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Atri

Borghi > Abruzzo

Adagiata su un poggio a circa 450 metri di altitudine, l'antica Hatria fu un'importante città preromana del Piceno, regione storico-geografica dell'Italia centrale affacciata sull'Adriatico e corrispondente grosso modo alle attuali province di Ascoli Piceno e Teramo. Sviluppatasi in epoca romana quale centro commerciale cui facevano capo le antiche vie Cecilia e Valeria, Atri fu eretta a sede vescovile da Innocenzo IV nel 1252, circa trent'anni dopo la consacrazione della sua grandiosa cattedrale, uno dei maggiori monumenti religiosi dell'Abruzzo. Il maestoso edificio, intitolato a Santa Maria Assunta e ultimato agli inizi del Trecento, sorge sui resti di una chiesa del sec. IX, a sua volta fondata sulle rovine di un complesso termale romano ( in parte ancora visibile nella piazza antistante ) del quale facevano parte anche i mosaici che affiorano nel pavimento del presbiterio. Interamente costruita in pietra di Bisenti, responsabile della sua particolare venatura dorata, la chiesa è annunciata da una severa facciata romanica a coronamento orizzontale nella quale si apre un bel portale strombato, opera del capostipite della scuola locale, Rainaldo d'Atri; esso è sormontato da un grande rosone e da una nicchia nella quale è alloggiata una Madonna col Bambino. I portali, la cui raffinata fattura li imporrà come modelli per tutto il Trecento abruzzese, sono il Leitmotiv anche del fianco destro, al quale lavorarono tra il 1288 e il 1305 sia lo stesso Rainaldo che Raimondo di Poggio. L'interno, di inattesa fisionomia gotica, accoglie nel coro il più importante documento pittorico rinascimentale della regione, un prezioso ciclo di affreschi di Andrea Delitio (1481 ca.), il cui linguaggio fantasioso e naturalistico rivela chiari riferimenti alla lezione fiorentina della prima metà del secolo. L'edilizia civile replica con il trecentesco palazzo Acquaviva, a breve distanza dalla cattedrale, raggiungibile da piazza del Duomo seguendo il corso principale della città e superata la chiesa di Sant'Agostino, con portale di Matteo da Napoli (1420) che fonde motivi del gotico fiorito a influssi del primo Rinascimento napoletano. Il palazzo, sorto su una cisterna romana, mostra una facciata settecentesca in stile rinascimentale, mentre il ricordo dei lineamenti originari è affidato al loggiato del cortile interno. Completa la visita di Atri la chiesa di San Domenico, di origine trecentesca ma più volte rimaneggiata, con portale databile intorno al 1330 che riecheggia quelli di Rainaldo.


 
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