in battaglia il loro valoroso comandante Attilio Regolo. In onore delle vittime furono offerti numerosi ex-voto nel Tempio sul colle dell'odierna Talamonaccio.

Il luogo della battaglia:

Molta letteratura storica si è impegnata nell'individuare il luogo preciso della battaglia, ma tuttavia, secondo alcuni studiosi, non si sono mai raggiunti risultati convincenti. La maggioranza delle ipotesi individua l'area intorno a Talamone come il luogo dello storico avvenimento. La fonte più accreditata è l'opera dello storico greco Polibio, il quale descrive la battaglia in questi luoghi, anche se la sua trattazione presenta alcune inesattezze geografiche. Prima di tutto non è conosciuto l'itinerario intrapreso dai Galli in ritirata verso il mare, ma si ipotizza che il campo di battaglia corrisponda alla zona vicino all'antico lago costiero di Camporegio, il cui toponimo, secondo alcuni studosi, richiamerebbe l'evento storico e dove recenti scavi archeologici hanno messo in luce una fossa comune contenente scheletri di uomini e cavalli, ricoperti di calce viva, riferibile allo scontro bellico. Altri ipotizzano il luogo spostato più a nord, a sud-est di Talamone più vicino al colle (odierno Ospedaletto) da dove probabilmente l'esercito romano controllava la pianura. L'attuale località di Talamone, sulla cui denominazione si narrano numerose leggende fra cui quella dell'eroe greco Télamon che vi approdò con gli Argonauti nella mitica ricerca del vello d'oro, è situata sul promontorio a sud dei Monti dell'uccellina, in una posizione che fronteggia la zona costiera dove sorgeva l'antico porto di Télamon. Infatti in età arcaica (VII-VIsecolo a.C.) la Télamon etrusca sorgeva sul colle di Bengodi e nel IV secolo fu rifondata sul colle di Talamonaccio. Dal I secolo al IV dC. il colle venne abbandonato per poi essere rioccupato dall'abitato fortificato detto "Marta". Dell'antico porto etrusco, approdo importante della città etrusca di Hebe, l'attuale Magliano in Toscana e di altri centri della valle dell'Albegna, non è visibile alcuna traccia in superficie. Il centro di Talamonaccio per lungo tempo assunse una certa importanza per la posizione strategica di controllo dei confini e delle coste, ma anche per la presenza di un edificio sacro che per lungo tempo è stato punto di riferimento per tutta la costa e la valle dell'Albegna. L'antico tempio, costruito nelle seconda metà del IV secolo a.C., si innalzava sulle pendice sud-est di Talamonaccio, con il fronte rivolto verso il mare e ben visibile dalle navi prove-nienti da sud. Il tempio fu distrutto in un incendio verso il I secolo a.C. e attualmente è possibile visitare, sulla sommità del colle, il sito con i pochi resti dell'antico edificio . Del tempio etrusco abbiamo solo pochi reperti , tra questi il famoso frontone il cui grande altorilievo in terracotta che lo decorava riassumeva gli episodi del ciclo eroico greco dei Sette contro Tebe. Il centro di Talamonaccio fu in seguito abbandonato come tanti altri centri etruschi e del nuovo abitato, l'attuale Talamone posta esattamente dalla parte opposta della baia, se ne ha notizia documentata solo nel XIII secolo quando il comune di Firenze decise di riadattarla fortificando il porto sulla Marina. Nel XIV secolo Talamone "fortificata" venne venduta ai Senesi che vi intrapresero dei lavori di ristrutturazione ed ammodernamento del centro urbano. In seguito, sotto i Medici, decadde come piazzaforte e fu devastata dai Turchi. Nel 1557 entrò a far parte dello Stato dei Presidi, ma dopo un secolo ebbe un'altro periodo di decadenza. Talamone è ricordata per lo sbarco di Garibaldi (7 maggio 1860) che qui fece rifornimento di armi, munizioni e viveri e imbarcò 13 giovani volontari per la sua mitica impresa. L'attuale Talamone è un piccolo centro turistico adagiato su di un promontorio a picco sul mare con la sua rocca quattrocentesca che domina il piccolo porticciolo, ottimo approdo per pescatori e turisti. All'interno della rocca è stato ricavato il Museo storico-naturalistico con un centro di documentazione sul territorio.



 
Torna ai contenuti | Torna al menu