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Andrej Andreevich Vlasov

Biografie

ANDREJ ANDREEVICH VLASOV nacque da famiglia contadina il primo settembre 1900. Nel 1919 entrò nell'Armata Rossa, lasciando il seminario di Nizni Novgorod dove studiava da un anno, e combatté come soldato semplice sul fronte meridionale contro Wrangel e Denikin, venendo promosso comandante di plotone e poi di compagnia. Diplomatosi negli anni Venti presso scuole militari, nel 1930 si iscrisse al Partito comunista bolscevico e, dal 1936, con il grado di comandante di reggimento, fu in Cina come consigliere militare di Chiang Kai-shek. Non appartenendo ai circoli più in vista delle forze armate sovietiche, Vlasov sfuggì alle grandi purghe del 1938. Grazie ai vuoti lasciati dagli epurati, nel 1938 passò a comandare la 99° divisione fucilieri e, nel 1940, con il ripristino dei vecchi gradi, fu nominato maggiore generale. Scoppiata la seconda guerra mondiale, fu l'unico a contrattaccare con successo i tedeschi nel 1941, riprendendo Peremysl e tenendola per sei giorni. Per la sua abilità, già nel 1941 venne destinato al comando della 37° Armata e, con essa, riuscì a sottrarsi all'accerchiamento tedesco nella zona di Kiev. Chiamato a Mosca, nel dicembre del 1941 ebbe il comando della 20° Armata e, in seguito, fu promosso comandante del Fronte di Volkhov e della 2° Armata d'urto. Alla testa della 2° Armata attaccò il 7 gennaio 1942 le posizioni tedesche intorno a Leningrado per cercare di rompere l'assedio. Vlasov fu l'unico a conseguire importanti successi, avanzando di ben 75 chilometri nelle difese nemiche, ma fu lasciato senza rinforzi e munizioni. Tenne la posizione da febbraio a tutto marzo, ma in aprile il disgelo lo tagliò completamente fuori. Senza viveri, gli venne negato il permesso di ritirarsi e, dopo altri due mesi, il 14 maggio 1942, fu attaccato dai tedeschi. Alla testa dei suoi uomini, Vlasov resse disperatamente fino al principio di luglio ma poi, con gran parte delle sue forze ormai distrutte, fu catturato da una pattuglia tedesca mentre vagava nei boschi. Vlasov si sentì tradito da Stalin e fu convinto dai tedeschi a impegnarsi attivamente contro il regime sovietico. Vlasov era la figura più rappresentativa fra gli alti ufficiali sovietici prigionieri dei tedeschi che avevano accettato di combattere Stalin e venne pertanto messo a capo delle unità russe antisovietiche, poi indicate come ROA (le iniziali di "Esercito russo di liberazione" in lingua russa), che combattevano al fianco della Wehrmacht. Inizialmente anche le unità di Vlasov, come le altre formate da baltici o cosacchi, vennero impiegate in misura limitata, essenzialmente in compiti di presidio e nella lotta antipartigiana. Successivamente, però, le crescenti difficoltà militari tedesche convinsero i comandi superiori del Terzo Reich, estremamente diffidenti circa la reale affidabilità di tali unità, a mettere alla prova le forze di Vlasov in veri e propri combattimenti contro l'Armata Rossa. Nel dicembre del 1943 Vlasov si distinse nei combattimenti per tenere la testa di ponte sul Dnepr, a sud di Tursk, contendendola ferocemente ai sovietici. Nonostante la buona prova fornita, però i tedeschi continuarono a non fidarsi e dispersero i reparti di Vlasov tra le loro singole divisioni. Nell'autunno del 1944, però, a Vlasov venne finalmente concesso di riunire tutte le forze russe (ormai centinaia di migliaia di uomini) sotto il suo comando e di formare divisioni interamente russe. Ne furono formate in totale quattro, anche se solo le prime due complete (la terza aveva la metà dell'organico previsto e la quarta rimase in posizione quadro). I reparti di Vlasov combatterono coraggiosamente e lealmente, ma le sorti del conflitto apparivano ormai segnate. Così, nel maggio del 1945, Vlasov cambiò nuovamente schieramento e, unitosi alla resistenza cecoslovacca, attaccò le forze tedesche. Il 7 di quello stesso mese Vlasov si consegnò agli americani con tutto il suo stato maggiore, ma fu presto consegnato ai sovietici. Processato insieme ad altri 11 alti ufficiali nel luglio del 1946, fu condannato a morte per alto tradimento e impiccato a Mosca il primo agosto 1946.

 
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