Battaglia di Bosworth (1485) - MondoStoria

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Battaglia di Bosworth (1485)

Storia > Battaglie Storiche > Battaglie dal 1000 d.C. al 1500 d.C.

Luogo: Nei pressi di Ambion Hill, a sud di Market Bosworth, Inghilterra
Data:
22 Agosto 1485
Esito:
Definitiva vittoria del Casato dei Lancaster

La battaglia di Bosworth Field segnò, oltre alla fine di quella lunga guerra civile e dinastica che va sotto il nome di guerra delle Due Rose, anche la fine del Medioevo in Gran Bretagna. La salita al trono del vincitore Enrico Tudor, che regnerà col nome di Enrico VII, conclude infatti un lungo periodo della storia inglese, una fase che ne ha in pratica caratterizzato tutto il Medioevo: quello della dinastia plantageneta. Con la loro attenzione verso le cose francesi i re plantageneti, la cui famiglia proveniva dall'Angiò, avevano per quasi quattro secoli impegnato l'Inghilterra in una lunga e faticosa lotta con la Francia per sostenere le loro pretese al trono di Parigi. Con l'avvento della dinastia dei Tudor la politica inglese cambiò in modo radicale: certamente vi furono ancora momenti d'attenzione verso il vicino d'Oltremanica e gli Inglesi del resto mantennero ancora per un certo tempo avamposti in terra francese quali, ad esempio, Calais, ma l'anima del Paese, forse per la prima volta nella sua storia, andò a combaciare con quella dei propri regnanti, trovando nella coscienza della propria insularità quel cemento nazionale che, in ultima analisi, formò le basi per la futura grandezza. Enrico Tudor era un capitano gallese che, per quanto imparentato coi Lancaster, la grande famiglia di discendenza plantageneta che contese il potere agli York nei trent'anni di guerra, proveniva da un ambiente culturale e politico del tutto estraneo alle preoccupazioni dinastiche che nell'ultimo secolo e mezzo avevano contraddistinto l'azione dei re inglesi, sempre con l'obiettivo del trono di Francia. Furono i successori di Enrico VII, il figlio Enrico VIII e la nipote Elisabetta I, mantenendo l'impostazione politica nazionale del nonno, a completare e rafforzare il disegno forse inconscio del primo dei Tudor. Enrico VIII ed Elisabetta, forse per primi, possono essere definiti oltre che sovrani d'Inghilterra anche sovrani degli Inglesi; i Tudor, utilizzando come strumento principale la politica religiosa - quella singolare e peculiare forma di protestantesimo che fu la Chiesa anglicana può, senza dubbio, essere definita la prima chiesa sinceramente nazionale d'Europa - riuscirono a disegnare una forma di monarchia ritagliata sul carattere nazionale del loro popolo. Certo ci furono altri e gravissimi momenti di crisi, un secolo e mezzo dopo Bosworth scoppiò un'altra e terribile guerra civile, ma il primo passo verso l'Inghilterra moderna fu sicuramente compiuto sul Bosworth Field.

Le forze in campo:

Quella di Bosworth fu una piccola battaglia, dal punto di vista numerico. Enrico Tudor aveva con sé circa 5.000 tra uomini d'arme, molti dei quali mercenari che lo avevano seguito dalla Francia, e arcieri mentre Riccardo III poteva contare su 8.000 uomini, quasi nella stessa proporzione tra fanti e cavalieri. Sfortunatamente per il re, però, 3.000 dei suoi uomini erano al comando di Sir William Stanley che era il patrigno di Enrico; quindi Riccardo aveva molti dubbi, e come si vide con ragione, sulla lealtà di una parte del suo esercito.

La Genesi:

Col nome di guerra delle Due Rose si intende oggi una serie di tre guerre civili collegate tra loro che insanguinarono l'Inghilterra dal 1455 al 1485 quando la salita al trono da parte del nobile gallese Enrico Tudor col nome di Enrico VII pose fine alla contesa tra le dinastie di Lancaster e di York; la guerra prese il nome dalle loro insegne, rispettivamente una rosa rossa e una rosa bianca. La contesa era esplosa quando, nel tentativo di rimuovere lord Somerset (il favorito dell'imbelle re Enrico VI di Lancaster), Riccardo terzo duca di York aveva suscitato la reazione della fazione Lancaster. Alla sconfitta di un esercito reale nel 1455 da parte del duca di York seguì un periodo di tregua, ma nel 1459 la regina Margherita d'Angiò, moglie di Enrico VI, mise assieme un esercito Lancaster che sconfisse lo yorkista conte di Salisbury nei pressi di Ludlow. Sebbene nel 1460 Riccardo di Warwick, uno dei più potenti partigiani della casata di York, avesse battuto un esercito Lancaster a Northampton prendendo prigioniero lo stesso re Enrico, l'armata delle regina Margherita ebbe la meglio l'anno seguente sul duca di York e sui suoi alleati, rimettendo in equilibrio la situazione. La guerra si riaccese nel 1461 quando il figlio di Riccardo di York, Edoardo, entrò a Londra con il proprio esercito e si proclamò sovrano d'Inghilterra con il nome di Edoardo IV. Enrico e Margherita, nuovamente sconfitti, ripararono in Scozia; il primo fu poi catturato e imprigionato nella Torre di Londra, mentre la seconda si rifugiò in Francia. La seconda fase del conflitto ebbe alla base i profondi dissidi scoppiati all'interno della fazione di York. Il conte di Warwick, infatti, passò nel 1469 alla fazione di Lancaster costringendo all'esilio Edoardo IV e riportando sul trono Enrico VI; in seguito a queste sue disinvolte operazioni politiche Warwick fu soprannonimato the Kingmaker, il creatore di re. L'anno successivo tuttavia le forze degli York sconfissero a Barnet Riccardo di Warwick uccidendolo, mentre il quasi contem-poraneo assassinio di Enrico VI e la morte in battaglia del figlio lasciarono Edoardo privo di rivali consentendogli di tornare sul trono. Alla morte di Edoardo IV, nel 1483, il fratello Riccardo di Gloucester assunse la tutela dei nipoti, fra cui il legittimo erede Edoardo V e, di fatto, il controllo del Paese. Per aprirsi la via del trono Riccardo fece dichiarare illegittimi Edoardo V e il fratello Riccardo di York, per poi farli rinchiudere nella Torre di Londra. Qui i principini furono assassinati e, anche se non ci furono mai prove del coinvolgimento di Riccardo fra il popolo la voce fece cadere molto la popolarità del duca di Gloucester che nel frattempo era salito al trono col nome di Riccardo III. La terza e ultima delle tre guerre civili vide contrapporsi Riccardo ed Enrico Tudor, un nobile gallese imparentato con la famiglia Lancaster per parte di madre; il padre Edmondo aveva sposato Margherita di Beaufort, discendente del plantageneta Giovanni di Gaunt. Enrico, fuggito in Bretagna in seguito alle vittorie yorkiste, sbarcò in Galles il 7 di agosto del 1485. Da qui, radunato un esercito tra i partigiani dei Lancaster e gli scontenti del regno di Riccardo, mosse verso nord-est puntando verso Bosworth dove, mossasi da Londra, lo attendeva l'armata reale con a capo lo stesso Riccardo III.

La Battaglia:

Riccardo aveva schierato le sue forze, ben riposate e pronte al combattimento, sulle pendici dell'Ambion Hill: gli uomini d'arme a cavallo formati in cuneo e dietro, oltre che negli intervalli, la fanteria e gli arcieri. L'esercito di Enrico si schierò in una formazione simile ai piedi della collina, ma le truppe del Tudor, stanche da molti giorni di marcia ed affamate, furono particolarmente lente nell'assumere lo schieramento di battaglia. Probabilmente era questo il momento nel quale il re avrebbe potuto vincere la battaglia senza troppi problemi, ma Riccardo non approfittò del momento fortunato. Forse voleva capire quale partito avrebbe preso l'infido lord Stanley che, quasi nell'attesa degli eventi, aveva preso posizione coi suoi 3.000 uomini di fianco ai due eserciti sulla destra dell'armata reale. Con una carica immediata dei suoi uomini d'arme, Riccardo III avrebbe potuto spazzare via il nemico prima ancora che la battaglia cominciasse ma, passato il momento, i due eserciti si accinsero a combattere una battaglia tradizionale. Come prima mossa Riccardo ordinò un attacco generale di tutto il suo esercito ma, oltre al dubbio su quale partito avrebbe preso Stanley, il sovrano si trovò a dover fare i conti con un altro tradimento: tutta la sua ala sinistra, comandata dal conte di Northumberland, rifiutò di obbedire all'ordine e rimase immobile sulle sue posizioni. Con solo una parte del suo esercito ancora sotto controllo (forse poco più di 3.000 uomini), Riccardo lanciò una vigorosa carica contro il centro della formazione avversaria, probabilmente nell'intento di porre fine alla lotta con l'uccisione del suo avversario Enrico. Ma Enrico reagì, ordinando alle sue ali di convergere sul nemico che, con grande valore, si stava facendo strada verso di lui attraverso il muro metallico dei suoi cavalieri in armatura. Le forze di Riccardo, per quanto fossero riuscite ad abbattere l'alfiere dei Tudor, William Brandon, impossessandosi dell'insegna col dragone gallese, si trovarono presto a mal partito. Invano il re inviò a Northumberland messaggi disperati e minacciosi perché intervenisse nella battaglia; fu invece lord Stanley che, deciso una volta per tutte di schierarsi con Enrico, segnò il risultato dello scontro e cambiò per sempre le sorti d'Inghilterra. Circondati da ogni parte, senza alcuna speranza di soccorso, gli uomini di Riccardo furono fatti a pezzi. Il re, disarcionato più volte e rimasto senza cavallo, continuò a combattere come un demonio coi piedi ben piantati per terra, fino a che cadde sotto un diluvio di colpi di lancia, spada e scure. Enrico Tudor aveva avuto la vittoria totale che cercava. Ora l'esercito aveva aperta la via di Londra dove lo attendeva quel trono su cui presto sarebbe salito col nome di Enrico VII.

I Tudor:

I Tudor furono la dinastia che regnò in Inghilterra dal 1485 al 1603. La casa fu fondata dal nobile gallese Owen Tudor, che sposò Caterina di Valois, vedova del re d'Inghilterra Enrico V. Il loro figlio primogenito, Edmondo Tudor, sposò Margherita di Beaufort, una discendente di Giovanni di Gaunt, figlio del re Edoardo III. Nel 1485 il figlio di Edmondo e Margherita, Enrico, sconfisse Riccardo III della casa di York e salì al trono come Enrico VII, ponendo fine alla guerra delle Due Rose: fu il primo monarca della dinastia Tudor. A lui succedettero Enrico VIII e i suoi tre figli: Edoardo VI, Maria I ed Elisabetta I, che morirono tutti senza lasciare eredi. I Tudor riunificarono il Paese dopo un periodo di lotte intestine e resero la Chiesa inglese indipendente dal papa. Dopo di loro, salì al trono la dinastia degli Stuart.




 
Torna ai contenuti | Torna al menu