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Il Regno di Urartu
Fonti storiche antichissime per lo più greche e assire testimoniano la presenza in Anatolia degli avi del Popolo Armeno già nel 3000 a.C..
Il Regno di Urartu, dalla storia relativamente breve, dal 860 al 585 a. C., ma fondamentale come inizio della storia armena, parte nelle regioni dell'Altopiano Armeno, attorno al Lago Van (oggi Turchia orientale). La formazione dello Stato Urarteo si realizzò al termine di un lungo processo di aggregazione di tribù montane.Questo antichissimo regno fu in conflitto quasi costante con l'Impero Assiro, stanziato a sud; fu lo stesso impero a dargli il nome di Urartu che sta per "Paese di Montagna", poichè gli Urartiani chiamavano il proprio paese "Terra di Biani".É nel IX secolo a.C. che il Re Aramu (Arame nelle fonti urartee) unificò sotto il suo potere le diverse tribù urartee, dando così inizio al vero e proprio regno di Urartu, che ebbe poi come capitale Tushpa, sita sul lago Van.Le guerre fra gli Urartei e gli Assiri furono tantissime e feroci. Fonti storiche riferiscono che, verso il 780 a.C., il quinto Re di Urartu Menua ottenne importanti successi militari contro I'Assiria.
Argishti fu il sesto re di Urartu, figlio e successore di Menua, e governò tra il 786 e il 764 a.C.. Continuò la serie di conquiste intraprese dai suoi predecessori, combattè vittoriosamente contro gli Assiri, conquistò la parete settentrionale della Siria e rese Urartu il più potente degli stati del vicino oriente dopo la fine dell'impero Ittita. Portò i confini del regno a nord fino al Lago Sevan, conquistando buona parte della Valle dell'Ararat. Costruì la Fortezza di Erebuni nel 782 a.C.. Gli successe il figlio Sarduri II. L'espansionismo urarteo culminò nel 743 a.C. con lo scontro fra gli eserciti del Re di Assiria Tiglatpileser III e Sarduri II per il controllo della Commagene e di Malatya, in seguito al quale gli Urartei furono ricacciati nelle loro terre a est dell'Eufrate.Sargon II re degli Assiri, regnò dal 721 a.C. al 705 a.C., conquistò Tushpa, capitale di Urartu, sulle rive del lago Van, e distrugge Musasir, santuario nazionale urarteo, assestando un colpo mortale allo stato nemico.L'ottava campagna di Sargon contro il regno di Urartu nel 714 a.C. è ben nota grazie ad una lettera di Sargon al dio Assur (trovata nella città di Assur ed ora al Louvre), e dai bassorilievi trovati nel palazzo reale di Dur-Sharrukin. La campagna venne probabilmente organizzata approfittando dell'indebolimento del regno urartiano a causa delle scorribande dei Cimmeri, una popolazione nomade proveniente dalle steppe.
Le fortezze di Teyshebani e di Erebuni, tre città fortificate presso il Lago Sevan sono i preziosi resti archeologici che testimoniano la ricchezza dell'antica civiltà di Urartu.
Si ritiene che "Urartu" sia una variazione dell'Ararat dell'Antico Testamento infatti il monte Ararat, dove si posò l'Arca di Noè, era ubicato proprio nel territorio urartio. Sempre nell'Antico Testamento "Ararat" era utilizzato anche per indicare un antico regno che si trovava a nord della mesopotamia.Gli Urartei erano politeisti e la loro origine linguistica si associa con il popolo degli Hurriti, che vissero in numerosi centri urbani della mesopotamia fra la fine del III e tutto il II millennio a.C.

Il Regno di Armenia
Tra il tardo VII e gli inizi del VI secolo a.C., l'instabilità e il fermento delle popolazioni del caucaso portò il Regno di Urartu a subire numerose invasioni e saccheggi da parte dei Cimmeri, degli Sciti e dei Medi.
Il Regno di Urartu fu sostituito dal Regno di Armenia, retto dalla dinastia armena degli Orontidi che furono la prima dinastia nella storia dell'Armenia.
In quel periodo l'Armenia non ebbe una vera indipendenza ma fu assoggettata al fortissimo impero Achemenide, visti anche i forti legami fra i Persiani e gli Orontidi. Fu per lo più un "Satrapia" o provincia della Persia.
Gli Armeni rimasero sotto la dominazione Persiana dal 519 al 330 a.C. la disfatta dell'Impero Achemenide fu opera di Alessandro Magno e il Regno di Armenia divenne uno dei suoi domini.
L'Impero Seleucida nacque dalla parte orientale dell'Impero di Alessandro Magno e proseguì il suo dominio sull'Armenia; il Re Seleucida Antioco III, nel 215 a.C., divise il Regno Armeno in due parti.
Venne così creata a nord-ovest del vecchio regno, l'Armenia Minore, affidata al Principe Zariadris.
Il resto del vecchio regno divenne l'Armenia Maggiore, continuò a chiamarsi Regno di Armenia e fu retta da Artaxias che sarà il fondatore della dinastia degli Artassidi.
Tigrane II il Grande
Tigrane II d'Armenia, detto il Grande è stato un sovrano della dinastia degli Artassidi e governò l'Armenia dal 95 a.C. al 55 a.C.. Di discussa paternità fra gli storici visse in qualità di ostaggio alla corte del Re Parto Mitridate II fino all'età di 40 anni.
Alla morte di Artavaside I, suo predecessore, poté riscattare la propria libertà, dietro il rilascio di un riscatto di 2.000 talenti e con la cessione del territorio della Media Atropatene (l'attuale Azerbaijan ).Il legame di Tigrane II il Grande con Mitridate VI del Ponto era fortissimo e venne rafforzato nel tempo con l'unione matrimoniale con la figlia di quest'ultimo, Cleopatra.Spinto dalle mire espansionistiche di Mitridate VI del Ponto, Tignane invase la Cappadocia, nel 93 a.C..Tigrane il Grande su una monetaIl Re di Cappadocia, Ariobarzane I, chiese aiuto ai Romani. Roma inviò immediatamente il famoso Generale Romano Lucio Cornelio Silla che costrinse alla ritirata Tigrane.Nel 90 a.C. Roma fu scossa da una devastante guerra civile. Tigrane ed il suo alleato Mitridate VI ne approfittarono per invadere di nuovo la Cappadocia e Ariobarzane I, sconfitto, si diede alla fuga.Nell'88 a.C., Mitridate II morì e Tigrane approfittò subito della confusione data dalla sua morte. Si riappropriò delle terre cedute come riscatto e annesse il Gordiene e parte della Mesopotamia, riportando sotto il dominio armeno quello che un tempo era il territorio dell'antica Urartu.
L'esercito armeno si spinse fino nella Media superiore mettendo sotto assedio la sua capitale, Ecbatana, in cui Tigrane aveva vissuto come ostaggio.
Nell'83 a.C. Tigrane venne invitato ad Antiochia per ricevere la corona della dinastia Seleucide. Regnò su tutta la Siria ma il dominio di Tigrane andò oltre, estendendosi fino in Palestina a sud e in Cilicia a ovest.L'espansione del regno e la ridefinizione dei suoi confini, spinse Tigrane alla creazione di una nuova capitale, in posizione più centrale, che chiamò Tigranocerta (Tigranakert).Attuò delle vere e proprie migrazioni di massa, costringendo gran parte della nobiltà armena a trasferirsi a Tigranocerta.
L'espansione del Regno Armeno di Tigrane II il Grande fu straordinaria, e questo lo rende uno dei personaggi più importanti e conosciuti nella storia antica.
Non appena ne ebbero la possibilità i Romani riaprirono le ostilità contro il Regno Armeno. Il Generale Romano Lucio Licinio Lucullo alla testa di un imponente esercito condusse un'epica campagna contro Tigrane e i suoi alleati.Il Re di Armenia dimostrò di avere grandi capacità e mezzi per tener testa a Roma. Dopo alcune sconfitte che portarono i Romani a conquistare la capitale del regno, Tigrane si riorganizzò e raccolse un esercito di oltre centomila uomini e si diresse verso Tigranocerta per riconquistare quanto perduto e scacciare l'Esercito Romano.Il 6 ottobre del 69 a.C. nell'epica battaglia di Tigranocerta, Lucullo riuscì a sconfiggere l'Esercito Armeno ed i suoi alleati costringendo il Re Tigrane il Grande alla temporanea ritirata.Il Generale Romano Lucio Licinio Lucullo non riuscì però mai a sconfiggere definitivamente Tigrane, che continuava a minacciare Roma. Dopo otto anni di campagna in Armenia, Lucullo fu per questo sostituito da Pompeo.Nel 66 a.C., le Legioni Romane di Pompeo invadono l'Armenia maggiore e Tigrane è costretto ad arrendersi, accettando di far diventare il suo regno un protettorato romano, mantenendo però lui stesso la corona.
Il Regno Armeno e Roma
I Parti mostrarono mire espansionistiche verso ld'Armenia e riuscirono a soggiogarla dal 37 al 47 fino quando i Romani ripresero il controllo del regno.
Sotto ld'impero di Nerone, i Romani conducono una campagna contro i Parti che avevano invaso i loro alleati armeni.Dopo aver conquistato e riperso l'Armenia più volte, Roma invia la Legio XV Apollinaris, proveniente dalla Pannonia al comando di Gneo Domizio Corbulone, legatus di Siria unitamente a alle legioni XV Apollinaris, III Gallica, V Macedonica, X Fretensis e la XXII Deiotariana, entrò nel 63 nel territorio di Vologase I di Partia ed ebbe delle schiaccianti vittorie.Con la sconfitta dei Parti nella battaglia di Rhandeia, il Re Vologase fu costretto a stipulare un trattato con il quale ottenne per suo fratello Tiridate il trono di Tiridate I d'Armenia, che venne incoronato dallo stesso Nerone, dando luogo alla dinastia degli Arsacidi d'Armenia.
Nel 114 l'imperatore Traiano sottomise l'Armenia che diventò definitivamente una provincia romana.
L'occupazione della Provincia Romana di Armenia da parte del Re Vologase IV di Partia portò, nel 162, a una nuova campagna militare guidata dall'Imperatore Romano Lucio Vero, che invase l'Armenia accupata e ne riconquistò la capitale.La dinastia persiana dei Sasanidi occupò l'Armenia nel 252, fino all'ulteriore riconquista romana del 287.
La dinastia degli Arsacidi d'Armenia (Arshakuni), governo sul Regno d'Armenia in modo discontinuo dal 54 al 428.
Due degli eventi più importanti sotto il dominio arsacide per la storia dell'Armenia furono la conversione al Cristianesimo, per opera di San Gregorio Illuminatore nel 301 e la creazione dell'alfabeto armeno da parte di Mesrop Mashtots nel 405. Nel 384 il regno venne diviso tra i Romani ed i Persiani con un trattato stipulato fra l'Imperatore Romano Teodosio e l'Imperatore Sasanide Sapore III.L'Armenia occidentale divenne provincia dell'Impero Romano d'Oriente con il nome di Armenia Minore, mentre la parte orientale rimase un regno sotto i Persiani fino al 428.



 
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