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Battaglia di Naseby (1645)

Storia > Battaglie Storiche > Battaglie dal 1500 d.C. al 1800 d.C.

Luogo: Naseby, Northamptonshire
Data:
16 giugno 1645
Forze in Campo:
Realisti contro Repubblicani
Esito:
Decisiva vittoria repubblicana
Comandanti:
Realisti:
Carlo I d'Inghilterra e Rupert del Reno - Repubblicani: Sir Thomas Fairfax e Oliver Cromwell

La battaglia di Naseby, combattuta nelle Midlands inglesi il 14 giugno 1645, non è tanto importante perché decise a favore del Parlamento la lunga guerra civile inglese, quanto perché per la prima volta nella storia, almeno dopo la fine dell'impero romano, è schierato sul campo un esercito regolare nel senso moderno del termine. La New Model Army ( che il leader parlamentare Oliver Cromwell aveva fortemente voluto come riorganizzazione dell'esercito del Parlamento che, negli anni precedenti, era stato spesso sconfitto dal nemico realista, nonostante la grande superiorità economica e di rifornimenti di cui la parte parlamentare disponeva ) era, infatti, organizzata secondo i criteri quasi di un esercito contemporaneo. Si trattava di un esercito permanente, formato da uomini che servivano per tutta la durata della ferma nel medesimo reggimento (da qui sono nate le tradizioni della maggioranza dei reggimenti dell'attuale esercito inglese), gli ufficiali erano selezionati in base alle capacità e non solo alla posizione sociale e, infine, tutto l'esercito era vestito in un'uniforme comune per tutti i reparti. Il colore rosso delle giubbe diverrà, nei secoli seguenti, il segno distintivo di tutti gli eserciti inglesi. Già a Naseby, sebbene formata come esercito autonomo solo da pochi mesi, la New Model Army mostrò le sue capacità combattive; ma fu in seguito, via via che i reparti si tempravano nella congerie della guerra, che l'esercito di Cromwell diventò uno strumento bellico di prim'ordine. Base su cui si appoggiò il potere del protettorato cromwelliano, la New Model Army, o l'esercito che era il suo diretto discendente, mostrò la sua fedeltà al Paese, provando di essere nei fatti un'armata autenticamente nazionale, quando, accettando la restaurazione di Carlo II Stuart, continuò a servire il Paese anche in una situazione politica mutata radicalmente. Non è probabilmente esagerato dire che tutti gli eserciti, di leva o di mestiere, come noi li conosciamo oggi, hanno in qualche modo le loro origini in quei reggimenti con la giubba rossa che si schierarono, sul campo di Naseby, quel 14 giugno del 1645.

La Genesi:
Il re lasciò Londra nel gennaio del 1642 diretto nelle Midlands e nelle regioni settentrionali, dando, di fatto, il via alla guerra civile. Fallito il tentativo di impadronirsi dell'arsenale militare di Hull, dove i cittadini gli chiusero le porte in faccia, Carlo si ritirò nello Yorkshire impegnandosi soltanto in qualche scaramuccia. Intanto, entrambe le parti assoldavano armati e nell'estate del 1642 gli schieramenti in campo si erano già delineati con una certa precisione. Il 20 agosto, da Nottingham, il re dichiarò formalmente la guerra, anche se entrambe le parti continuarono a sperare che le trattative andassero a buon fine; se proprio bisognava ricorrere alle armi, che almeno tutte le questioni si risolvessero con un'unica battaglia, quando i due eserciti non erano ancora definitivamente costituiti. Invece il primo scontro, quello del 23 ottobre a Edgehill nel Warwickshire, ebbe esito incerto. I realisti diressero su Londra ma l'avanzata si esaurì a Brentford per mancanza di uomini e di appoggi logistici; il re si ritirò a Oxford al sopraggiungere dell'inverno che rese le strade impraticabili. Solo dopo mesi di incerta pace e di effimeri negoziati ebbe inizio la guerra vera e propria, con la mobilitazione di eserciti reclutati su tutto il territorio nazionale, al posto di quelli feudali che combattevano soltanto quando la guerra riguardava le loro contee. Il re creò comandi di grandi unità a Oxford e a Bristol; il Parlamento unificò tre diversi eserciti delle contee meridionali, che pose sotto il comando di Sir Thomas Fairfax. A confondere una situazione di per sé già molto intricata contribuì il comportamento degli Scozzesi che passarono disinvoltamente dall'una o dall'altra parte. Carlo I fu sconfitto pesantemente a Marston Moor (luglio 1644) dagli Ironsides guidati da Oliver Cromwell, che nel 1645 acconsentì a formare la New Model Army. Con queste truppe ben addestrate e disciplinate i parlamentari mossero per affrontare il re e i suoi partigiani a Naseby.

Gli Eserciti:

Gli eserciti che si confrontarono durante la guerra civile inglese erano in realtà abbastanza simili, almeno fino alle riforme di Cromwell. Basati sulle dottrine tattiche ideate dagli Olandesi alla fine del XVI secolo e messe in pratica in Europa dagli eserciti della guerra dei Trent'anni (1618-1648), gli schieramenti delle due parti erano centrati su una massa di reggimenti di fanteria formati da picchieri posti a protezione dei moschettieri che, assieme ai pochi pezzi d'artiglieria, creavano un notevole volume di fuoco. Alla cavalleria, sottoposta al tiro dei moschettieri e tenuta a distanza dalle aste dei picchieri, restava il compito di affrontare la cavalleria nemica per poi attaccare le linee dei fanti nemici sul retro o sul fianco.

La Battaglia:

l due eserciti si schierarono ai lati di una valle attraversata dalla strada che da Naseby correva verso nord. La New Model Army parlamentare aveva al centro la fanteria comandata da Sir Fairfax, alla destra la cavalleria di Cromwell e alla sinistra quella del colonnello Ireton; più a ovest, dietro una siepe, era appostato un reggimento di dragoni. L’esercito del re era schierato in modo simmetrico, con la cavalleria del principe Rupert all’ala destra e quella di Sir Marmaduke Langdale alla sinistra; dietro la fanteria disposta al centro, gli squadroni delle guardie reali (Lifeguards) fungevano da riserva. L’intera armata reale era sotto il comando personale di re Carlo. La battaglia fu aperta da un attacco della sinistra realista. Sir Langdale mosse all’attacco degli squadroni di Ironsides ma, inferiori di numero, i realisti furono facilmente respinti e costretti a ripiegare inseguiti dalla cavalleria parlamentare. Langdale cercò di radunare le sue truppe dietro la fanteria, ma Cromwell continuò l’inseguimento e presto tutta l’ala realista fu messa in fuga. Al centro la fanteria reale, composta dai veterani, attaccò risolutamente quella della New Model Army, rompendo la prima linea e ricacciandola disordinatamente indietro. Ma i reggimenti della seconda linea resistettero e riuscirono a contenere l‘avanzata realista. Sul lato ovest del campo di battaglia, la cavalleria parlamentare del colonnello Ireton mosse all’attacco dei reggimenti comandati dal principe Rupert; le due forze si equivalevano e dopo una serie di caracolli si accese una violenta mischia il cui esito rimase indeciso fino al sopraggiungere di uno dei reggimenti di cavalleria della riserva reale condotto dal conte di Northampton; i parlamentari, soverchiati dal numero, furono messi in fuga. A questo punto la cavalleria del principe Rupert, come succedeva anche troppo spesso, non riuscì a controllarsi e, trovando aperta la strada, cedette alla tentazione di gettarsi sul campo dei parlamentari che si trovava qualche miglio più a sud. Così facendo privò il re del supporto di quasi tutta la cavalleria, gettando al vento una vittoria quasi sicura. La superiore disciplina che Cromwell aveva imposto alla New Model Army fece rimanere al loro posto i suoi cavalieri che, dopo essersi riordinati in fretta, si gettarono con foga contro il fianco della fanteria realista che ormai stava per aver la meglio sullo stanco centro parlamentare. Incoraggiati dall'insperato aiuto, i reggimenti di Fairfax raddoppiarono gli sforzi e lentamente ripresero il sopravvento. La fanteria del re, pressata ormai da due parti, stava per cedere e Carlo fu costretto ad impegnare tutte le sue riserve. In quel momento Fairfax intuì che la vittoria era ormai a portata di mano e chiamò in campo i dragoni che per tutta la battaglia erano rimasti ai margini del campo. Contrariamente alla consuetudine, Fairfax li fece combattere a cavallo e li guidò all'attacco del fianco destro realista completamente scoperto. Incalzata da tre lati l'armata del re non resse a lungo e dopo un sanguinoso combattimento fu costret-ta alla fuga; il tardivo rientro in campo della cavalleria del principe Rupert contribuì solo ad aumentare il massacro. Così Carlo perse la battaglia di Naseby: la sua sconfitta segnò non solo la fine di un'armata, ma anche quella di un regno.

Le Conseguenze:

Dopo la sconfitta di Naseby l'esercito realista non fu più in grado di opporre una resistenza organizzata; Oxford cadde nel 1646 e Carlo I si arrese agli Scozzesi che lo vendettero al Parlamento inglese per 40 mila sterline (gennaio 1647). La sconfitta del re, il principale nemico da abbattere, ebbe come immediata conseguenza la disgregazione del fronte dei vincitori, che si scontrarono sia sul piano religioso che su quello politico. Alla fine del 1647 il re fuggì di nuovo in Scozia e nella primavera successiva gli Scozzesi invasero l'Inghilterra settentrionale. Furono sconfitti da Cromwell a Preston, mentre rivolte realiste scoppiavano in Kent, Essex e Galles. Il Parlamento tentò ancora una volta di venire a patti ma Cromwell, rotto ogni indugio, occupò Londra ed espulse dall'assemblea 150 membri moderati. Ciò che rimase di questo Rump Parliament (Parlamento ridotto) istituì una corte speciale, che processò il re per tradimento. La sua testa cadde il 3 febbraio 1649 sotto la scure del carnefice. In maggio venne abolita la camera dei Lords e proclamata la Repubblica inglese retta da Cromwell.

La New Model Army:

La New Model Army di Cromwell era suddivisa in reggimenti di fanteria di 1.200 uomini, formati ciascuno da 10 compagnie (120 fanti) con un rapporto di un picchiere ogni due moschettieri. La cavalleria comprendeva reggimenti di 600 cavalieri suddivisi in sei squadroni; venne inoltre creato un reparto di dragoni. Tutti i reggimenti avevano uniformi rosse con colori distintivi diversi sui colletti e sui polsini. Il sistema di addestramento era omogeneo per tutti: lo scopo era quello di creare un esercito nazionale che tuttavia, al momento della battaglia di Naseby, non aveva ancora raggiunto l'efficienza e la potenza che mostrerà al tempo del Protettorato di Cromwell.

I Dragoni:

A partire dai primi del Seicento, in alcuni eserciti europei furono introdotti reggimenti composti di truppe montate che prima di entrare in combattimento smontavano e si comportavano come fanti. Questi soldati furono detti dragoni, equipaggiati un po' come i fanti, un po' come i cavalieri: della cavalleria avevano la spada e gli stivali, ma erano armati di moschetto, sia pure di tipo leggero. Durante la guerra civile inglese entrambe le parti fecero uso di questa fanteria montata e a Naseby un reggimento parlamentare di dragoni svolse un ruolo importante sulla sinistra dello schieramento.

Le Cavallerie nella Guerra Civile Inglese:

I cavalieri che formavano i reggimenti montati di Cromwell erano popolarmente detti Ironsides (costole di ferro) per la corazza pettorale che indossavano. Costituivano la truppa di cavalleria meglio addestrata e disciplinata della guerra civile inglese, anche perché si sentivano motivati dalla comune fede puritana. Portavano un elmetto di ferro ed erano armati di pistole e di una pesante spada da cavalleria che li rendevano molto efficaci anche nel corpo a corpo. A Naseby i cavalieri di Cromwell, schierati sulla destra di Fairfax, diedero un contributo decisivo alla vittoria parlamentare. Armata più alla leggera rispetto agli Ironsides, la cavalleria realista, che era in gran parte formata dai Cavaliers, esponenti dell'aristocrazia, era meno adatta al corpo a corpo rispetto alla sua controparte parlamentare. Abbigliata spesso di giubba o casacca di cuoio e senza elmo, la cavalleria del re ricorreva alle tattiche seicentesche classiche come il caracollo, piuttosto che alla carica diretta. Formata dai membri dalla piccola nobiltà e non da soldati di professione, la cavalleria realista si dimostrò coraggiosa ma poco disciplinata e controllabile; proprio alla mancanza di disciplina dei reparti del principe Rupert è imputabile la sconfitta realista di Naseby.

 
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