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Battaglia di Creta (1941)

Storia > Battaglie Storiche > Battaglie dal 1900 d.C. al 1945 d.C. > Seconda Guerra Mondiale (1939-1945)

Luogo: Creta
Data:
20 Maggio - 1º Giugno 1941
Forze in Campo:
Germania e Regno d'Italia contro la Grecia , il Regno Unito , la Nuova Zelanda e l'Australia
Esito:
Vittoria dell'Asse
Comandanti:
Germania e Regno d'Italia:
Kurt Student e Julius Ringel - Grecia , Regno Unito , Nuova Zelanda e Australia: Bernard Freyberg

Nel maggio 1941 Creta fu il palcoscenico del più grande assalto tedesco dal cielo e rappresentò la prima volta nella storia bellica in cui un'isola veniva conquistata con un'operazione aviotrasportata. L'isola greca è lunga 260 km, larga da 20 a 50 km e dista circa 100 km dal punto più meridionale della terraferma. Il generale Kurt Student voleva aggirare la supremazia britannica sul mare conquistando l'isola dal cielo, sfruttando opportunamente la superiorità aerea della Luftwaffe. Il generale nell'aprile del 1941 diede il via ai preparativi dell'operazione Merkur (Mercurio). Prevista in un primo tempo per il 15 maggio, era stata poi posticipata di cinque giorni. Il piano definitivo era stato messo a punto in funzione delle possibilità logistiche tedesche facendo una stima molto ottimistica sulla consistenza dei reparti inglesi (12.000 uomini). Poiché due terzi della forza d'invasione sarebbe stata trasportata per via aerea, la conquista in tempi rapidissimi di un aeroporto era fondamentale per la riuscita di Merkur. Tutto il peso dell'attacco iniziale era quindi sulle spalle dei poco più di 8.000 paracadutisti che, a causa della relativa scarsità di aerei da trasporto, sarebbero stati lanciati in due ondate successive a distanza di otto ore. Tatticamente Student suddivise le sue truppe in tre gruppi da battaglia: occidentale, centrale ed orientale. Il gruppo da battaglia occidentale comprendeva la maggior parte del reggimento d'assalto. Il gruppo avrebbe attaccato con la prima ondata e sarebbe arrivato all'alba attorno all'aeroporto di Maleme. Il gruppo da battaglia centrale, al comando del generale Siissman, comandante di divisione, era costituito da un battaglione del reggimento d'assalto, dal 3° reggimento più altre unità d'appoggio; sarebbe sceso con la prima ondata e avrebbe sostenuto lo sforzo maggiore. Con la seconda poi era previsto l'invio di un reggimento di rinforzo. Il gruppo da battaglia orientale, costituito dal 1° reggimento, sarebbe arrivato solo con la seconda ondata e si sarebbe lanciato su Iràklion. L'attacco più massiccio era previsto contro Canea e la penisola di Akrotiri. In questo modo i Tedeschi si sarebbero impadroniti di un aeroporto (Retimo) e di un porto (baia di Souda). Gli altri attacchi sarebbero stati tutti a supporto di quest'operazione. Con la presa degli aeroporti sarebbe stato possibile far rilevare i paracadutisti dalle truppe da montagna della 5a divisione che avrebbero completato la conquista dell'isola.

Le Forze in Campo:

Le forze d'invasione tedesche erano riunite nel XI corpo aereo (Fliegerkorps) al comando del generale Student. Esso era incentrato sulla 7a divisione aerea (su 9 battaglioni), sul reggimento paracadutisti d'assalto (4 battaglioni) e sulla 5a divisione da montagna del generale Ringel. Si trattava complessivamente di 22.040 uomini, di cui 8.060 destinati ad arrivare con il paracadute o sugli alianti e 13.980 giunti per via aerea mediante i tre gruppi aerei da trasporto (con 500 trimotori Junkers Ju-52). L'appoggio aereo era messo a disposizione dall'VIII corpo aereo del generale von Richtofen (240 bombardieri bimotori di vario tipo, 150 bombardieri in picchiata tipo Stuka, 90 cacciabombardieri Messerschmitt Bf-110 e 90 caccia Messerschmitt Bf-109). Tutte questi reparti erano poi sotto il comando supremo della 4a flotta aerea (Luftflotte) del generale Liihr. La guarnigione di difesa di Creta, denominata Creforce, al comando del generale Freyberg era eterogenea sia per nazionalità sia per qualità dell'equipaggiamento. Si passava dalle batterie costiere della marina britannica e dei marines a quelle antiaeree dell'aeronautica (RAF), da truppe regolari del Commonwealth (Australiani e Neozelandesi) agli irregolari cretesi, dai reparti greci raccogliticci alle unità scelte britanniche. Si trattava complessivamente di oltre 42.500 uomini, di cui solo la metà era composta da fanteria con addestramento ed armamento adeguato. La Creforce mancava tuttavia di armamenti pesanti, artiglierie contraeree e carri armati, persi durante la ritirata di Grecia.

La Battaglia:

La mattina del 20 maggio, bombardieri e caccia tedeschi attaccarono le aree di Maleme, Canea e la baia di Souda. Molte delle armi antiaeree vennero rese inservibili, mentre la maggior parte delle preziose linee telefoniche furono interrotte rendendo impossibili le comunicazioni tra i reparti della Creforce. Alle 7.15 i primi alianti, carichi di uomini, atterrarono nei pressi dell'aeroporto di Maleme e sulla spiaggia vicino a Canea. Parallelamente circa 2.000 uomini venivano paracadutati su Creta. I parà del reggimento d'assalto attaccarono subito l'obiettivo cruciale costituito dalla quota 107 che dominava l'aeroporto di Maleme, tuttavia le truppe neozelandesi, a difesa della zona, opposero una tenace resistenza, respingendo i Tedeschi. Le perdite tra i paracadutisti furono subito ingenti: 100 uomini mancavano all'appello, pari alla metà dell'organico originario. Anche i restanti assalti dei Fallschirmjager (così erano chiamati i paracadutisti tedeschi) alla cittadina eretese risultarono infruttuosi, causando altri 400 tra morti e feriti. Nella tarda mattinata sembrava che l'attacco a Maleme fosse ormai fallito. Più ad ovest, a Canea, i Tedeschi stavano incontrando uguale resistenza. Gli alianti erano atterrati in maniera disordinata e la compagnia che doveva eliminare la contraerea soffrì pesanti perdite. Il 1° battaglione paracadutisti puntò in direzione del villaggio di Perivolia, ma si scontrò con una tenace resistenza. Più a nord, il 2° battaglione paracadutisti atterrò a sud-ovest del villaggio di Galatas. Le perdite erano state pesanti (150 uomini fra morti e feriti), ma il battaglione riuscì ugualmente a insidiare le postazioni neozelandesi situate sulle alture adiacenti. Il 3° battaglione paracadutisti, sceso disordinatamente a est di Galatas, subì invece il contrattacco delle truppe neozelandesi. Nella mattinata del 20 maggio la prima ondata delle truppe del generale Student era atterrata con una certa confusione e aveva incontrato una feroce e inaspettata resistenza. Le perdite erano state notevoli e i Fallschirmjager non erano riusciti a ricongiungersi, malgrado Maleme e Canea fossero distanti solo una dozzina di chilometri. Molti ufficiali erano morti, compreso il generale Sussman, comandante della 7a divisione aerea, e con lui tutto il suo stato maggiore. I Tedeschi a Maleme e Canea rischiavano di essere sopraffatti, mentre la seconda ondata arrivò in forte ritardo a causa delle nubi di polvere che si alzavano dalle piste di decollo greche in terra battuta. Il lancio a Iràklion fu un disastro: i velivoli da trasporto Ju-52 arrivarono alla spicciolata, nella più completa confusione. Il 2° battaglione del 1° reggi-mento paracadutisti perse più di 400 uomini durante la sola fase di atterraggio a ovest del campo di aviazione. Poi, senza armamento pesante, dovette affrontare i carri armati e i nidi di mitragliatrici. Il 3° battaglione del 1° reggimento prese terra a ovest di Iraklion e si trovò impegnato in un duro combattimento nel centro del paese. Il 2° battaglione del 2° reggimento atterrò ancora più a ovest e bloccò la strada costiera. Lo schieramento tedesco nei pressi dell'aeroporto di Iràklion, completato solo verso mezzanotte, non era in grado di espugnare il campo d'aviazione. Il 2° reggimento del colonnello Sturm giunse con notevole ritardo a Retimo, difesa da truppe locali e dagli Australiani. Il 3° battaglione atterrò su una vasta area a est di Retimo, evitando le postazioni nemiche. I paracadutisti tentarono immediatamente di conquistare la cittadina, riuscendovi solo nel tardo pomeriggio. Più a est gruppi isolati del 1° battaglione combattevano ancora con gli Australiani saldamente attestati sulle alture. In tarda serata apparve chiaro che la situazione a Iraklion era preoccupante, mentre per Retimo si temeva addirittura il peggio. Student, sapendo che il reggimento d'assalto controllava in parte il campo di aviazione di Maleme, decise di sfruttare questo limitato successo, spostando lo sforzo principale dal centro a ovest. L'idea era di conquistare l'aeroporto di Maleme per consentire l'atterraggio della 5a divisione da montagna. Fu a questo punto che il generale Freyberg impresse una svolta decisiva alla battaglia: poiché mancava di collegamenti che gli consentissero di guidare i combattimenti dal quartier generale, decise di lasciare l'iniziativa ai comandanti sul campo. Durante la notte tra il 20 ed il 21 maggio e la mattinata seguente, gli alleati ebbero l'opportunità di contrattaccare. Se l'offensiva fosse stata sferrata con vigore, i paracadutisti sarebbero stati annientati, vanificando gli sforzi di Student. Invece, solo a Retimo gli Australiani passarono decisamente al contrattacco, impedendo ai paracadutisti di conquistare il campo di aviazione. Altrove, i difensori risultarono poco risoluti: addirittura a Maleme i Neozelandesi attestati sulla cruciale quota 107 si ritirarono, abbandonando la preziosa altura agli stupiti paracadutisti. Student inviò tutti i rinforzi a Maleme e pian piano gli attacchi tedeschi respinsero gli alleati verso est, in direzione di Canea. La Luftwaffe intanto dominava i cieli, attaccando sia le truppe sull'isola sia le navi alleate. Tuttavia la superiorità aerea tedesca non fu in grado di proteggere i due convogli che avrebbero dovuto sbarcare armamenti pesanti e rifornimenti, lasciando le forze d'invasione prive di questi preziosi equipaggiamenti. Intanto, già la sera del 21 i primi elementi della 5a divisione da montagna atterrarono a Maleme. Il campo di aviazione divenne così il fulcro dell'operazione: un ponte aereo tra la Grecia e Creta assicurava ora truppe fresche e rifornimenti. A Retimo e Iràklion i Tedeschi continuavano a combattere in attesa di rinforzi. A Maleme, durante tutta la giornata del 22 maggio, le truppe da montagna continuarono ad atterrare, un battaglione dopo l'altro, muovendo immediatamente verso est. Il comandante della 5a divisione, Ringel, fu incaricato di guidare le operazioni, mentre il saldo controllo di Maleme rendeva la sconfitta britannica solo una questione di tempo. Le truppe inglesi, greche e del Commonwealth affrontarono una serie di accanite battaglie per difendere Galatas, Canea e la zona della baia di Souda; ma il 24 maggio Freyberg aveva ormai abbandonato ogni speranza di tenere Creta. Il 27 maggio venne decisa l'evacuazione dell'isola. I paracadutisti tedeschi e le truppe da montagna fecero una conversione verso est per soccorrere i sopravvissuti del secondo lancio a Retimo e Iràklion e cominciarono a spingere verso sud, sulle selvagge montagne cretesi. Il 29 venne conquistata IrAlion con il suo aeroporto; intanto anche un piccolo contingente italiano, sbarcato il giorno prima, si unì al grosso delle forze tedesche. Il 29 vi fu pure il totale ricongiungimento delle forze, mentre il 1° giugno venne raggiunta la costa sud. In quegli stessi giorni dalle spiagge la marina britannica evacuava faticosamente le truppe: 17.000 uomini furono messi in salvo. Il 2 giugno la battaglia di Creta poteva dirsi terminata.

L'Esito:

Per i paracadutisti Creta fu una disastrosa vittoria: dal 20 maggio al 2 giugno i Tedeschi avevano avuto 3.986 caduti e 2.549 feriti. I Failschirmjtiger uccisi il primo giorno di operazioni rappresentano la metà del totale. Gli aerei persi furono 350, di cui 151 trasporti Ju-52, quasi un terzo del totale. Da parte alleata i morti furono 1.751, i feriti 1.738, mentre i prigionieri 12.254. La maggior parte delle truppe greche e della polizia locale fu catturata. La Royal Navy perse, nelle acque antistanti Creta, 3 incrociatori e 6 cacciatorpediniere, mentre vennero danneggiate 4 corazzate, 6 incrociatori e 7 cacciatorpediniere.

Le Conseguenze:

Creta è considerata il cimitero dei Fallschirmjtiger poiché, a causa delle elevatissime perdite, non vennero più impiegati in assalti dal cielo. Dopo Creta le truppe paracadutiste non vennero che impiegate come fanteria tradizionale, snaturandole completamente. Ebbero modo comunque di distinguersi per il loro valore e i loro comportamenti cavallereschi. Anche l'XI Fliegerkorps che trasportò le truppe a Creta (con i trimotori Junkers Ju-52 e gli alianti DFS-230) subì le conseguenze dell'operazione ed il suo indebolimento ebbe delle notevoli conseguenze sulle capacità di rifornire l'esercito durante la campagna di Russia.

 
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