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Battaglia di Pistoia (62 a.C.)

Storia > Battaglie Storiche > Battaglie dal 1500 a.C. al 1 a.C.

Luogo: Campo Tizzoro (Montagna Pistoiese)
Data:
Gennaio 62 a.C.
Forze in campo:
Seguaci di Catilina contro Esercito Consolare
Esito:
Vittoria dell'Esercito Consolare
Comandanti:
Insorti: Lucio Sergio Catilina, Caio Manlio - Esercito governativo: Legato Marco Petreio

L'Etruria, ormai da tempo pacificata dall'egida romana, fu teatro di scontri derivanti proprio dalle lotte interne al potere di Roma. Nel 62 a.C., negli anni caratterizzati dal tramonto delle istituzioni repubblicane e dell'ascesa di Giulio Cesare, la congiura ordita da Catilina contro il Senato repubblicano fu scoperta e denunciata da Cicerone nelle famose orazioni dette "Catilinarie". Molti congiurati furono arrestati e direttamente giustiziati dai soldati dell'esercito consolare nelle segrete del carcere Mamertino a Roma. Catilina e i suoi fedelissimi riuscirono a fuggire da Roma prima che la situazione precipitasse ripararono in terre d'Etruria dove vennero inseguiti dalle milizie consolari. Catilina sapeva che per potersi difendere era necessario avere un esercito sufficientemente armato ma soprattutto motivato e alla fine egli riuscì a formarne uno, in terra di Etruria, forte di 5.000 soldati, a cavallo e a piedi, disposti a seguirlo fino alla morte. Il luogo dello scontro finale si situa nelle valli della montagna pistoiese che Catilina stava attraversando nel tentativo di fuggire verso la Gallia Cisalpina. Le armate consolari, guidate da Marco Petreio, il quale aveva sostituito il console Caio Antonio che si era sottratto all'inevitabile scontro con coloro che gli erano stati in precedenza amici, raggiunsero l'esercito di Catilina in una stretta valle, in quella che da molti storici è stata identificata con l'attuale località di Campo Tizzoro. Tutta la vicenda di Catilina, compreso lo scontro finale, è dettagliatamente descritta dall'opera di C. Sallustio De Coniuratione catilinae. Grazie ad essa possiamo immaginarlo in una fredda mattina del Gennaio del 62 a.C., nell'estremo della difesa quando, conscio delle caratteristiche avverse del campo di battaglia e che l'unica salvezza possibile sarebbe stata la vittoria, allineati i suoi uomini e sceso da cavallo, ordinò ai propri ufficiali di fare lo stesso e di far fuggire i cavalli, in una parola o vittoria o morte. Lo scontro fu cruento e vide alla fine la vittoria delle milizie governative. Lo stesso Catilina fu gravemente ferito in battaglia e catturato dai nemici: "(...) Catilina vero longe a suis inter hostium cadavera repertus est." (Sallustio, Bellum Catilinea). Il generale Antonio preferì ordinarne l'eliminazione sul campo anziché farlo curare per non esporlo ad un doloroso processo che lo avrebbe comunque condotto ad una esecuzione capitale. Sallustio, che non nasconde una certa stima per il suo disperato coraggio, nota che dopo la battaglia si potè constatare "quanta audacia e quanta energia regnassero tra i soldati di Catilina: ognuno di essi copriva dopo morto, con il proprio corpo, il posto che vivo aveva tenuto in battaglia". Di fatto, a Roma, la sconfitta di Catilina ebbe insieme ad altri fatti di politica interna, la conseguenza di aprire la strada alla svolta autocratica di Giulio Cersare e al termine della lunga età repubblicana.

Il luogo della battaglia

L'ubicazione del luogo di scontro di Catilina con le truppe consolari è tutt'ora oggetto di discussione: la maggior parte delle fonti antiche e recenti la identifica con la località di Campo Tizzoro, nella montagna pistoiese, altri suggeriscono la località di Pian di Malarme, sopra Cutigliano. Inoltre sono state fatte ulteriori ipotesi sempre nell'ambito delle valli della Montagna pistoiese. Di fatto la scelta di Campo Tizzoro come luogo dello storico scontro, sembra essere quella più sostenibile data la sua collocazione rispetto al sistema stradale tra Pistoia e Modena che era già esistente al primo secolo a.C.. Campo Tizzoro, provenendo da Pistoia, si incontra tra Pontepetri e Bardalone, ai lati della strada progettata alla metà del Settecento dall'abate Antonio Ximenes e che ha poi assunto il ruolo di strada statale. Il paese in realtà nasce ai primi del secolo scorso, in una zona fino ad allora utilizzata per il pascolo del bestiame e per le coltivazioni di grano e patate. In questo pianoro compreso tra i torrenti Bardalone e Maresca, dove sin dal tardo Medioevo si ritovavano piccoli insediamenti artigianali per la lavorazione del ferro, si concentrò lo sviluppo degli stabilimenti della Società Metallurgica Italiana in seguito alle esigenze belliche della guerra di Libia del 1911. Agli insediamenti produttivi fecero seguito quelli volti a risolvere le esigenze abitative dei lavoratori presso le fabbriche con tutto il corollario di funzioni necessarie. Questo ha configurato Campo Tizzoro in una struttura organica dal punto di vista urbanistico-architettonico secondo l'impostazione maturata dopo la rivoluzione industriale che ne dà oggi un'immagine ben diversa da quella aspra e boschiva, in cui si può immaginare lo scontro fatale per Catilina.



 
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