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Battaglia di Altopascio (1325)

Storia > Battaglie Storiche > Battaglie dal 1000 d.C. al 1500 d.C.

Luogo: Altopascio (provincia di Lucca)
Data:
23 settembre 1325
Forze in Campo:
Lucchesi contro i guelfi fiorentini
Esito:
Vittoria dei Lucchesi
Comandanti:
Lucchesi: Castruccio Castracani, Azzo Visconti e il Vescovo Guido Tarlati - Guelfi: Ramon di Cagiona

Dopo la sconfitta militare subita a Montecatini dai Fiorentini nel 1315 e il crollo della fortuna politica di Uguccione, una nuova minaccia si stava preparando contro Firenze: Castruccio Castracani degli Altelminelli, uomo "d'arme e d'ingegno" che già si era distinto a Montecatini come principale artefice della vittoria sulla Lega Guelfa. Fra il 1320 ed il 1322 ci furono nel Val d'Arno inferiore e nella Valdinievole sporadici scontri tra le forze guelfe e ghibelline che non portarono a nessuno dei contendenti successi di qualche rilievo. Lucca, Pisa e Arezzo riconobbero l'autorità imperiale, ma la maggior parte dei Comuni, specie quelli di parte ghibellina, tendevano a dare maggiore importanza alla realizzazione di signorie che "soffocando i conflitti tra le parti, potevano dare maggiore unità ai governi" (M. Luzzati). Nel 1320 a Lucca Castruccio fu proclamato capitano a vita. Nel frattempo Pistoia, sentendosi minacciata dall'espansionismo lucchese, accettò di pagare un contributo a Castruccio. Nel 1323 Castruccio effettuò ripetuti attacchi alle mura di Firenze e contemporaneamente cercava di "insignorirsi" a Pisa. Intanto Firenze cercava accordi con Pisa a danno di Castruccio. In questa situazione confusa di trattative di alleanze Castruccio riuscì ad ottenere dall'imperatore Ludovico il Bavaro la nomina di Vicario di Lucca e di tutte le terre che controllava e in seguito ottenne anche il vicariato di Pistoia. Nel 1325 Castruccio, grazie all'aiuto di Filippo de' Tedici successore dell'abate Ermanno signore della città, riuscì ad occupare Pistoia. Il Castruccio assunse la carica di Vicario e affidò al Tedici il governo della città e diede allo stesso in sposa sua figlia Dialta. La reazione fiorentina fu immediata: il giorno successivo all'impresa della conquista da parte di Castruccio a Pistoia, giunse a Firenze lo spagnolo Ramon de Cardona, celebre condottiero, che era stato ingaggiato come comandante dell'esercito fiorentino dopo mesi di lunghe trattative. L'esercito fiorentino così riorganizzato si mosse verso Pistoia e, poiché il Castracani non reagì subito, continuando invece a rimanere sulla difensiva, potè occupare Altopascio senza difficoltà (25 agosto). Ben presto, però, a causa dell'insalubrità della piana paludosa dove l'esercito fiorentino si era appostato e grazie a i rinforzi venuti dai Ghibellini di Genova e da Azzo Visconti, che giunse con 800 cavalieri tedeschi e francesi, la situazione cambiò a favore di Castruccio. L'esercito fiorentino mandò "il guanto di sfida" a Castruccio Castracani, e, nei pressi del Castello di Altopascio ebbe luogo lo scontro. Il primo attacco, da parte della cavalleria dei Ghibellini, travolse la linea dei feclitori al comando di De Borne: la fanteria guelfa si ritrovò "stupita e ammaliata" da tanto vigore, ma continuò a battersi valorosamente prima di disperdersi sul campo. Alle tre del pomeriggio la battaglia si concluse in "poco d'ora" con 5.000 fra morti e prigionieri guelfi. A causa dell'impraticabilità del terreno, molti di coloro che si erano dispersi sulla piana perirono o caddero in mano al nemico. A dieci anni dalla battaglia di Montecatini i Guelfi avevano subito ancora una volta una nuova, terribile sconfitta in una battaglia che "più che uno scontro fra i Guelfi e i Ghibellini toscani, si con-figura in uno scontro tra una signoria di tipo inedito per la Toscana ed un comune, Firenze, che rappresenta la tradizione dello Stato-città, guelfe o ghibelline che fossero" (M. Luzzati).

Il luogo della battaglia:

Il territorio di Altopascio dove si svolse la storica battaglia, si trova tra la Valdinievole e la pianura ad est di Lucca ed è posta su una delle più importanti direttrici di traffico, l'antica via che da Lucca, attraversando la Valdelsa giungeva fino a Roma. Su questa strada, che si chia-mava "Romea", se si considera la meta, o Francigena, se si guarda alla provenienza, confluivano tutte le transappenniniche che facevano capo a Lucca, a Pistoia e a Firenze. La Francigena collegava i due grandi centri devozionali e sacrali di Santiago de Compostela e di Roma e la Contessa Matilde, grande protettrice dei pellegrini, favorì il sorgere di ospizi e chiese lungo l'arteria stradale, fra cui quello famoso di Altopascio. L'ospizio dei pellegrini di Altopascio nasce nel 1084 ad opera della famosa regola dei Cavalieri Ospitalieri o del Tau, i quali assunsero la sorveglianza della strada sulla regione e la resero agevole con ponti e chiatte per il passaggio sui fiumi. Si dice nella tradizione antica della Valdinievole che la campana di Altopascio, "la Smarrita", dirigesse con i suoi rintocchi i passi dei pellegrini che percorrevano la strada a tratti invasa dagli acquitrini. In realtà la Francigena "non si trattava di una arteria razionale, comoda, provvista di regolare manutenzione, ma costituì una traccia continua e stabile, seguendo la quale il viandante era certo di giungere alla meta (...) i viaggiatori medievali, andandosene a piedi o a cavallo, in fatto di strade non avevano tante pretese perché l'importante era trovare un luogo dove alloggiare, il vitto e anche una relativa sicurezza" (D. Sterpos). Durante la battaglia del 1325, le cronache del tempo lo ricordano, intorno ad Altopascio il terreno era molto difficile e malsano e le zone paludose non favorirono affatto i Fiorentini, tanto che "(...) il caldo, nella vicinanza del padule, fece la parte sua". Nel tardo Medioevo Altopascio diventò centro importante dei traffici mercantili di Pistoia e fu in seguito porto fluviale grazie al canale, ormai scomparso, che collegava la Valdinievole direttamente con il lago di Bientina e da qui con l'Arno lungo il quale si scendeva fino al porto di Pisa. Attualmente Altopascio è ancora luogo di incrocio delle arterie più importanti della regione e le "malsane paludi" hanno lasciato il posto agli insediamenti industriali (panifici industriali, confe-zioni, calzature, materie plastiche) che sono il settore trainante dell'economia della città. A pochi chilometri dall'uscita di Altopascio della A11 "Firenze-mare", si raggiunge facilmente l'abitato medievale di Montecarlo. La tradizione vuole che dall'alto dell'antica Rocca detta del Ceruglio, dal nome dell'originaria fortificazione che anticamente sorgeva sulla sommità del colle, Castruccio Castracani dirigesse i movimenti delle sue truppe contro l'esercito fiorentino. Per la sua posizione strategica, al confine fra la pianura di Lucca e la Valdinievole, Montecarlo svolse un ruolo importante durante le numerose guerre tra Pisa, Lucca e Firenze. Fu una fortezza difficile da conquistare e solo nel 1437 Francesco Sforza riuscì ad espugnarla e farla passare sotto il dominio fiorentino.





 
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