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Alba Fucens

Siti Archeologici > Abruzzo

Comune e provincia:
Massa D'Albe (Aq)
Tipologia:
Sito Archeologico
Utilizzo:
Colonia
Civiltà:
Romani


Storia:
Alba Fucens è un sito archeologico italico, situato a circa 1000 metri d’altitudine fra le pendici del Monte Velino e il lago del Fucino, oggi nel Comune di Massa d’Albe, a 7 Km da Avezzano, in Abruzzo. Il suo nome deriva dalla posizione dell’abitato dal quale si poteva ammirare l’alba sul lago del Fucino. La vicinanza alle acque del lago, che lambivano il territorio di Alba, fu verificata, nel 1973, quando i fratelli De Rosa rinvennero un cippo, nei pressi di Lugo dei Marsi, mentre lavoravano un loro terreno. Fu una tra le più antiche colonie latine ad essere fondata dai Romani, su un’altura, nel 303 a.C. o secondo altre fonti nel 304 a.C., nel territorio abitato dal popolo degli Equi, popolo forte e combattivo, come avamposto militare, al confine con il territorio dei Marsi. Al momento della sua fondazione contava seimila coloni che qualche anno dopo il loro insediamento (fine IV secolo a.C.), innalzarono una prima cinta muraria per difendersi dalle assalti degli Equi che tentarono più volte, senza successo, di espugnarla. La cronaca storica, di epoca repubblicana (III secolo a.C.), ci riporta che nel corso della Seconda Guerra Punica, Alba Fucens, inizialmente, rimase fedele a Roma e per questo motivo, nel 211 a.C., gli inviò un esercito di duemila soldati per proteggerla da Annibale che si stava dirigendo verso la città. In seguito, però, insieme ad altre undici colonie italiche (Ardea, Nepete, Sutrium, Carseoli, Sora, Suessa, Circeii, Setia, Cales, Narnia, Interamna) si rifiutò di inviare nuovamente a Roma ulteriori aiuti e per questo fu punita. Grazie alla sua ubicazione, dovuta principalmente alla posizione elevata, Alba, oltre a trasformarsi in una prigione di stato, dove vi furono confinati importanti prigionieri dello stato Romano (Siface di Numidia, Perseo di Macedonia, Bituito re degli Arverni), fu considerata, per tutta l’epoca repubblicana, la più strategica delle città-fortezza dell’Italia centrale, specialmente, durante le guerre civili in quanto era attraversata dalla Via Valeria che collegava Roma con la costa adriatica. Alba combatté al fianco di Roma durante la guerra Sociale e per questo motivo fu malvista dagli italici. Mentre nella guerra civile tra Silla e Mario, Alba Fucens si schierò a favore di quest’ultimo, cosi, al termine del conflitto, Silla la punì e per soddisfare le richieste di uno dei suoi luogotenenti, (Metello Pio), distribuì ai veterani di quest’ultimo parte delle terre della città. Coinvolta, ulteriormente, nel conflitto fra Cesare e Pompeo, la città, accolse una guarnigione di sei coorti agli ordini di Domizio Enobarbo, luogotenente di Pompeo, poi arresosi alle legioni cesariane. Nonostante alcuni episodi non favorevoli ad Alba, la stessa, fu da sempre nelle grazie di Roma, beneficiando di particolari appoggi al punto di essere eletta, prima del tempo, a municipium e a sede di Senato. Al culmine del suo massimo splendore, che durò fino in epoca imperiale, raggiunse una popolazione di oltre cinquantamila abitanti, la città, inoltre poté vantare addirittura la coniazione di una sua moneta d’argento. L’ultima menzione di Alba Fucens, prima di cadere in rovina, è dello storico Procopio di Cesarea che ci riporta che la città, nel 537, venne occupata dall’esercito imperiale bizantino durante la guerra contro i Goti. Nel 1268, in questi luoghi si combatté la battaglia di Tagliacozzo con la quale gli Angioini sconfissero Corradino di Svevia, nipote di Federico II, e definitivamente gli Svevi. Nel 1875 il Lago del Fucino fu prosciugato. Rimasta nell’ombra per centinaia di anni, Alba Fucens, venne riportata alla luce tramite una campagna di scavi archeologici, che interessarono tutto il sito. Avviati, a partire dal 1949, dall’Università Belga di Lovanio, rivelarono una tipica città del periodo imperiale, in seguito, ulteriori scavi eseguiti dal Centro Belga di ricerche archeologiche in Italia, hanno avvalorato l’esistenza di varie fasi edilizie riconducibili all’età sillana (I secolo a.C.). Ulteriori scavi, riferibili agli ultimi anni, hanno permesso di riportare alla luce un’enorme quantità d’informazioni utili alla ricostruzione della planimetria del sito come pure di quella della struttura sociale ed economica della città.


 
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