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Annibale Bergonzoli

Biografie

ANNIBALE BERGONZOLI nacque a Novara il 1° novembre 1884. Compiuti gli studi superiori, svolse il servizio militare come ufficiale di complemento e, dopo aver vinto il concorso per diventare effettivo, fu nominato sottotenente nel 53° reggimento fanteria con anzianità al 14 settembre 1906. Tenente nel 1909, partecipò alla guerra di Libia nel 1911-12. Al momento dell'intervento dell'Italia nella prima guerra mondiale era capitano di fanteria. Partecipò a tutta la guerra come comandante di compagnia e di battaglione, e nel dicembre 1918 fu promosso tenente colonnello di stato maggiore, dopo essere stato decorato di una medaglia d'argento e di una di bronzo al valor militare. Ricoperti vari incarichi di stato maggiore e al comando di reparti di fanteria, fu promosso generale di brigata nel 1935 e con questo grado partecipò alla campagna d'Etiopia, al comando di una brigata indigena sul fronte della Somalia. Il 19 maggio 1936 restò gravemente ferito nel combattimento di Dunun dopo essersi battuto valorosamente, impugnando egli stesso il moschetto. Rimpatriato, fu decorato con la medaglia d'oro al valor militare. Cominciò qui una discreta popolarità fra le truppe, che gli valse il soprannome di "barba elettrica", derivante da suo dinamismo e dal suo pizzetto brizzolato, sempre più vistoso con il passare degli anni. Dopo essersi rimesso dalla ferita, nel febbraio 1937 fu inviato in Spagna al comando della divisione volontaria Littorio. Rientrato in Italia, alla costituzione del XXIII Corpo d'armata ad Homs il 15 ottoore 1939 ne fu nominato comandante, col grado di generale di divisione incaricato di Corpo d'armata. Durante l'avanzata sul Sidi el-Barrani ebbe il comando tattico delle truppe, e se un poco di slancio vi fu, lo si dovette a lui, che in un caso andò addirittura a stanare dei tenenti d'artiglieria che erano scappati e li riportò ai pezzi. Comandante della retroguardia durante la ritirata dalla Cirenaica, si arrese e fu fatto prigioniero dopo Beda Fomm, il 7 febbraio 1941. Fu uno dei pochi generali italiani popolare anche tra gli inglesi, che ne avevano presto imparato il soprannome ("Electric Whiskers"). Rientrato dalla prigionia nel 1945, fu congedato. Ritiratosi a vita privata, morì nel 1973.


 
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